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sabato 20 maggio 2023

Emergenza maltempo: sospesi i pagamenti delle bollette acqua, luce, gas e rifiuti

 

Dubbio segnala: 

L'Arera ha appena approvato un provvedimento di urgenza che sospende il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di acqua, rifiuti luce e gas (compresi il gpl e altri gas distribuiti per mezzo di reti canalizzate) a favore delle popolazioni dell'Emilia-Romagna colpite dagli eccezionali eventi meteorologici. La delibera 216/2023/R/com riguarda tutte le utenze nei Comuni danneggiati dagli eventi calamitosi dal 1° di maggio, con i peggioramenti degli ultimi giorni. Sarà applicata dalla data di emanazione da parte delle autorità competenti dei provvedimenti per l'identificazione dei Comuni coinvolti.

Tra le fatturazioni sospese rientrano tutte quelle emesse o da emettere con scadenza a partire dal 1° maggio 2023, comprese le eventuali fatture relative ai corrispettivi previsti dai venditori o dai gestori del Servizio Idrico Integrato per allacciamento, attivazione, disattivazione, voltura o subentro.

Inoltre, per garantire la fruizione dei servizi essenziali nelle aree colpite, non si applicherà la disciplina delle sospensioni per morosità, anche nel caso di morosità verificatesi precedentemente alla medesima data del 1° maggio 2023.

La sospensione dei pagamenti delle bollette è un primo provvedimento di urgenza, in vista degli eventuali provvedimenti straordinari che verranno adottati dal Governo a sostegno delle popolazioni interessate da alluvioni ed esondazioni. Nuovi interventi dell'Autorità potranno prevedere anche l'introduzione di specifica disciplina in materia di rateizzazione dei pagamenti, agevolazioni anche di natura tariffaria ed eventuali deroghe dal rispetto degli obblighi di cui alla regolazione vigente a favore degli operatori colpiti dagli eventi in argomento. Infine, i venditori e gestori che erogano i servizi pubblici sopra richiamati potranno offrire ulteriori agevolazioni più favorevoli, in linea con quanto disposto dalla delibera Arera.


Bologna Today riporta l'elenco dei comuni alluvionati in cui  Hera sospende il pagamento delle bollette. L'elenco riporta : 

Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Bertinoro, Brisighella, Budrio, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Castel del Rio, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cervia, Cesena, Civitella di Romagna, Conselice, Cotignola, Dovadola, Faenza, Forlì, Galeata, Loiano, Lugo, Massa Lombarda, Medicina, Meldola, Mercato Saraceno, Modigliana, Molinella, Monterenzio, Monzuno, Mordano, Predappio, Premilcuore, Ravenna, Riolo Terme, Rocca San Casciano, Russi, Sant'Agata Feltria, Sant'Agata sul Santerno, Sarsina, Savignano sul Rubicone, Solarolo, Tredozio.   

Nell'elenco gli unici comuni alluvionati dell'Appennino bolognese sono Loiano e Monzuno e ciò aggiunge ulteriori perplessità sulla reale considerazione che si ha dei comuni dell'Appennino e dell'Appennino stesso: tanti sono i Comuni disastrati dal flagello ancora in corso. Sasso Marconi, per esempio,  ha un elenco infinito di dissesti, anche di grande entità, e le tragedie create dalle esondazioni di torrenti a Ganzole e in via Sant'Anna a Rasiglio , dove tutti i residenti hanno dovuto abbandonare la propria casa,  sono ampiamente descritte dalla cronaca locale e documentati da numerosi filmati: perchè questo Comune è stato escluso ? 

mercoledì 15 settembre 2021

Bollette, la crisi è di sistema. Il Governo pensa a sussidi

 L'allarme di Cingolani: "Gas e luce su del 40%". Tabarelli: "Per i più poveri riscaldamenti a rischio"       



La gravità della situazione nel mercato dell’energia è nei toni allarmistici usati da un membro del Governo: “Se il costo dell’energia aumenta troppo le nostre imprese perdono competitività e i cittadini, soprattutto quelli con un reddito medio basso, faticano ulteriormente per pagare beni primari come elettricità e gas. Queste cose vanno dette”. Sono le parole del ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani che parlando a un convegno della Cgil a Genova ha annunciato un rincaro delle bollette di gas ed elettricità del 40% a partire da ottobre. Un aumento peggiore anche delle previsioni degli analisti che lo avevano stimato intorno al 30%. Il ministro poi ha successivamente chiarito che “il governo è al lavoro per mitigare i rincari”. Come appreso dall’HuffPost, oggi al Ministero del Tesoro si è discusso delle misure da mettere in campo. E si è parlato di varie ipotesi, come la riduzione dell’Iva o persino di sussidi per i contribuenti con redditi bassi. Tra le ipotesi in campo c’è anche quella suggerita dall’Arera, l’autorità per l’energia, di un intervento a lungo termine sugli oneri di sistema, quelli che ogni bimestre gonfiano le voci in bolletta, ma che c’entrano poco con i consumi effettivi, perché destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema energetico. 

