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sabato 7 gennaio 2023

Emergenza neve in Appennino, Piccinini: “Obiettivo deve essere la diversificazione dell’ offerta turistica. grazie a noi primi fondi allo sviluppo dello sci d’erba”


 


Il MoVimento 5 Stelle regionale invia:

“Se davvero si vogliono aiutare gli operatori dell’Appennino, che da anni ormai stanno subendo gli effetti dei cambiamenti climatici, è necessario investire con più decisione sulla trasformazione della nostra offerta turistica. Ecco perché il MoVimento 5 Stelle, pur non essendo in maggioranza, è riuscito a far stanziare le prime risorse per la promozione e lo sviluppo dello sci d’erba in Emilia-Romagna. Un esempio concreto di come si possa puntare su una pratica sportiva ambientalmente sostenibile, in grado anche di rappresentare una delle valide alternative alla mancanza di neve che purtroppo è destinata a diventare sempre più drammatica”.

È quanto dichiara Silvia Piccinini ( nella foto) , capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alla crisi degli operatori turistici dell’Appennino a causa delle alte temperature che si stanno registrando ormai da molte settimane e che stanno provocando la totale assenza di neve.  

“Mentre qualcuno preferisce lamentarsi a gran voce sui giornali, noi in Regione portiamo avanti proposte concrete per cercare di trovare soluzioni ad una problematica che ormai va avanti da molto tempo – aggiunge Silvia Piccinini – E il mio ordine del giorno, approvato durante l’ultima sessione di bilancio, va proprio in questa direzione perché impegna la Regione a investire 150mila euro nel prossimo triennio sullo sviluppo e la promozione dello sci d’erba. Si tratta di uno stanziamento importante che può rappresentare un punto di partenza per la crescita di una pratica sportiva, fino ad oggi sottovalutata, ma che ha grandi prospettive di sviluppo anche in chiave turistica perché permette di diversificare l’offerta consentendo, per esempio, l’allungamento della stagione nelle località interessate dallo sci su neve, l’integrazione con il turismo verde e in prospettiva un’alternativa ad investimenti economicamente e ambientalmente insostenibili. Se si vogliono davvero aiutare i nostri territori servono proposte concrete non sterili polemiche” conclude Silvia Piccinini.   

martedì 15 febbraio 2022

Superbonus: “Chi vuole fermarlo rischia di creare danni incalcolabili a cittadini e imprese.

 In Emilia Romagna investimenti per oltre 1,5 miliardi di euro  

“Contro il Superbonus è in atto una crociata insensata che rischia di provocare dei danni incalcolabili a cittadini e imprese. È davvero paradossale come, proprio nel periodo più difficile dovuto al caro bollette, ci sia qualcuno che voglia bloccare uno degli strumenti fondamentali per l’efficientamento energetico e la sostenibilità, ambientale ed economica”.


È quanto sostiene Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alle recenti polemiche sull’utilizzo del Superbonus 110%. “I dati parlano chiaro: le frodi che hanno riguardato l’utilizzo del Superbonus nella cessione dei crediti d’imposta sono appena il 3% del totale, pari a 110 milioni di euro, ovvero lo 0,8% dei 13,4 miliardi di crediti fiscali generati fino al 31 dicembre del 2021 – spiega Silvia Piccinini – Pur condividendo l’obiettivo di migliorarlo per limitare le frodi, non è accettabile che ci sia chi, soprattutto tra le fila delle Lega, pensi di azzerarlo. Soltanto in Emilia-Romagna, alla data dello scorso 31 gennaio, sono stati più di 9mila gli interventi con il Superbonus 110% autorizzati, per un totale di oltre un miliardo e mezzo di investimenti ammessi a detrazione e con oltre il 73% dei lavori già realizzati. Fermare il Superbonus oggi significherebbe creare un danno economico incalcolabile alle imprese che hanno investito cifre ingenti e ai cittadini che hanno scelto di riqualificare le proprie abitazioni. Ma soprattutto significherebbe allontanarsi dagli obiettivi europei sulla transizione ecologica, ed in prospettiva, dall’indipendenza energetica a cui il nostro Paese deve puntare con forza per evitare di dover sottostare ogni volta ad aumenti repentini dei prezzi che mettono in crisi aziende e famiglie” conclude Silvia Piccinini.  

 

martedì 9 novembre 2021

Silvia Piccinini : “ Inaccettabile la chiusura dell'azienda Saga Coffee di Gaggio Montano”.

“Bene impegno della Regione, impedire chiusura e licenziamenti deve essere priorità nostra e del governo”


“L’annuncio della chiusura della Saga Coffee di Gaggio Montano apre un’ulteriore ferita nel tessuto sociale e produttivo di un intero territorio: un atto inaccettabile che dobbiamo impedire, ” è quanto dichiara Silvia Piccinini, capogruppo regionale di 5 Stelle, rispetto alla decisione del Gruppo Evoca di fermare la produzione della Saga Coffee entro il 31 marzo e di chiudere definitivamente lo stabilimento, che conta 220 dipendenti, entro la fine del 2022. 

“Si tratta dell’ennesimo attacco all’occupazione nell’Appennino bolognese, dopo la crisi della Saeco Philips di 5 anni fa. Ancora una delocalizzazione - che significa licenziamenti e chiusura- solo per massimizzare i profitti della proprietà, a discapito del lavoro, del territorio, delle prospettive di sviluppo e, innanzitutto, della dignità dei 220 lavoratori.  

