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sabato 24 agosto 2024

Mingarelli: " Così com'è l'Unione dei Comuni non serve a nulla"

 

Foto di Vergato News

L'ulteriore rinvio della riunione assembleare per l'elezione dell'organico amministrativo dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese preoccupa, poichè alla base del notevole ritardo ci sarebbero le difficoltà nell'individuare coloro cui affidare incarichi rappresentativi e di gestione. Si starebbe insomma 'litigando' sia all'interno dei singoli gruppi partitici e sia nell'individuare un equilibrio fra i ruoli assegnati al centro sinistra e quelli al centro destra. 

Lo stallo decisionale non passa inosservato e fra chi rileva nelle incertezze  la conferma delle critiche fatte in passato all'Unione vi è il consigliore per la minoranza di Castel d'Aiano, Dario Mingarelli ( nella foto), che nel commentare il ritardo non fa sconti: 

"L'Unione è un ente inutile. Vive di trasferimenti, non ha risorse proprie con cui sostenere un percorso amministrativo. I delegati e le deleghe non possono migliorare il servizio sul territorio". Quindi per il consigliere si 'bisticerebbe' sul nulla. La sua considerazione poi continua sostenendo che 'si andava meglio quando si andava peggio'. " La Comunità Montana, ente soppresso,  aveva una sua raggione d'essere: comprendeva tutti i comuni dell'Appennino dal Samoggia all'Idige. La nostra Unione ne comprende solo 11 e produce soluzioni e delibere  che fanno solo male alla montagna. Da riformare anche la Città Metropolitana . Come è possibile che il suo presidente sia anche sindaco di Bologna ?" Mingarelli chiude il suo sfogo anche con una considerazione organizzativa dell'ente che vede sostanzialmente una spartizione di cariche e incarichi fra amministratori di centro sinistra e di centro destra: "Non è questo un problema, come invece qualcuno l'ha considerato etichettando la gestione come 'consociativistica'. Non è tale se i designati affrontano i problemi dei Comuni in Unione, problemi quali la presenza eccessiva degli ungulati, le lacune della  sanità, dell'agricoltura e la forestazione. Se andiamo avanti così perderemo tutto. Ci si affidi quindi a chi si propone di affrontare tali problemi indipendentemente dalla casacca politica che indossa". 

Mingarelli conclude anticipando che ha presentato una risuluzione sulle proposte di eolico indirizzate in montagna per avviare una discussione assembleare sul tema in Unione dei Comuni. 

martedì 13 settembre 2022

Le Polizie Locali di Camugnano e Grizzana Morandi sono sorelle.

 Accordo di collaborazione fra le amministrazioni dei due comuni: gli agenti svolgeranno servizi di controllo del territorio e prevenzione sulla sicurezza stradale


di Maria Elena Mele

  

Le Amministrazioni Comunali di Camugnano e Grizzana Morandi hanno stipulato un accordo di collaborazione  tra le Polizia Locali al fine di svolgere in cooperazione alcune attività di istituto. Verranno svolti servizi quali la tutela e la salvaguardia dei territori, servizi di pattugliamento dei Comuni con controlli di Polizia Stradale in materia di prevenzione in materia di sicurezza stradale, per una maggiore presenza sul territorio dando risposta alle segnalazioni e alle necessità dei cittadini.

Il personale operante sarà dotato di strumentazioni per la verifica di assicurazioni e revisioni, per il rilevamento della velocità dei veicoli e la rilevazione per la verifica del tasso alcolemico dei conducenti dei veicoli. Saranno svolti anche servizi per manifestazioni e/o eventi sia feriali che festivi. L’accordo è una volontà delle Amministrazioni per avere una migliore presenza sul territorio della Polizia Locale al fine di migliorare il controllo del territorio attraverso strategie di prevenzione e vigilanza in un’ottica di vicinanza dell’Amministrazione alle esigenze della cittadinanza.

lunedì 18 aprile 2022

L’Appennino è un distretto family

L’Unione dei comuni ha aderito alla rete dei “Comuni amici della famiglia” con l’intento di avviare una politica welfare a sostegno del ripopolamento (demografico ed economico) della montagna bolognese



di Maria Elena Mele

 

Favorire politiche di sostegno alla famiglia, condivisione di informazioni e, in tal senso, buone pratiche di welfare. Sono alcuni degli obiettivi che hanno portato la giunta dell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese ad aderire al network Comuni amici della famiglia”, dando vita al primo progetto di distretto family in Italia al di fuori del Trentino.