“L’oscillazione così marcata”, dice all’HuffPost il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli, “indica che le cose stanno peggiorando, i prezzi stanno letteralmente andando per la tangente. Di questo passo, molte persone quest’inverno rischiano di trovarsi senza riscaldamento”. Per capire l’entità dell’aumento, che ora rischia di scaricarsi sulle bollette energetiche domestiche e delle imprese, bastano due date e due cifre: se ad aprile 2020 il gas veniva a costare sei euro a megawattora, a settembre 2021 siamo a 61 euro a megawattora. “Il costo che registriamo oggi, salito alle stelle, sta a indicare soprattutto una scarsità del bene, nel senso fisico del termine”, aggiunge Tabarelli. 

La penuria non riguarda solo il gas ma è generalizzata: mancano acciaio, alluminio, semiconduttori, legname. L’aumento dei prezzi delle materie prime è oggi sempre più fonte di preoccupazione ma nel caso energetico lo è di più. Se per le prime, i prezzi vanno a colpire i costi alla produzione delle imprese e solo successivamente vanno a scaricarsi sui consumatori; quelli dell’energia e del gas sono immediati, e con cadenza bimestrale colpiscono direttamente le tasche dei contribuenti. Come riporta uno studio di SOStariffe, la materia prima energia incide in media per una forchetta che va dal 28 al 37% del costo finale. 

Ogni trimestre l’Arera aggiorna le tariffe per la composizione delle bollette incorporando i prezzi di mercato di gas ed elettricità. Da alcuni mesi, di pari passo con la ripresa economica post-Covid, gli importi per gas ed elettrico hanno visto aumenti a doppia cifra a causa del boom di domanda globale registrato con l’avvento dei vaccini. Già a luglio scorso c’è stato il rischio di vedere le bollette dei cittadini italiani lievitare di oltre il 20%. Il governo Draghi ha in parte sterilizzato il maxi-rincaro con un provvedimento d’urgenza, riducendolo a +9,9% l’elettricità e +15,3% il gas. Il risultato è che su base annua, secondo le stime di Arera, una famiglia-tipo italiana pagherà circa 62 euro in più di elettricità e 13 euro in più di gas. 

Ma il trend rialzista non sembra destinato a interrompersi nel breve periodo. “C’è sicuramente un alto livello di speculazione, molti su questi prezzi ci stanno marciando. D’altro canto ci sono tutte le condizioni per scommettere al rialzo in questo momento particolare. La domanda è rimbalzata dopo il crollo dovuto alla pandemia, ma va notato che è solo leggermente superiore a quella del 2019”. Non si può però liquidare la faccenda dando la “colpa” solo alla speculazione. Ci sono altri problemi lungo la catena di fornitura. I centri di stoccaggio di gas destinato al mercato europeo in questo periodo dell’anno sarebbero dovuti essere già saturi in vista dell’inverno, e invece viaggiano al minimo: “Lo stoccaggio inizia solitamente ad aprile, al termine della stagione fredda”, spiega Tabarelli. “Tuttavia quest’anno il freddo si è prolungato fino a maggio. A giugno i prezzi erano già in risalita e molti hanno preferito temporeggiare in attesa che tornassero a scendere, per non rimetterci troppo, ritardando così l’approvvigionamento per le scorte”.

