Dubbio sollecita:
di Giuseppe Nanni
Sindaco
di Alto Reno Terme
In esito all’incontro
pubblico che titolava “Nuovo Palazzetto dello sport: tra
opportunità e criticità”, tenutosi lo scorso 2 ottobre presso il
cinema Kursaal del capoluogo, ha sollecitato quesiti e dubbi emersi
durante la trattazione del tema, ai quali l' Amministrazione Comunale
intende fornire risposte e chiarimenti.
In primo luogo, al
fine di dirimere il dubbio circa il futuro utilizzo del nuovo
complesso, si precisa come, non a caso, il titolo ufficiale assegnato
al progetto parli di Struttura Sportiva Polifunzionale, e non, come
comunemente ed erroneamente riportato, di semplice Palazzetto dello
Sport. Ciò implicitamente ricomprende, già nella denominazione
stessa, una pluralità di usi che detta struttura, una volta in
esercizio, sarà in grado di offrire. Oltre all’evidente e
specifico impiego per finalità sportive (si rammenta che il progetto
è in fase di approvazione C.O.N.I. – Comitato Olimpico Nazionale
Italiano), è prevista l’organizzazione di eventi musicali,
incontri culturali e pubblici di ogni genere, presentazione di libri,
mostre, meeting, fiere di prodotti locali, e, comunque, di ogni altra
iniziativa atta a dare il dovuto lustro e la necessaria visibilità a
talenti e imprenditoria locali. La nuova struttura risulterà infatti
dotata di palcoscenico fruibile sia dall’interno (da qui la scelta
della tribuna unica sul lato maggiore antistante il palco) che, a
necessità nel periodo estivo, dall’esterno, con stazionamento del
pubblico nella prospiciente area verde, sul lato rivolto verso il
Parco Fluviale Reno.
Con riferimento invece all’area che
fungerà da sedime per l’immobile, è nostra intenzione procedere,
in due fasi successive, alla riqualificazione complessiva dell’intero
comparto sportivo di via Lungoreno, dapprima mediante un preliminare
intervento mirato alla costruzione della predetta struttura (e
conseguente dismissione della palestra esistente con ricollocamento a
cascata di tutte le attività ivi svolte in più idonee e
confortevoli sedi), per poi focalizzare l’attenzione sui campi da
tennis, basket e pallacanestro scoperti, nonché sulla
tensostruttura, ormai datata, a protezione dell’unico campo da
tennis coperto. La nostra volontà è quella di avviare,
parallelamente alle fasi di realizzazione della nota Struttura
Polifunzionale, la redazione di uno studio di fattibilità
sull’attigua area ospitante i campi da gioco, al fine di
armonizzarla al contesto urbano ed ambientale, e perseguendo
l’obiettivo di rendere le superfici di gioco scoperte, oggi di uso
prettamente estivo, idonee anche ad un loro utilizzo invernale,
previa collocazione di presidi scorrevoli di copertura.
In
terzo luogo, la rotazione della sagoma rispetto ai punti cardinali,
lo scostamento della Struttura Polifunzionale dall’alveo del fiume
Reno ed il suo innalzamento rispetto all’attuale quota di campagna,
non sono scelte riconducibili propriamente ad una espressa volontà
dell’Amministrazione, bensì ad una necessità cogente di carattere
tecnico a garanzia di sicurezza. La ragione prevalente è quella di
mettere al riparo detto immobile da eventuali piene a cadenza
duecentennale (!) che potrebbero interessare, in casi limite, la metà
più prossima al fiume dell’attuale campo Albergati, garantendo la
sua originaria funzione di “cassa di espansione” senza però
lambire l’edificio in progetto. Detta rotazione dell’immobile,
unitamente alla nuova strada di accesso da monte, in zona sicura (si
rammenta che l’attuale accesso in deroga avviene attraverso
l’argine), consentirà di fruire dell’edificio anche come area di
accoglienza e Centro Operativo Comunale (C.O.C.) alternativo di
Protezione Civile in caso di eventi catastrofici. L’inquadramento
sotto il profilo sismico come edificio di classe IV (Costruzioni con
funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con riferimento
alla gestione della protezione civile in caso di calamità), impone
misure di sicurezza precise al fine di consentire, tra gli altri già
espressi, anche questo fondamentale tipo di impiego, che giustifica,
da solo, un parziale innalzamento di costi di realizzazione (se letto
anche nell’ottica di attrarre specifici finanziamenti da parte di
Enti sovraordinati). Anche sul tema della capienza in termini di
“posti a sedere” vi è poi da chiarire alcuni aspetti: la
tribuna, in quanto struttura fissa, è stata progettata per
assolvere, in prevalenza, alla funzione sportiva, nel rispetto delle
vigenti disposizioni in materia di capienza delle strutture
pubbliche; a necessità questa sarà impiegata anche per eventi di
altra natura, in abbinamento alla superficie di gioco, che, dotata di
protezione a pavimento e sedute amovibili, innalzerà così la
capienza complessiva a circa n. 1000 posti a sedere, ciò nell’ambito
normativo ed autorizzatorio degli eventi di pubblico
spettacolo.
Infine, risulta evidente come, trattandosi di
comparto urbanistico saturo, l’edificazione di un immobile
all’interno dell’impianto sportivo di via Lungoreno debba
necessariamente vertere sull’unica area libera coincidente con la
superficie dell’attuale campo sportivo Albergati. Ciò premesso,
fermo restando il comprensibile aspetto affettivo, si evidenzia come
il progetto tenga conto della realizzazione di un campo da calcetto a
nove sulla superficie di gioco non interessata dai lavori, con
attenzione quindi ai giovani utenti che intendano comunque praticare
questo importante sport all’interno dell’impianto di via
Lungoreno. Altra opera di strategica importanza è la costruzione di
una passerella ciclo-pedonale che unirà, a regime, le due sponde del
fiume Reno, rendendo molto più fruibili il campo da calcio “Cesare
Sabattini” e gli altri campi ivi collocati, di quanto non lo siano
oggi. A servizio di queste superfici di gioco sarà altresì
realizzato un nuovo spogliatoio correttamente dimensionato e più
funzionale all’uso rispetto a quello esistente. In destra idraulica
Reno troveranno infine ubicazione gli standard, in termini di
parcheggio, a servizio della nuova Struttura Polifunzionale.
Il
cronoprogramma dei lavori inizialmente previsto sarà effettivamente
soggetto a slittamento temporale, connesso al recepimento tecnico di
tutti i vincoli normativi nonché delle modifiche funzionali e
distributive atte a rendere il più possibile la struttura
rispondente e vicina alle esigenze degli utenti. Sarà onere di
questa Amministrazione concertare i nuovi termini e le corrette
modalità attuative con la Regione Emilia-Romagna, soggetto pubblico
co-finanziatore.
L’opera è sicuramente onerosa, non solo
dal punto di vista finanziario, ma anche e soprattutto da quello
operativo ed organizzativo.
Sono però convinto che questo non
possa essere un motivo per approcciarsi a questa sfida con timidezza
o timore, soprattutto perché parliamo di un’opera fondamentale per
il rilancio della nostra comunità, che la mia amministrazione
porterà avanti con determinazione e trasparenza.