Il modello nasce dall’esperienza della provincia di Trento e, anche sulla scorta di quanto già avviato da alcuni anni dal comune di San Benedetto Val di Sambro, vuole attivare a livello di Unione un laboratorio sulle politiche familiari per attuare nuovi modelli di welfare generativo che mette al primo posto famiglia e, di conseguenza, anche giovani e meno giovani.

Dell’importanza di attivare politiche “family” se ne è parlato in occasione del convegno tenutosi presso la biblioteca di San Benedetto Val di Sambro, alla presenza di molti cittadini, associazioni, attività commerciali e cooperative sociali, assieme al sindaco, Alessandro Santoni, al presidente dell’Unione, Maurizio Fabbri, alla presidente delle ACLI di Bologna, Chiara Pazzaglia e il dirigente dell’Agenzia per la coesione sociale della provincia autonoma di Trento, Luciano Malfer. Quest’ultimo, nel corso della mattinata, ha premiato il comune di San Benedetto Val di Sambro per le sue politiche, ed ha ricevuto dal presidente dell’Unione, Maurizio Fabbri, la delibera di adesione alla rete dei “Comuni amici della famiglia”.

Il convegno ha trattato temi anche in prospettiva di un ripopolamento demografico ed economico del territorio e lo sviluppo di azioni che potrebbero essere introdotte per il rafforzamento del welfare familiare, ma anche il valore aggiunto di queste con l’importanza dello scambio di buone pratiche. Politiche dalle prospettive future che potranno derivare da tale percorso anche in ambito commerciale.

Nel corso della mattinata di lavori è stato presentato il libro “La Famiglia da costo a risorsa”.

Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro, ha dichiarato“La società necessità sempre di più di attenzioni rivolte alla famiglia, questo ci dimostra la storia recente e non solo. Consapevole di ciò, negli ultimi anni il comune di San Benedetto Val di Sambro ha deciso di dare il proprio contributo con azioni mirate a famiglie, giovani e meno giovani, consapevole che se la famiglia sta bene, allora sta bene la società. E’ davvero bello continuare a ricevere riconoscimenti che oltre a ripagare il nostro Comune, rendono merito anche alle tante attività economiche che hanno deciso di aderire alla iniziativa, ma ancora più bello è essere riusciti a condividere questo progetto a livello di Unione, ed ora iniziare un lavoro diverso ed ancora più stimolante, ossia la creazione del primo distretto italiano a misura di famiglia al di fuori del Trentino, rispetto al quale con piacere metteremo a disposizione la nostra esperienza che parte dal 2018 per individuare le azioni amministrative utili per contribuire al benessere delle famiglie nel medio e lungo periodo.”

Maurizio Fabbri, presidente dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese, ha spiegato“Dalla nascita dell'Unione uno degli obiettivi - a cui lavoriamo di più - è quello di fare crescere i servizi a cittadini e famiglie. In maniera armonica, cercando di garantire a tutti, al di là dei confini amministrativi, pari accesso e qualità dei servizi. Uno dei valori aggiunti di questo lavoro è quello di poter condividere buone pratiche che via via si affermano nei vari comuni in molti dei quali ci sono servizi e politiche rivolte le famiglie. L’idea di creare un piano condiviso e un vero e proprio distretto credo sia un obiettivo ambizioso su cui vogliamo scommettere”.

venerdì 25 giugno 2021

La riforma del Terzo Settore in un seminario


 Dubbio segnala:

Oggi, venerdì 25 giugno, alle 17, a Vergato,  si terrà un seminario per illustrare lo stato dell’arte della Riforma del Terzo Settore e per aumentare le conoscenze degli Enti di Terzo Settore e dei loro interlocutori.