Altre criticità nella fornitura di gas arrivano dai Paesi fornitori: si stanno registrando forniture più basse dalla Norvegia e dalla Russia, principale fornitore dell’Europa. “Il tanto discusso gasdotto che porterà il gas in Germania senza passare dall’Ucraina, il Nord Stream 2, anche se ultimato e pronto per entrare in funzione, riuscirà ad andare a pieno regime solo l’anno prossimo”, spiega il presidente di Nomisma Energia. “Nel frattempo ci sono dispute sulle tariffe e annosi problemi politici tra Russia e Ucraina, da dove passano i tubi diretti al mercato europeo. Non solo: si stanno manifestando anche i problemi strutturali russi a monte del trasporto della materia prima, cioè prima che il gas si immetta nei gasdotti collegati alla rete europea, problemi dovuti sostanzialmente ad anni di mancati investimenti”. A febbraio scorso, per esempio, c’è stata una esplosione in una stazione di compressione di un gasdotto nella regione dell’Orenburg, nei pressi del Kazakistan. 

Un ultimo elemento che sta contribuendo alla salita dei prezzi è da ricondurre alla CO2 e alla necessità di decarbonizzare l’economia, per combattere la crisi climatica. Le aziende che producono anidride carbonica (il principale gas serra), fra le quali quelle energetiche, nella Ue devono pagare per farlo, comprando quote di emissioni nel sistema europeo Ets. In pratica si tratta dei diritti per le imprese di emettere una quantità prestabilita di anidride carbonica. Il prezzo di queste quote viene aumentato gradualmente, per spingere le aziende a decarbonizzare. Ma questo porta anche a un aumento dei costi di produzione, e quindi delle tariffe in bolletta. Secondo i dati Prometeia, tra novembre 2020 e giugno 2021 il costo dell’energia per le imprese è salito di oltre il 70%, quello di gas naturale del 113%, del petrolio del 67%. 

Proprio attingendo dalle risorse ricavate dalla vendita di quote di emissioni nel sistema Ets, il Governo a luglio è riuscito a scongiurare il maxi-rincaro atteso per il terzo trimestre dell’anno. Le risorse per attutire il (primo) colpo del caro-energia, e inserite nel Decreto Lavoro e imprese del 30 giugno scorso, ammontano a 1,2 miliardi. Si è cercato di racimolare più soldi da più fondi, una parte (circa 80 milioni) sottratti persino al programma Parchi per il Clima, e quindi alle aree verdi e protette italiane. Un controsenso logico in tempi di transizione ecologica che non ha mancato di sollevare polemiche, spente dalla promessa del ministro Cingolani di ripianare al più presto l’ammanco.

In Europa il prezzo per megawattora dell’energia ha in media superato, in alcuni casi anche abbondantemente, i 100 euro: in Italia si aggira intorno ai 130 euro, a maggio 2020 si aggirava sui 20 euro. A dare ulteriore spinta ai prezzi dell’energia, come detto, ci sono poi i diritti di emissione di CO2 nel sistema delle quote ETS che, scambiate sui mercati, hanno visto il loro valore di mercato aumentare di pari passo con la ripresa economica e con la forte spinta della Commissione Europea a tagliare le emissioni per avvicinare prima il traguardo della neutralità climatica. Se a marzo scorso il prezzo era di 40 euro per tonnellata, oggi si è arrivati a scambiare una tonnellata di CO2 a più di 60 euro.

“Qualsiasi sistema che consente in diciassette mesi di far salire il prezzo in questo modo semplicemente non funziona. Il sistema europeo ha fallito, il mercato non è efficiente”, continua Tabarelli. “E in questo l’Europa ha le sue gravi responsabilità. Ora serve prima di tutto diversificare l’approvvigionamento di gas e ridurre la dipendenza dai fornitori esteri. Bisogna tornare a produrre energia domestica. L’Italia in passato riusciva a produrre 20 miliardi di metri cubi di gas all’anno, oggi solo quattro. A chi non piacerebbe un mondo dove l’energia viene prodotta solo con il vento e con il sole? Ma il passaggio al green non può essere così rapido e al tempo stesso indolore”, conclude il presidente Nomisma Energia. “Eppure c’è chi per anni, anche vincendo le elezioni, ci ha illuso che la transizione energetica fosse una passeggiata. Bisogna tornare alla realtà e riconsiderare tutto”. 

Segnalato da Dubbio

mercoledì 21 agosto 2019

Perdita di gas alla Saeco di Gaggio Montano. Messa in sicurezza dei Vigili del fuoco

Alle 23 di ieri si è veficato una fuoriuscita di metano liquido da un serbatoio della Saeco-Gaggia, l' azienda di caffè di Gaggio Montano. La messa in sicurezza è stata affidata ai Vigili del fuoco che hammo provveduto a un travaso del serbatoio Gnl, da 60 metri cubi, circa 25 tonnellate. Sul posto quattro squadre del Comando di Bologna: due con Autopompaserbatoio e due Nbcr (Nucleare batteriologico chimico radiologico), di cui una specializzata in travasi proveniente da Mestre. 

