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venerdì 16 gennaio 2026

Rubano un’auto vicino alla stazione di Bologna Centrale, fuggono all’alt dei carabinieri e finiscono fuori strada: due tunisini arrestati e condannati

 

Foto dei Carabinieri di Monzuno 


Hanno rubato un’auto nei pressi della stazione ferroviaria di Bologna Centrale, ma la fuga è durata poco. Due giovani di nazionalità tunisina, di 20 e 21 anni, sono stati arrestati dai carabinieri della Stazione di Monzuno con le accuse di furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale.

L’episodio è avvenuto dopo la segnalazione di una cittadina al numero di emergenza 112, che aveva denunciato il furto della propria vettura parcheggiata nelle vicinanze dello scalo ferroviario bolognese. La Centrale Operativa dei carabinieri ha immediatamente diramato le ricerche del veicolo, che è stato individuato poco dopo nell’Appennino bolognese da una pattuglia di Monzuno.

Alla vista dei militari, che avevano intimato l’alt, il conducente dell’auto rubata ha tentato la fuga. Ne è nato un inseguimento al termine del quale l’automobilista ha perso il controllo del mezzo, finendo contro una recinzione privata.

I carabinieri sono riusciti a bloccare e identificare il conducente, un 20enne tunisino, e il passeggero, un connazionale di 21 anni. Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Bologna, i due sono stati arrestati e condotti in tribunale per il giudizio con rito abbreviato.

Il giudice li ha condannati a 10 mesi di reclusione ciascuno. La pena è stata sospesa e, al termine delle formalità di rito, i due giovani sono stati rimessi in libertà.

sabato 2 marzo 2024

Sgominata una rete di criminali dediti al furto d’auto

Eseguivano furti su commissione e li coordinava un albanese in carcere

Il Comando dei Carabinieri informa:

Alle prime ore di ieri, primo marzo, tra le province di Trento, Bologna, Forlì-Cesena, Latina e Roma, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trento hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 8 persone (2 albanesi, 1 colombiano, 1 ucraino, 4 italiani) ritenute responsabili di associazione per delinquere  finalizzata ai delitti contro il patrimonio tra cui  furti e ricettazione di autoveicoli.

L’indagine, avviata a gennaio 2018 dopo  un primo furto di 3 autovetture ha permesso di individuare e smantellare un’organizzazione criminale dedita al furto di autovetture presso concessionarie e abitazioni private.  


I diversi furti venivano perpetrati con la collaborazione di un basista, le autovetture asportate  venivano poi consegnate a  ricettatori italiani stabili nella provincia romagnola e romana, nonché consegnate all’estero presso ricettatori sloveni.

La particolarità del sodalizio consisteva nel procurare i veicoli a seguito della richiesta esplicita del ricettatore il quale indicava il modello del veicolo di interesse. Il gruppo a seguito di sopralluoghi individuava l’obiettivo grazie al “basista” e dopo varie ricognizioni eseguiva il furto.  Tra queste dinamiche, sono risultate strategiche anche due concessionarie laziali, facenti capo a due degli indagati (padre e figlio), che avevano il ruolo di ricettatori.

Il promotore nonché capomaglia dei reati contestati è stato individuato in un pregiudicato albanese che, durante la sua permanenza in carcere, sfruttava i permessi premio per la perpetrazione dei colpi. Era proprio quest’ultimo che si occupava del reclutamento dei soggetti autori materiali dei furti, pregiudicati recidivi tra cui anche minorenni.

Gli investigatori dell’Arma hanno documentato le modalità di individuazione degli obiettivi, nonché tutte le fasi del furto e la successiva fase di ricettazione, contestando agli associati 11 furti di cui 2 tentati commessi dal 2018 al 2022 nelle province di Trento e Bologna per un totale di 15 tra autovetture e motocicli.

Grazie ad una lunga e meticolosa attività di analisi di tabulati telefonici, di osservazione e riscontro, anche avvalendosi di attività tecniche di intercettazione, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire puntualmente i movimenti dei consociati e definire la gerarchia interna del sodalizio, le modalità di gestione e controllo dei furti sul territorio, delineando i profili organizzativi della struttura.

Tra le caratteristiche del “modus operandi” del sodalizio criminale sono emersi particolari accorgimenti del gruppo tra cui il continuo cambio targa ai veicoli per depistare le Forze dell’Ordine, percorrere strade secondarie prive di videosorveglianza, utilizzo dei mezzi pubblici per raggiungere gli obiettivi, travisare il volto con passamontagna durante l’esecuzione del reato.

Durante la fase preparatoria i soggetti rubavano targhe da veicoli di uguale marca e modello da apporre successivamente sulle autovetture asportate in modo da evitare di essere individuati e fermati dalle Forze dell’Ordine durante i vari spostamenti con i veicoli oggetto di furto. Altri cambi di targhe venivano effettuati anche dopo l’asportazione dei mezzi e durante la fase di consegna presso i vari ricettatori sia italiani, nelle province di Forlì-Cesena, Latina e Roma, che esteri, in particolare in Slovenia.

L’attività d’indagine, nel corso del suo sviluppo, ha consentito di recuperare autovetture rubate con apposte targhe diverse, anch’esse risultate oggetto di furto, pronte per essere consegnate al ricettatore.