L’incontro è in presenza  e in base al numero delle iscrizioni, verrà messo a disposizione uno spazio adeguato nel rispetto delle disposizioni vigenti per la tutela della salute pubblica, spazio che permetterà di mantenere le distanze di sicurezza.

 

 In prossimità dell’incontro, verrà comunicato il luogo esatto.

Interverranno ,  Lucia Dallolio, Consigliera di A.S.Vo. – Associazione per lo Sviluppo del Volontariato O.D.V., ente gestore del CSV Volabo e  Paolo Danesi, consulente Enti non profit. Parteciperanno amministratori e Rappresentanti dell’Unione e del Distretto.  

 Destinatari: Volontari ed Associazioni di Terzo Settore dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, operatori delle amministrazioni comunali del territorio.

Per partecipare è necessario compilare la SCHEDA DI ISCRIZIONE >>

Per informazioni: Paola Atzei, Responsabile Area Formazione e Sviluppo competenze formazione@volabo.it Chiara Zanieri, Coordinatrice corsi formazione.corsi@volabo.it


domenica 21 giugno 2020

"R-Estate a distanza" a sostegno degli anziani

Un progetto innovativo realizzato da Fondazione ASPHI e ASC InSieme

Riceviamo
 
L'uso delle nuove tecnologie a supporto dei servizi domiciliari per anziani è al centro di "R-Estate a Distanza", un progetto nato dalla collaborazione tra Fondazione ASPHI ONLUS e ASC InSieme, che gestisce i servizi sociali nel territorio dell'Unione dei Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia, con il co-finanziamento di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che prevede attività sperimentali e innovative in risposta ai bisogni emergenti dal periodo di isolamento domiciliare dovuto alla pandemia Covid-19.


"R-Estate a distanza" si rivolge a 15 anziani/e fragili del Distretto Reno Lavino Samoggia, che vivono una situazione di grave isolamento sociale e relazionale, con conseguente rischio di deterioramento della loro condizione fisica e mentale, a causa della chiusura del centro diurno frequentato e dell'impossibilità di incontrare amici e parenti per la carenza di conoscenze digitali che consentano la comunicazione a distanza.
Per ricostruire una rete relazionale centrata sul domicilio dopo il lockdown, il progetto fornirà gratuitamente a ognuno dei soggetti coinvolti un tablet appositamente preparato da Fondazione Asphi con una interfaccia semplice e personalizzata in base alle abitudini e interessi della persona, sul quale saranno installate applicazioni semplificate per comunicare a distanza e per svolgere attività ricreative e di stimolazione cognitiva. Operatrici e operatori socio sanitari di ASC InSieme, adeguatamente formate/i da Fondazione Asphi, garantiranno per 6 mesi un supporto a domicilio per l’uso del tablet.

Inoltre, grazie alla sinergia tra Fondazione ASPHI, ASC InSieme e la startup U-Watch SRLS, sviluppata all'interno del Clust-ER Industrie della Salute e del Benessere della Regione Emilia-Romagna (del quale sono tutte e tre socie), per 5 delle persone anziane coinvolte dal progetto si sperimenterà un dispositivo di monitoraggio anticaduta e di tracciamento GPS messo a disposizione in comodato d'uso da U-Watch

A sostegno economico del progetto intervengono la Fondazione Cassa Risparmio in Bologna, con un contributo di 15.000 euro destinato all'acquisizione e personalizzazione delle dotazioni tecnologiche hardware e software per i/le beneficiari/e del progetto, e la Fondazione del Monte di Bologna con un contributo di 10.000 euro destinato a coprire una parte dei costi degli operatori di Fondazione ASPHI e di ASC InSieme impegnati nel progetto.

martedì 5 maggio 2020

Non dimenticare di 'dare una mano' a chi è in necessità

#DIAMOCIUNAMANO: solidali con le famiglie in difficoltà
  
Ci informano:

A Sasso Marconi è stata attivata un'operazione di solidarietà per aiutare le famiglie in difficoltà a causa dell'emergenza Coronavirus: si tratta di #Diamociunamano, iniziativa promossa a livello di Unione di Comuni sull’intero territorio dell’Unione Reno Lavino Samoggia e realizzata a livello locale in collaborazione con i punti di vendita di generi alimentari.