A loro, che si trovano attualmente in presidio permanente e che incontrerò nel pomeriggio sotto la sede dell’Assemblea Legislativa, va tutta la mia solidarietà e quella del MoVimento 5 Stelle.

Le istituzioni ad ogni livello devono intervenire con decisione per evitare l’ulteriore impoverimento della nostra montagna.  

Bene allora che la Regione abbia immediatamente convocato un tavolo istituzionale con l’obiettivo di ritirare il piano di chiusura dell’azienda - prosegue Silvia Piccinini - Scongiurare un tragico epilogo per un intero territorio e per 220 famiglie deve essere la nostra priorità.

Tutti devono fare la propria parte - conclude Silvia Piccinini –anche a livello nazionale. È necessario che il Governo, a cominciare dal Ministero dello Sviluppo Economico, intervenga subito su queste vicende prevedendo nuove normative che penalizzino senza se e senza ma delocalizzazioni fatte sulla pelle dei lavoratori e con costi sociali molto alti.”

mercoledì 6 maggio 2020

Parto in ambulanza a Vergato. il neonato è in ottima salute

L'Azienda USL di Bologna informa :

A Vergato, stamane, mercoledì 6 maggio, poco prima delle 8, è nato un bimbo in ambulanza, in assoluta sicurezza e senza alcuna complicanza. Mamma e bimbo sono alla Maternità dell’Ospedale Maggiore stanno bene e nei prossimi giorni verranno dimessi.

La cronologia dell’intervento



Alle 07.15 di oggi, 6 maggio, la Centrale Operativa 118 riceve la richiesta di intervento da Porretta Terme per una donna con gravidanza alla 40esima settimana, con frequenti contrazioni (segno di parto imminente).
Alle 07.21, 6 minuti dopo la chiamata, l’ambulanza è al domicilio della signora. Alle 07.23 l’infermiere richiede l’intervento dell’automedica, già precedentemente preallertata, che arriva alle 7.30. La donna, di 32 anni alla quarta gravidanza, viene velocemente visitata. Non si rilevano,inoltre, sintomi che possano essere correlati con infezione da Covid-19, neanche il resto della famiglia evidenzia sintomi da Covid-19. Alla signora, per maggiore protezione,viene posizionata mascherina chirurgica.
Alle 07.34 viene caricata sull’ambulanza, assistita da un medico e un infermiere, per essere accompagnata all’Ospedale Maggiore.
Alle 07.50 all’altezza di Vergato, la donna partorisce un bimbo di 3 kg. L’ambulanza prosegue quindi il viaggio verso l’Ospedale Maggiore dove la donna e la neonata, vengono accolte, alle 08.32, dagli operatori del Pronto Soccorso Ostetrico Ginecologico dell’Ospedale Maggiore.
Mamma e bimbo stanno bene e rientreranno a casa nei prossimi giorni.

Pienamente rispettata la procedura per la gestione degli interventi su donne in gravidanza residenti nell’area appenninica del territorio bolognese. La procedura prevede che l’ambulanza attivata dalla Centrale 118 preallerti il medico dell’automedica per un possibile intervento successivo, qualora se ne riscontri la necessità. Sulla base delle informazioni ricevute dell’equipaggio già sul posto.



Una sentita critica per quanto avvenuto arriva da Silvia Piccinini ( nella foto), capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, che in una nota scrive:

Quanto successo a Porretta questa mattina dimostra, per l’ennesima volta, l’estrema necessità e urgenza di riaprire i punti nascita nelle zone montane. Non si può continuare a mettere a rischio la sicurezza delle future mamme e dei loro bambini. Prima dell’emergenza Coronavirus ci sembrava ci fossero tutte le condizioni per riaprirli, a cominciare da quello di Porretta Terme. Adesso chiediamo che dalle parole si passi ai fatti attuando quello che è stato detto anche in campagna elettorale. Per l’ennesima volta dobbiamo ringraziare che tutto sia andato per il meglio ma non possiamo continuare a correre questi rischi. I punti nascita chiusi dal 2014 in poi vanno riaperti al più presto” conclude la capogruppo M5S.





martedì 26 novembre 2019

Lucia Borgonzoni e Silvia Piccinini sulle dichiarazioni del consigliere di Casalecchio La Morgia



Continuano le reazioni alle dichiarazioni del consigliere comunale di Casalecchio di Reno riguardo la 'violenza sulle donne'.

La candidata alla presidenza delle Regione, Lucia Borgonzoni, scrive:

"Bene che Umberto La Morgia si sia scusato. Quelle dichiarazioni erano inaccettabili. Dopo il Codice Rosso, da noi voluto al governo, avanti con l'impegno concreto a tutela delle donne. C'è tanto da fare, soprattutto in una regione come l'Emilia Romagna dove, ahinoi, gli stessi dati Defr 2020 mostrano che le percentuali di violenze - sessuale, domestica, fisica - sono superiori alla media nazionale".
 
Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, commenta :
"Le parole del consigliere La Morgia sulla violenza contro le donne sono di una arretratezza culturale e morale inaudita. Mi aspetto che La Morgia rassegni immediatamente le dimissioni dal Consiglio comunale”. È quanto dichiara Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alle esternazioni del consigliere comunale di Casalecchio della Lega, Umberto La Morgia, secondo cui il “90% delle denunce sulla violenza sulle donne sono false”. “Un pensiero di questo tipo è aberrante per qualsiasi uomo, figuriamoci per un rappresentate delle istituzioni – continua la consigliera regionale M5S – Quello che ha scritto su Facebook è inaccettabile e di certo non bastano le prese di distanze imbarazzate del suo partito. Davanti alle tragedie quotidiane che riguardano la vita delle donne non è possibile che ci sia qualcuno che ne metta in dubbio la veridicità o, peggio, faccia partire un dibattito sulla parità di genere declinata sulla violenza”. 

sabato 27 ottobre 2018

Piccinini (M5S): “ Finalmente taglio Irap alle imprese della montagna”

Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, commenta l’annuncio della Regione di tagliare l’IRAP alle imprese che operano nelle zone della montagna dell’Emilia-Romagna.


Finalmente la Regione ha deciso di tagliare l’IRAP alle imprese della montagna. È dal 2016 che il MoVimento 5 Stelle, con interrogazioni, risoluzioni ed emendamenti chiedeva questo segnale di attenzione, ma fino ad oggi si è fatto sempre finta di niente bocciando le nostre proposte”. È questo il commento di Silvia Piccinini ( nella foto), capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo all’annuncio da parte del governatore Stefano Bonaccini che la Regione taglierà l’IRAP per le imprese della montagna e che verrà formalizzato nella prossima legge di bilancio entro fine anno. “Oggi quindi siamo soddisfatti di questa svolta anche se viene da chiedersi come mai Bonaccini la faccia solo adesso e soprattutto chieda al governo di fare altrettanto – aggiunge Silvia Piccinini – Fino a quando a Roma c’erano i suoi colleghi di partito non ci sembra che nessuna richiesta del genere fosse partita dalla Regione, anzi. Se davvero l’intento era quello di aiutare le imprese che operano in zone geograficamente svantaggiate e che combattono ogni giorno con un crescente spopolamento, questo intervento poteva e doveva essere fatto prima e non solo a fine legislatura. In questo modo – conclude Silvia Piccinini – Bonaccini conferma la sua straordinaria capacità di utilizzare ogni tema importante per la nostra regione a fini esclusivamente elettorali”.

sabato 19 maggio 2018

PICCININI (M5S): “STOP AL TRASFERIMENTO DI ORTOPEDIA DI VERGATO. PRODURRÀ GRAVI DANNI A CITTADINI E TERRITORIO”

Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione sul caso dello smantellamento dell’ospedale locale. “Finta partecipazione alle decisioni durante il Consiglio comunale aperto”.
 
Riceviamo:

Sul ridimensionamento dell’ospedale di Vergato, in particolare con lo spostamento del reparto di ortopedia, i cittadini stanno subendo una doppia beffa. La prima riguarda quella di aver creduto fino all’ultimo di poter aver voce in capitolo nel processo di riorganizzazione, la seconda tocca invece gli effetti che questo smantellamento produrrà sull’intero territorio, creando dei disagi enormi”. Silvia Piccinini ( nella foto) , capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione sul caso del riordino ospedaliero dell’Appennino bolognese con particolare riferimento alla realtà di Vergato e al trasferimento del reparto di ortopedia a Porretta, oggetto qualche giorno fa anche di una seduta aperta del Consiglio comunale. “Proprio in quella sede abbiamo avuto la conferma che il piano di smantellamento dell’ospedale verrà portato a termine senza che i cittadini possano muovere un dito per cercare di fermarlo – spiega Silvia Piccinini – Quello, infatti, che doveva essere un momento di confronto sulle diverse opzioni in ballo si è rivelato essere una semplice presa di coscienza della realtà visto che le operazioni di trasferimento sono già iniziate e a quanto ci risulta già da domani, venerdì 18 maggio, il reparto di ortopedia sarà trasferito a Porretta”. Ecco perché nella sua interrogazione la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Regione di fermare immediatamente questa politica di ridimensionamento. “Si tratta di decisioni molto gravi che avranno ripercussioni molto pesanti – aggiunge Silvia Piccinini - Lo smantellamento di una struttura ospedaliera di base, completa ed efficiente, avrà delle conseguenze negative anche sull’economia del territorio, oltre che sulla vita delle persone. Ecco perché la Regione dovrebbe chiedere all’AUSL di Bologna di fermare questo trasferimento almeno nell’attesa di avviare un confronto, questa volta reale con il territorio e i cittadini. Decisioni di questo tipo – conclude Silvia Piccinini – non possono essere prese dall’alto e giustificate solo sulla base di motivazioni economiche”.

lunedì 23 aprile 2018

25 APRILE, IL M5S VA A MONTE SOLE. PICCININI: “OCCASIONE PER RICORDARE”

Silvia Piccinini, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle,  parteciperà alle manifestazioni in programma per la l’anniversario della Liberazione d’Italia.

Una giornata importante da passare in un luogo che rappresenta, e lo sarà sempre, una pietra miliare della nostra memoria. Il MoVimento 5 Stelle sarà a Monte Sole per l’anniversario della Liberazione d’Italia: mercoledì 25 aprile la capogruppo regionale Silvia Piccinini, anche in qualità di componente del consiglio di indirizzo della Fondazione della Scuola di Pace, parteciperà alla manifestazione in programma per celebrare la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo e ricordare l’eccidio che nel 1944 si consumò alle pendici di Monte Sole. 