Nei negozi di Sasso Marconi che aderiscono all’iniziativa si trovano contenitori ben riconoscibili (come quello nell'immagine allegata), dove chi va a fare la spesa può lasciare generi alimentari a media e lunga scadenza da devolvere alle famiglie in difficoltà.

A Sasso Marconi finora hanno aderito cinque esercizi commerciali (il Forno Poppi del capoluogo, Forno Borghetti, Salumeria New, Colibrì, I colori del caffè) e i supermercati Coop del capoluogo e di Borgonuovo, dove è anche possibile partecipare alla campagna “Dona la Spesa” donando 1 o 5 Euro (info sul sito di Coop Alleanza 3.0).

L’elenco dei negozi che via via aderiscono a #Diamociunamano viene continuamente aggiornato e si trova sul sito del Comune, al link 
https://bit.ly/3fgd7sI, dove è disponibile anche l’apposito modulo online per le attività commerciali che intendono aderire.

Del recupero e della consegna dei prodotti alle famiglie sul territorio di Sasso Marconi, si occupano i volontari dell’Associazione Emiliani - Brutti ma Buoni, di Caritas e Pubblica Assistenza Sasso Marconi, mentre il coordinamento della raccolta per l'Unione Reno, Lavino, Samoggia è a cura dell’Emporio solidale "Il Sole" di Casalecchio di Reno.

martedì 20 giugno 2017

Pietro Fortuzzi: “ E' UNA ACCOGLIENZA DIFFUSA, EQUILIBRATA E SICURA , QUELLA ATTUATA NEI COMUNI BOLOGNESI?"

E' una accoglienza dei profughi equilibrata, a carico in modo equo fra tutti i Comuni?”, si chiede il consigliere comunale di Sasso Marconi Pietro Fortuzzi, che in una sua comunicazione alla cittadinanza scrive:

Cittadini di Sasso M. vi informo che in data 17/9/17 ho inviato al Sig. Prefetto di Bologna la richiesta di visitare la nuova struttura di accoglienza di San Lorenzo a Sasso Marconi ospitante n. 18 profughi, presso la sede LAI-MOMO che gestisce pure Villa Angeli. Ribadisco che la mia richiesta deriva dal fatto che come Consigliere comunale non conosco la nuova struttura di S.Lorenzo ed inoltre voglio accertarmi che lo stabile utilizzato per ospitare i profughi abbia tutti i requisiti strutturali (Vigili del Fuoco) e certificazioni sanitarie (ASL) per poterli alloggiare e fare le loro attività. “..Le chiedo inoltre Sig. Prefetto che in considerazione dell’alto n. dei profughi presenti nel Comune di Sasso M. (n. 110 su 14.000 abitanti) Lei intervenga sollecitamente per aumentare significativamente il n. delle Forze dell’Ordine sul territorio attualmente non sufficienti”.

Cittadini, credo sia giusto anche informarvi della distribuzione dei profughi all’interno dell’Unione dei Comuni, che ho avuto dal Presidente stesso, dopo averlo interrogato nel merito.

  • Casalecchio : Abitanti 36.356 - profughi 12 - Strutture ospitanti 2
  • Monte San Pietro: Abitanti: 10.928 – profughi 15 – Struttura 1
  • Valsamoggia: (Crespellano, Bazzano, Monteveglio, Castello di Serravalle, Savigno) Abitanti 36.606 – Profughi 40 - Strutture 3
  • Zola Predosa: Abitanti 18.625 – Profughi 0 - Strutture 0
  • Sasso Marconi: Abitanti 14.627 – Profughi 110 – Strutture 2 cosi suddivise: 90 profughi al Centro accoglienza (CAS) Villa Angeli di Pontecchio. 18 Profughi nuovo centro di accoglienza (CAS) San Lorenzo V. Gamberi. 2 Profughi minori c/o Comunità San Martino.