“Come ogni anno anche quest’anno saremo a Monte Sole per festeggiare il 25 aprile ma anche per ricordare gli orrori del nazifascismo – spiega Silvia Piccinini -  Il tema della memoria, così come quello dell’antifascismo, rappresentano uno dei nostri punti di riferimento e Monte Sole, con il suo carico di significato, è il luogo dove ricordando un evento così doloroso e drammatico è possibile continuare a costruire e tutelare la nostra idea di futuro e libertà”.


mercoledì 18 aprile 2018

Silvia Piccinini: “Ficobus, il flop è inarrestabile”.

Solo 4 passeggeri a corsa. Piccinini : “Pubblicità sui bus senza nessun contratto. la presidente Gualtieri deve dimettersi”
 
Il Movimento 5 Stelle regionale invia: 
 
Silvia Piccinini ( nella foto) , capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, ha presentato un question time in aula sul caso del maxi sconto concesso da TPER al parco commerciale di Oscar Farinetti in base a un semplice accordo verbale.
 
 
Che TPER abbia venduto spazi pubblicitari a FICO sulla base di un accordo esclusivamente verbale è una notizia di una gravità inaudita e per la quale chiediamo alla presidente Giuseppina Gualtieri di dimettersi immediatamente. Ci chiediamo a quale comune mortale sia data la possibilità di marchiare con la pubblicità della propria attività commerciale 4 nuovi autobus lunghi 18 metri dietro la promessa di pagare appena 40 mila euro e suggellando il tutto con una semplice stretta di mano. Se non fosse drammaticamente vera questa sarebbe una sceneggiatura perfetta per uno dei film di Totò, magari quello in cui riesce a vendere la Fontana di Trevi. Così come è inaccettabile che la Regione, e in particolare l’assessore Donini, se ne lavino le mani non volendo prendere nessuna posizione al riguardo quando, vale la pena ricordarlo, i FICOBUS sono stati pagati con fondi regionali”. È questo il commento di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, dopo che questa mattina l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, ha risposto in aula a un question time che riguardava proprio gli accordi commerciali tra TPER e FICO per l’allestimento della pubblicità sui 4 bus destinati al trasporto dei passeggeri verso il parco commerciale di Oscar Farinetti. “Siamo arrivati al paradosso che questi bus trasportano più pubblicità che persone – spiega Silvia Piccinini – Secondo gli ultimi dati che abbiamo ricevuto, da gennaio a febbraio 2018, le persone che sono salite su questi bus sono state poco più di 17mila, abbonamenti compresi, per una media di appena 4 persone a corsa contro i 6 del primo mese e mezzo di apertura del parco. Un flop che oltre che evidente a questo punto è inarrestabile e che dovrebbe spingere la Regione, TPER e il Comune di Bologna a far finire immediatamente una sperimentazione che non serve più a nessuno”. “Come abbiamo denunciato oggi in aula – aggiunge Silvia Piccinini - ci troviamo davanti all’ennesimo favore fatto a Farinetti. A qualsiasi imprenditore che volesse marchiare un autobus per un anno con la pubblicità della propria azienda viene chiesto un importo di quasi 20mila euro per autobus, esattamente la metà di quanto chiesto verbalmente a FICO, aggirando addirittura il concessionario ufficiale, ovvero Igpdecaux. Alla luce di tutto ciò - conclude Silvia Piccinini – adesso assume un significato più chiaro la proposta fatta dallo stesso Farinetti qualche settimana fa, ovvero quella di far passare i suoi autobus addirittura in centro storico a Bologna per attirare così più persone. A queste condizioni come dargli torto?”.

sabato 7 aprile 2018

Piccinini: "Destinare i 25 milioni del Brasimone per taglio IRAP e banda larga”

Sollecitato:
I 25 milioni che la Regione aveva stanziato per il progetto del centro ENEA al Brasimone devono restare in Appennino. Per questo abbiamo già depositato una risoluzione per chiedere la conferma di questo finanziamento nonostante il bando non sia andato a buon fine”. È questa la richiesta di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, dopo che l’ENEA ha preferito Frascati al Brasimone per la realizzazione del centro di ricerca internazionale sulla fusione nucleare e per il quale Viale Aldo Moro aveva stanziato 25 milioni di euro.

Quel finanziamento non può e non deve scomparire – spiega Silvia Piccinini – il nostro Appennino ha bisogno di quell’investimento per sopperire a decenni di politiche assenteiste da parte di chi amministra la nostra regione. I campi dove poter indirizzare queste risorse sono moltissimi”. Proprio a questo proposito un anno fa il MoVimento 5 Stelle presentò una risoluzione, ancora non discussa in aula, dove aveva già individuato alcuni interventi necessari per poter garantire alle zone della montagna una ripartenza dal punto di vista economico.

Si tratta di alcuni provvedimenti che a nostro avviso potrebbero assicurare quello  sviluppo sostenibile che resta il nostro obiettivo primario – aggiunge Silvia Piccinini – come la totale copertura del territorio montano della banda larga per cercare di contrastare lo spopolamento demografico e  sfruttare tutte le potenzialità offerte dal mercato e dalla new economy, oppure lo sviluppo della filiera dei prodotti locali, passando per un taglio dell’aliquota IRAP per quelle imprese giovanili che operano solo all’interno del territorio montano”. Investimenti che devono riguardare anche il settore dei trasporti.

C’è l’assoluta necessità di una grande piano di potenziamento del trasporto su ferro in modo da creare una rete di collegamento efficiente per le imprese e per i cittadini che vivono in quei territori” conclude Silvia Piccinini. “Visto che il sindaco Virginio Merola oggi sui giornali fa un appello alla Regione affinché questi soldi restino in Appennino e assicura la propria disponibilità per il raggiungimento di questo obiettivo – aggiungono Dora Palumbo e Paolo Rainone – nei prossimi giorni sia in Comune che in Città Metropolitana presenteremo un atto che confermi questo suo impegno. Il nostro Appennino è stanco di promesse a vuoto”.

giovedì 11 gennaio 2018

La CONSIGLIERA REGIONALE PICCININI (M5S) DENUNCIA: “ PER IL PRESIDENTE BONACCINI IL PIÙ CLASSICO DEI PRIVILEGI. ALTRO CHE VIAGGI IN SEAT.”

Bonaccini ha chiesto per gli autisti delle sue auto di servizio la qualifica di “agente di pubblica sicurezza” che dà diritto ad esibire i dispositivi per evitare gli imbottigliamenti nel traffico.
 
Silvia Piccinini ( nella foto)  scrive:  
 
Da agosto del 2016 le auto blu sulle quali viaggia il presidente della Regione Emilia-Romagna non sono più tenute a rispettare le norme del codice della strada, limiti di velocità e semafori rossi compresi. Nei giorni scorsi ha presentato un accesso agli atti scoprendo che da quasi due anni la Regione Emilia-Romagna ha chiesto e ottenuto per gli autisti che si mettono alla guida delle auto blu sulle quali viaggia il presidente della Giunta la classificazione di “agente di pubblica sicurezza”. Qualifica che di solito è concessa agli autisti delle alte cariche dello Stato (Presidente del Consiglio e Ministri) e dell’Unione Europea e che dà diritto a esibire la classica paletta per dirigere il traffico e lo scenografico lampeggiante blu sopra il tettuccio dell’auto, oltre a non dover osservare, così come recita l’articolo 177 del Codice della strada, “gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale. Tutto questo alla faccia dei tanto sventolati privilegi a cui Bonaccini sostiene di aver rinunciato da quando è diventato presidente della Regione. Per noi si tratta di un benefit da Prima Repubblica altro che governatore della sobrietà. Ma c’è di più: Bonaccini, infatti, ha sempre sostenuto di muoversi, anche per motivi istituzionali, con la sua auto privata. Oggi invece scopriamo che già a maggio del 2016 il suo capo di Gabinetto aveva scritto al Prefetto di Bologna per chiedere la dotazione di paletta e lampeggiante (concessa poi ad agosto) per il conducente delle vetture di servizio in uso al presidente della Giunta, quindi auto blu che evidentemente Bonaccini utilizzava con una certa regolarità. Richiesta, tra l’altro, che è stata rinnovata anche poche settimane fa, questa volta in favore di due autisti della ditta Cosepuri (che per la Regione gestisce proprio il servizio di auto blu) dato che lo storico autista in forza a Viale Aldo Moro è andato in pensione ad inizio settembre del 2017. Le domanda quindi a cui vorremmo che Bonaccini rispondesse riguarda il perché abbia fatto questa tipo di richiesta. Noi al momento possiamo solo fare delle ipotesi: il traffico sempre più caotico che c’è in Emilia-Romagna, e che la sua Giunta non ha mai realmente cercato di diminuire, non gli consente più di arrivare in tempo agli appuntamenti sparsi per la regione? Ha già rottamato la sua SEAT ripiegando sulle più confortevoli auto blu? Avrà preso qualche multa di troppo e quindi pensato di eliminare il problema alla radice chiedendo totale immunità? Tutti interrogativi a cui vorremmo che adesso il presidente della Giunta desse un’adeguata risposta, in modo smentire quello che banalmente sembra il più classico dei privilegi utilizzato dai politici di professione.


Aggiungiamo che il presidente Bonaccini sembra in perfetta sintonia con la classe politica del paese. La legislatura che si è conclusa aveva fra i compiti quello di riportare a una giustizia amministrativa lo sconcertante e ampiamente denunciato pacchetto di incomprensibili benefici a favore della casta. Il decreto che 'iniziava lo smantellamento ' è stato lasciato 'DECADERE', prima della Feste di Natale, nel silenzio generale.

venerdì 8 dicembre 2017

Audizione in Regione dei gestori dei servizi idrici, elettrici e dei trasporti per i disagi in Appennino per la nevicata del 13 novembre. M5S: “DAI GESTORI SCUSE GROTTESCHE. DAL 2015 MANUTENZIONE INSUFFICIENTE”

Gianluca Sassi e Silvia Piccinini, consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, hanno inviato un loro commento sull’audizione in Commissione di Enel, Iren, Terna, Autostrade, Trenitalia, RFI e Tper in merito ai disagi provocati dalla nevicata dello scorso 13 novembre. “Vergognoso che la Regione abbia deciso di non supportare l’azione legale dei sindaci dei Comuni coinvolti”

I consiglieri scrivono: 