Cittadini, è possibile che su un totale di 179 profughi presenti nella nostra Unione di Comuni noi di Sasso ne ospitiamo per ora, salvo ulteriori sorprese n. 110 ? (pari al 62% del n. totale dei profughi nell’Unione).

Sindaco, è così che si fa accoglienza Diffusa ed Equilibrata ? La mia richiesta al Sig. Prefetto di avere un significativo aumento di Forze dell’Ordine a Sasso per garantire più sicurezza è più che giustificata e va incontro alle ansie e alle paure diffuse dei cittadini e delle famiglie che richiedono risposte concrete e visibili.
Sasso M. 17/6/17 Il Consigliere Comunale e Capogruppo Gruppo Misto Unione
Pietro Fortuzzi

martedì 22 novembre 2016

Fortuzzi porta la 'frana di Tignano' in Unione dei Comuni.

Il consigliere comunale Pietro Fortuzzi vuole chiarimenti sulla situazione 'frana di Tignano'.

Il timore che esprime è quello che i continui peggioramenti del dissesto richiedano sempre più risorse e attendere ancora potrebbe significare non arrivare mai alla disponibilità dei fondi necessari.
Si parta di un progetto già approvato e di una disponibilità di 240.000 euro non più sufficienti poiché la frana è peggiorata e raggiunge ormai la base della collina. Ha inoltre allungato il suo fronte di smottamento”, sottolinea Fortuzzi. “ Quando ci saranno i soldi necessari a questo intervento, la frana si sarà ulteriormente allargata e quindi i fondi non basteranno più. Potremmo trovarci in un lungo e infruttifero inseguimento di una soluzione”.

Il consigliere ha quindi richiesto una discussione consiliare sull'argomento al consiglio dell'Unione dei Comuni:


Gentilissimo Presidente,

le chiedo come capogruppo, di mettere all’O.d.G. del prossimo consiglio dell’Unione (28/11/16) il punto sulla disastrosa frana di Tignano – Mongardino di Sasso Marconi.
Ritengo sia indispensabile e doverosa una relazione sul progetto, sui tempi e sugli ulteriori stanziamenti che si ha intenzione di mettere, visto il grave peggioramento della situazione e la criticità della stessa che mette ulteriormente in difficoltà le famiglie e l’economia di quel territorio.

Cordiali saluti
Sasso M. 21/11/16 Il Capogruppo Unione Comuni
Reno – Lavino – Samoggia
Pietro Fortuzzi






venerdì 4 dicembre 2015

Valle del Reno e del Setta. Chiacchiere da bar, ma non troppo...


Monte Sole
C'è il Comune 'Monte Sole' nel futuro amministrativo delle vallate? L'ipotesi non è peregrina. Si starebbe già lavorando con determinazione a questa proposta e del nuovo ente sarebbero chiamati a far parte in primo luogo i comuni coinvolti nella strage del 1944 e quindi Marzabotto, Grizzana e Monzuno. Non si escluderebbe anche che se ne possano aggiungere altri, accomunati con i primi tre dall'aver subito e condiviso i drammi dell'occupazione tedesca, in primo luogo Sasso Marconi e Vergato.

E certo comunque che nell'immediato ci sarà la proposta di diverse ' fusioni di Comuni', per la individuazione delle quali ci sarebbe in atto un gran lavorio da parte dei sindaci targati PD in incontri congiunti bilaterali, plurilaterali e lunghe telefonate alla ricerca del giusto equilibrio.
Vale la pena ricordare la differenza fra Unione di Comuni e Fusione di Comuni. Nella prima, l'Unione, gli enti aderenti si uniscono per la gestione unica di alcuni servizi allo scopo di renderli più funzionale ed economici, come rifiuti, polizia municipale, stesura del piano regolatore (ora piano strutturale) e altro, ma ogni ente mantiene la 'propria personalità giuridica', la propria struttura amministrativa e politica e la propria individualità. In parole povere ha una propria giunta politico-amministrativa. La Fusione invece comporta l'annullamento dei comuni aderenti finalizzato alla formazione di uno nuovo che avrà una propria organizzazione politico amministrativa riferita all'intero territorio compreso nel nuovo ente. L'esempio è il Comune Valsamoggia nel quale si sono fusi i comuni della vallata del fiume Samoggia, come per esempio Savigno, che non ha più una propria giunta.
Sasso Marconi è nella Unione dei Comuni che comprende, fra gli altri, Casalecchio e Zola Predosa. Sasso Marconi continua ad avere il proprio sindaco e la propria denominazione. Con gli altri Comuni condivide la gestione di alcuni servizi.

Tornando al nocciolo, vale la pena ricordare qual è la 'posta in gioco'. Si giocherà infatti in modo da garantire dati elettorali tali da mantenere l'identità certa nei comuni coinvolti, cara ovviamente all'attuale maggioranza che impera. Anche solo piccoli spostamenti, dovuti alla presenza di un comune 'anomalo' potrebbero incidere in modo tale da 'togliere peso e quindi capacità di direzione' a partiti e ad associazioni di partiti.

I ben informati aggiungono poi che il 'grande lavorio dei sindaci PD', in particolare di quelli renziani, sarebbe finalizzato a risultare graditi e riconosciuti operativi dal 'principe regionale', il governatore Bonaccini. Si lavorerebbe quindi per arrivare a un progetto definito in tempi brevi al fine di avere poi il suo sostegno nell'individuazione del prossimo organico elettorale amministrativo PD. Sarà vero ? Ma! Comunque 'Voce di popolo, voce di Dio'.

Certo è abbastanza antipatico, se tutto ciò è vero, che si venga a sapere del 'deciso' solo quando è 'già deciso'. Ciò confermerebbe che il 'popolo' conta solo al momento del voto. Poi subisce. E che le minoranze non contano nulla.

martedì 21 luglio 2015

90 migranti a Villa Angeli sono troppi. Vanno distribuiti equamente fra i comuni dell'Unione.



“Bisogna distribuire i migranti tra tutti i comuni dell’unione di cui fa parte Sasso Marconi,”  così si esprime il gruppo Un'Altra Sasso riguardo al problema emerso in modo evidente ieri con la manifestazione nel centro di Sasso di una sessantina, dei 90 ospiti,  del centro di raccolta di Villa Angeli a Sasso Marconi. 
I migranti chiedevano maggiore garanzie per la loro situazione e per l’ottenimento di uno ‘status’ che permetta maggiore mobilità  e riconosca diritti civili.  

“Quei 90 sono troppi e non si può pensare di gestirli in modo adeguato gravando solo su un comune,” si sottolinea. 

Queste valutazione fanno parte di un documento che Un’Altra Sasso presenterà alla cittadinanza perché sia sottoscritto. A tal fine verranno aperte nei prossimi giorni punti di raccolta firme da inoltrare al Prefetto perché la proposta sia valutata ed attuata.

Questo il documento:

MIGRANTI A SASSO MARCONI
COME GESTIRE L’EMERGENZA DI VILLA ANGELI

Come lista civica intendiamo rifiutarci di trattare un argomento così delicato usando le
maschere del buonismo e del razzismo. Esse sono due facce della stessa medaglia, della stessa paura e della medesima ignoranza alle quali noi non ci abbassiamo. La situazione alla quale assistiamo è seria e la tratteremo in maniera frontale, agendo positivamente ed in prima persona al fine di risolvere un problema.
Da quando, circa due anni or sono, ci siamo trovati ad ospitare sul territorio comunale una sessantina di persone straniere e senza nulla in tasca (profughi o immigrati o clandestini, chiamateli come vi pare), c'è chi si è adoperato per conoscerli ed andargli incontro, senza fare pomposi comunicati stampa o spot dallo scarso contenuto politico, ricercando, nel mezzo di questa emergenza, una convivenza pacifica e civile.