La tesi sostenuta da Hera, Terna, Enel, RFI e Società Autostrade che i pesanti disagi registrati lo scorso 13 novembre in Appennino siano stati provocati da un evento atmosferico definito come eccezionale è semplicemente ridicola. La verità è che i gestori dei servizi idrici, di quelli elettrici e dei trasporti non hanno fatto niente di quello che avevano promesso dopo l’ondata di maltempo del febbraio 2015. E per questo qualcuno dovrà assumersi la responsabilità in tutte le sedi opportune, anche davanti alla magistratura. 
Purtroppo come avevamo previsto l’audizione si è trasformata in una sfilata di scuse, arrampicate sugli specchi e giustificazioni al limite del grottesco da parte dei gestori. La cosa più surreale è stata ascoltare che i treni fermi, la luce saltata, l’acqua mancante in diversi centri dell’Appennino siano stati provocati da una semplice nevicata di 10 centimetri, aggravata dalle condizioni di foglie e alberi. Nessuno dei gestori intervenuti ha avuto la dignità di assumersi la benché minima responsabilità, giocando allo scaricabarile, snocciolando cifre improbabili che dimostrano una sola cosa, ovvero che dal 2015 in poi la manutenzione delle reti è diminuita in termini di investimento. Senza contare che l'allerta meteo è stata comunicata solo il giorno prima della nevica quando Autostrade già aveva comunicato l'anticipo dell'obbligo delle catene o pneumatici invernali due giorni prima. Davanti a questa situazione troviamo semplicemente vergognoso che la Regione abbia deciso di non supportare l’azione legale dei sindaci dei Comuni colpiti dai disagi più pensanti per verificare le giuste responsabilità. Richiesta che avevamo sollecitato in una interrogazione a cui oggi l’assessore Gazzolo ha risposto rifiutando la nostra proposta. Il semplice stanziamento di risorse per i Comuni non può e non deve bastare”.

venerdì 17 febbraio 2017

SANITÀ, PICCININI (M5S): “LA GIUNTA SCOPRA LE CARTE SUL FUTURO DELL’APPENNINO”


Riceviamo: 

Silvia Piccinini ( nella foto), consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, dopo il diniego dell’AUSL di Bologna, ha scritto alla presidente dell’Assemblea Legislativa per poter visionare il documento di riorganizzazione ospedaliera, del quale da mesi di discute solo sui giornali, sollecitando la Giunta a portarlo in Commissione al più presto.

Nonostante sui giornali si parli da mesi ormai di riorganizzazione sanitaria dell’Appennino bolognese, ai consiglieri regionali il documento che sancisce il destino degli ospedali della nostra montagna viene inspiegabilmente negato da parte di AUSL Bologna . Per questo abbiamo inviato una lettera urgente alla presidente dell’Assemblea Legislativa, Simonetta Saliera, per sollecitarne l’accesso ed essere messi nelle condizioni di poterlo visionare al più presto visto che potrebbe stravolgere il sistema sanitario di un intero territorio". Silvia Piccinini chiede chiarezza sul futuro del distretto socio-sanitario dell’Appennino bolognese assieme ai consiglieri comunali di Grizzana Morandi, Vergato e Marzabotto. “Ormai da molto tempo si parla con sempre più insistenza del trasferimento di Ortopedia da Vergato a Porretta e della chiusura del Pronto Soccorso, una decisione molto grave che creerebbe disagi infiniti a tutti quei cittadini che ogni giorno usufruiscono dei servizi del reparto – spiega la consigliera - Il meccanismo sembra essere sempre lo stesso: ridurre i numeri dell’utenza delle strutture, per poi giustificare chiusure di servizi come già avvenuto con i punti nascita. Ora vorremmo vedere le carte. E’ inconcepibile che i cittadini che rischiano da un giorno all’altro di perdere degli importanti presidi sanitari non siano stati ancora informati correttamente e debbano basare le loro valutazioni su indiscrezioni giornalistiche.  Per questo chiediamo a Giunta e Regione di avere copia del documento, di renderlo pubblico e di portarlo al più presto anche all’interno della Commissione Sanità in Assemblea Legislativa”. “Lo spostamento di interi reparti o addirittura la loro chiusura – conclude Silvia Piccinini - non sono dettagli che possono essere nascosti all’infinito. Se Bonaccini e Venturi hanno deciso di smantellare la sanità in Appennino lo dicano chiaramente e se ne assumano tutta la responsabilità politica e sociale”.

martedì 7 febbraio 2017

SILVIA PICCININI (M5S): “LA BRETELLA RENO-SETTA E' UN' OPERA DANNOSA. Il RILANCIO DELL'APPENNINO BOLOGNESE PASSA DA GIOVANI IMPRESE E BANDA LARGA”. La competitività si raggiunge con taglio dell’IRAP e investimenti tecnologici”.