Fino ad ora è andato tutto bene, nonostante non siano mancati episodi di arroganza e di inciviltà che non si sarebbero dovuti verificare (citiamo ad esempio i rifiuti gettati in strada o le urinate a cielo aperto), ma ora che sono divenuti quasi 100, a dispetto delle prime stime che parlavano di 50, il loro numero è tale che la struttura che li ospita ed il territorio faticano a contenerli.
Prendendo atto di questa situazione, è d'obbligo che ciascun attore di questa vicenda si faccia carico della propria parte, poiché un singolo comune non può essere lasciato solo dinnanzi a questa emergenza e non può accogliere un numero di persone sproporzionato rispetto a quello dei suoi vicini.

Per anticipare ed evitare che si creino brutte situazioni e per tutelare la civile convivenza, chiediamo, con fermezza, di ridurne il numero distribuendoli nel distretto dell'Unione di cui facciamo parte o sul territorio della provincia di Bologna.
Porteremo le firme di questa petizione al Prefetto di Bologna, in modo che si faccia carico di questa situazione, per questo motivo è importante che le firme siano numerose perché altrimenti non cambierà nulla!
 
Vi aspettiamo quindi per raccogliere la vostra firma ed il vostro punto di vista:
• dal Lunedì al Sabato a Borgonuovo, la mattina presto, vicino all’edicola della
Porrettana;
• Martedì mattina in centro in zona mercato;
Domenica mattina in Piazza a Sasso.

sabato 12 luglio 2014

Sasso Marconi. Continua il confronto sulla elezione di Fortuzzi a rappresentante delle minoranze nell'Unione dei Comuni'.




I consiglieri di opposizione
Non si è fatta attendere la replica di Un’altra Sasso alle precisazioni di Pietro Fortuzzi e di Sasso Libera, sulla ormai nota vicenda ‘rappresentante delle minoranze sassesi nell’Unione dei Comuni’, che ha visto l’elezione a sorpresa di Pietro Fortuzzi.

Con il titolo ‘Fortuzzi e la totale assenza di etica politica’, Un’Altra Sasso ha inviato questo comunicato:

In piena coscienza ammettiamo il nostro errore. Forti dei nostri valori di onestà e lealtà abbiamo creduto, incautamente, al signor Pietro Fortuzzi. Uomo di grande esperienza politica, prima tra le fila del PD (che lo aveva fatto Assessore e Vice-Sindaco…) è approdato nella nostra lista al fine di poter meglio rappresentare quel pluralismo di idee e di esperienze personali che contraddistingue il nostro gruppo.


Purtroppo però: “naturam expellas furca, tamen usque recurret” -puoi cacciare l'indole naturale con un forcone, ma tornerà sempre di nuovo” - diceva Orazio; e questo è esattamente ciò che è accaduto.
Dal giorno successivo alla data delle elezioni, Fortuzzi non ha rispettato un solo accordo di quelli che avrebbe dovuto mantenere.

      1)    Tanto per iniziare aveva promesso che se fosse entrato in Consiglio avrebbe lasciato il posto a un giovane e invece, nonostante le nostre sollecitazioni, è restato lì dov’è.
     2)    In seguito ha preteso di fare il Capogruppo, poi una volta fallito il tentativo, ha preteso la vicepresidenza della Commissione Ambiente e Territorio e successivamente anche della Commissione Bilancio.
     3)    Infine, durante la scelta del Consigliere di Minoranza da mandare come rappresentante presso l’Unione dei Comuni, Fortuzzi, in accordo con la lista Sasso Libera ha votato se stesso, venendo meno alla decisione che aveva preso il gruppo di scegliere per quel ruolo Enrica Calzolari, rispettando così le quote rosa di rappresentanza e mandando una ragazza che avrebbe potuto dare la sua esperienza e il suo contributo di laureata in Giurisprudenza ai lavori dell’assemblea.

Se questo è il prezzo per avere Fortuzzi, noi siamo felici di non averlo pagato!
E regaliamo volentieri questo camaleontico personaggio a chi sembra così tanto apprezzarlo.

UN’ALTRA SASSO andrà avanti per la sua strada, non curante di questi giochetti e di questi patetici accordi sottobanco, per costruire un’alternativa vera all’attuale compagine amministrativa e ridare finalmente un’etica alla politica a livello locale.