Taglio dell’IRAP per le imprese giovanili, puntare sullo sviluppo delle filiere dei prodotti locali, copertura del territorio con la banda larga: sono queste alcune delle proposte avanzate dal Movimento 5 Stelle per lo sviluppo della montagna bolognese contenute in una risoluzione presentata dalla consigliera Silvia Piccinini (nella foto). 
“Mentre la maggioranza in Regione propone sempre e solo degli interventi tampone per cercare di limitare i danni provocati da decenni di mala gestione, noi siamo convinti che per garantire uno sviluppo del territorio montano stabile nel tempo siano necessari degli interventi concreti – spiega Silvia Piccinini – Per questo abbiamo presentato una risoluzione che individua già da subito alcuni provvedimenti che a nostro avviso potrebbero assicurare quello  sviluppo sostenibile che resta il nostro obiettivo primario”. Le proposte contenute nella risoluzione sono diverse: si passa dalla totale copertura del territorio montano della banda larga che ha come obiettivo quello di contrastare lo spopolamento demografico e a sfruttare tutte le potenzialità offerte dal mercato e dalla new economy, allo sviluppo della filiera dei prodotti locali, passando per un taglio dell’aliquota IRAP per quelle imprese giovanili che operano solo all’interno del territorio montano. “Per quanto riguarda i trasporti non crediamo assolutamente che la bretella Reno-Setta sia un’opera indispensabile, anzi. I costi supereranno di gran lunga i benefici, senza contare che andrà ad impattare su un territorio già particolarmente fragile – aggiunge Silvia Piccinini – Visto che già nel 2008 la Regione valutò negativamente quest’opera speriamo che il giudizio sia riconfermato anche questa volta. Piuttosto la nostra proposta è quella di puntare finalmente con decisione sul potenziamento del trasporto su ferro in modo da creare una rete di collegamento efficiente per le imprese e per i cittadini che vivono in quei territori”.   

lunedì 23 gennaio 2017

Silvia Piccinini: “NO ALLA CHIUSURA DEL PRONTO SOCCORSO DI VERGATO. No anche al trasferimento dei reparti di Chirurgia e Ortopedia ad Alto Reno Terme”.


No alla chiusura del Pronto Soccorso di Vergato. Questo progetto, qualora venisse confermato, significherebbe il fallimento completo dell’organizzazione sanitaria realizzata in questi anni nell’area nonché l’inutilità degli investimenti fin qui fatti,” è la richiesta-denuncia di Silvia Piccinini ( nella foto) , consigliera regionale del Movimento 5 Stelle,
riportata in una interrogazione sul progetto di riorganizzazione ospedaliera che prevedrebbe la chiusura del Pronto soccorso di Vergato le il trasferimento dei reparti di Ortopedia e Chirurgia ad Alto Reno Terme. “Collocare i servizi ospedalieri di base all’estremità del territorio del Distretto, ad Alto Reno Terme, piuttosto che in una posizione baricentrica, avrà come immediata conseguenza il peggioramento dell’accessibilità per la maggior parte dei cittadini residenti nella vallata. La verità è che l’AUSL vuole ridurre i numeri dell’utenza delle strutture, per poi giustificare chiusure di servizi come già avvenuto con i punti nascita. è facile prevedere, infatti, che alla luce di questa illogica riorganizzazione i cittadini che oggi usufruiscono dei servizi a Vergato preferiranno recarsi a Bologna, soprattutto per ciò che concerne la medicina d’emergenza”.

Per questo nella sua interrogazione la consigliera  chiede alla Giunta di evitare in tutti i modi possibili il taglio di un servizio di primaria importanza per la determinazione della qualità della vita in Appennino. “Il territorio della montagna, in considerazione delle difficoltà di raggiungere in tempi brevi zone abitate spesso isolate o difficilmente raggiungibili, richiede la presenza di un Pronto soccorso con adeguate dotazioni di strutture e persone proprio per non creare disparità di trattamento fra quanti vivono in montagna e quanti risiedono nelle altre zone della Regione – conclude Silvia Piccinini – Per questo chiediamo alla Giunta di intervenire. Vergato non può perdere il Pronto Soccorso”.


martedì 1 novembre 2016

Attenzione alle tasse 'sul caro estinto'. Quella SULLE TOMBE DI FAMIGLIA è illegale. Lo denuncia il M5S che annuncia un ESPOSTO IN PROCURA.


Silvia Piccinini ( nella foto) , consigliera regionale del M5S, denuncia l'operare fuori legge di quattro Comuni del bolognese, i quali hanno fatto pagare ingiustamente ai cittadini più di 40mila euro ogni anno. Anche la Regione, riferire la consigliera, ha ammesso che si tratta di soldi non dovuti.
 
 
Una tassa 'illegale' sulle tombe di famiglia è infatti al centro di un esposto che Silvia Piccinini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che nei prossimi giorni presenterà alla Procura della Repubblica e che riguarda il canone per la manutenzione delle parti comuni dei cimiteri. Un canone inventato nel 2011 da quattro amministrazioni comunali in provincia di Bologna, Anzola, Calderara di Reno, San Giovanni in Persiceto e Sant’Agata Bolognese e che, anche secondo il parere della Regione, non è dovuto poichè non esiste nessuna legge o regolamento che lo preveda. “Si tratta di una tassa introdotta da questi Comuni e che garantisce un utile di esercizio costante al socio privato cui erano stati affidati i servizi cimiteriali – spiega Silvia Piccinini – contemporaneamente si sono aumentate tutte le tariffe dei servizi cimiteriali (come le tumulazioni e le  inumazioni), e si è passati alla finanza creativa inventando un canone annuo per la  manutenzione delle parti comuni dei cimiteri, in un primo momento senza fornire alcuna spiegazione logica o giuridica e poi, dopo le proteste dei cittadini, i sindaci hanno cercato di arrampicarsi sugli specchi citando il Regolamento regionale sui piani cimiteriali”.
Il canone, infatti, venne posto a carico dei concessionari di manufatti sepolcrali concessi in perpetuo, nella misura iniziale di 35 euro all’anno e sarebbe dovuto arrivare fino a 60 euro da pagare ogni anno e per l’eternità. Solo per il Comune di Calderara, che insieme con San Giovanni continua a chiedere questo assurdo canone, si tratta di più di 40mila euro incassati ogni anno. “Una cifra del tutto illegittima visto che come ha specificato anche la Regione, rispondendo a una nostra interrogazione, il Regolamento regionale citato dai Comuni non ha nulla a che fare con il canone di manutenzione stabilito dai Comuni e che al più prevedrebbe una partecipazione a spese straordinarie, quindi questa tassa non è dovuta, in quanto non esiste alcuna norma che lo preveda. Per questo – conclude Silvia Piccinini – abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per cercare di rendere giustizia a tutti quei cittadini che per anni hanno protestato invano contro questo vero e proprio sopruso”. 

giovedì 3 dicembre 2015

M5S : “TUTELARE TUTTI I POSTI DI LAVORO ALLA SAECO”.

La Piccinini con i lavoratori

Silvia Piccinini , consigliera regionale del M5S, questa mattina ha incontrato i lavoratori della Saeco che da alcuni giorni sono in presidio permanente contro la decisione da parte della proprietà, la multinazionale Philips, di licenziare 243 persone. “Siamo venuti qui a Gaggio Montano per esprimere solidarietà e vicinanza a quei lavoratori che rischiano il posto di lavoro - ha spiegato Silvia Piccinini – Come abbiamo già ribadito nei giorni scorsi il Movimento 5 Stelle farà tutto il possibile per evitare che un intero territorio sia travolto da una crisi pesantissima che rischia di avere ripercussioni molto gravi anche nei prossimi anni. All’indomani dell’annuncio da parte della Philips abbiamo immediatamente presentato una interrogazione al presidente Bonaccini invitandolo a sollecitare il Governo ad intervenire e vigileremo attentamente sulle novità che potrebbero esserci dopo l’incontro previsto con il ministro Guidi. La nostra speranza – conclude Silvia Piccinini – è che l’azienda torni sui suoi passi e che tutti i posti di lavoro possano essere tutelati”. 

 


lunedì 19 ottobre 2015

SOPRALLUOGO ALL' OSPEDALE A VERGATO, PICCININI (M5S): “CRITICITÀ CONFERMATE”

Gli uffici del M5S in Regione hanno inviato il comunicato relativo alla visita di Silvia Piccinini all'ospedale di Vergato e correggono una imprecisione contenuta nel testo spedito sabato scorso.


Il comunicato:  

Mancanza di personale specializzato che rende inutilizzabile la TAC, il rischio sempre più concreto che il reparto di Ortopedia venga smembrato e trasferito. Il sopralluogo che Silvia Piccinini, consigliera regionale del M5S, ha effettuato venerdì scorso all’interno dell’ospedale di Vergato ha confermato i dubbi e le perplessità già espresse nelle diverse interrogazioni presentate dal M5S alla Giunta.
Purtroppo i nostri timori sono stati totalmente confermati – spiega Silvia Piccinini che ieri pomeriggio ha visitato la struttura insieme al consigliere comunale Massimo Gamberi – La nuovissima TAC va a metà perché quella che utilizza il liquido di contrasto non ha il personale specializzato capace di farla funzionare. Al terzo piano, dove c’è la Chirurgia, c’è uno spazio praticamente al grezzo dove non è possibile entrare.  In più i nostri dubbi su un eventuale trasferimento di Ortopedia restano, tanto che i vertici dell’ospedale, come ci hanno confermato, vedono come aspetto positivo dell’eventuale trasferimento del reparto, la razionalizzazione dei costi. Per noi questa ipotesi, come abbiamo ampiamente ribadito, ci vede fortemente contrari perché andrebbe a ledere il diritto alla salute e alle cure dei cittadini di Vergato e dintorni. È un vero peccato perché la struttura, seppur con le criticità che abbiamo potuto riscontrare – conclude Silvia Piccinini - è funzionale e utile per il territorio. Se Ortopedia dovesse essere spostata verrà cancellato un intero piano dell’ospedale”.

martedì 8 settembre 2015

MONTE SOLE, SILVIA PICCININI del Movimento 5 Stelle NOMINTATA NEL CONSIGLIO D’INDIRIZZO DELLA FONDAZIONE




Riceviamo e riportiamo 
Silvia Piccinini, consigliera regionale del M5S, è stata nominata questa mattina, con voto dell’Assemblea Legislativa, come componente del consiglio di indirizzo della Fondazione della Scuola di Pace di Monte Sole. “Si tratta di un impegno che raccolgo con piacere e che ci permetterà di conoscere al meglio il lavoro svolto dalla Fondazione, il suo impegno quotidiano per il rispetto dei diritti umani e la salvaguardia del valore della memoria – spiega la consigliera del M5S – Sarà anche l’occasione per noi di renderci conto di come vengono spesi i fondi pubblici che la Fondazione riceve, in un’ottica di rispetto del principio di trasparenza che da sempre rappresenta un punto cardine del Movimento 5 Stelle”. La nomina a componente del consiglio indirizzo della Fondazione non prevede nessuna retribuzione aggiuntiva, né gettone di presenza. La consigliera Piccinini che ha ricevuto 15 voti nel corso della votazione di questa mattina, mentre 30 voti sono andati a Stefano Caliandro, capogruppo PD, che ha ricevuto invece il sostegno dei consiglieri della maggioranza in Assemblea Legislativa.