I pompieri, intervenuti con esplosimetro e cerca fughe, hanno verificato la tenuta del serbatoio o degli altri componenti, escludendo la presenza di rotture da cui si sarebbero potute originare emissioni di Gnl. E' stato accertato  che il guasto al serbatoio è dovuto all'usura del contenitore.

Vista l'assenza di edifici abitati nelle immediate vicinanze, non si sono resi necessari provvedimenti di allontanamento dei residenti.


Sul posto anche i Carabinieri.




giovedì 27 settembre 2018

Liberalizzazione energia e gas, online vademecum Antitrust per i consumatori

Proposto da Marco


Scegliere consapevolmente nel mercato libero dell’energia per trarre vantaggio dai benefici della liberalizzazione. Questo l’obiettivo del vademecum realizzato dall’Antitrust in vista del passaggio dal regime di maggior tutela a quello del mercato libero nell’energia e nel gas. La liberalizzazione del mercato dell’energia e del gas è slittata di un anno e c’è tempo fino a luglio del 2020 per orientarsi nella gran quantità di opzioni offerte al cittadino, ma “non è mai troppo presto – dice l’Autorità – per cominciare ad informarsi, in modo da poter scegliere in modo consapevole la soluzione migliore per ciascuna esigenza”.
Con l’obiettivo di aiutare il consumatore e minimizzare i rischi di scelte sbagliate, l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha messo dunque a punto un vademecum, guida sintetica ai vantaggi della liberalizzazione, con tutti i suggerimenti pratici per far valere i propri diritti ed evitare gli errori e le ‘trappole’ più diffuse.
Grazie alla concorrenza nei servizi di vendita al dettaglio di energia e gas naturale – si legge nel vademecum – e alle opportunità di risparmio energetico favorite dai contatori di nuova generazione (smart meter), i clienti finali (e tra questi i consumatori) possono scegliere tra una pluralità e diversità di offerte, maggiormente aderenti alle proprie esigenze e che possono garantire riduzioni di spesa annuale non trascurabili anche rispetto all’attuale sistema di tariffe regolate: già oggi è possibile risparmiare almeno il 13% rispetto al regime di maggior tutela (dai 60 ai 100 euro l’anno, a seconda del tipo di contratto) con un risparmio complessivo che può arrivare a 1,5 miliardi l’anno”. Perché la liberalizzazione abbia effetti virtuosi, però, “è necessario che i consumatori acquisiscano maggiore consapevolezza dei propri consumi e delle diverse offerte di forniture già in campo e siano quindi posti in condizione di scegliere effettivamente secondo la propria convenienza”.

lunedì 24 settembre 2018

La Cina è vicina pronta a estrarre gas in adriatico

Colossi cinesi, australiani e inglesi, oltre all’Eni, pronti a estrarre gas dal nostro mare. Il quartier generale è nei vecchi uffici di Raul Gardini

Inviato da Marco


di Carlo Valentini Twitter: @cavalent



piattaforma estrazione
La Cina alla conquista dell'Adriatico. Non delle spiagge ma del più remunerativo gas. Lo cercheranno e lo estrarranno di fronte alle nostre coste. Per i fautori dell'offshore si tratta di un'opportunità da cogliere al volo perché porterà investimenti milionari e posti di lavoro. Al contrario per i No-Triv è una provocazione: coi grillini al governo si buca l'Adriatico? Minacciano proteste e potrebbero scatenare un altro contenzioso tra Luigi Di Maio e gli alleati leghisti, favorevoli a queste attività, fortemente sostenute dalla Confindustria.
Un tentativo di bloccare le perforazioni era avvenuto con alcuni ricorsi al tribunale amministrativo, che però ha dato torto ai contestatori, sentenziando che è il governo a concedere o meno le autorizzazioni sulla base di un piano nazionale e non le Regioni. Uno dei ricorsi era infatti firmato dal governatore della Puglia, Michele Emiliano, che rivendicava competenze regionali ed è arrabbiato per la sconfitta: «La partita non è chiusa, non è finita. Apriamo un fronte anti-trivelle con chiunque voglia, con qualunque forza politica che si impegni a modificare queste norme che privano le Regioni della possibilità di intervenire. Io difendo il mare della Puglia».
Di parere opposto e favorevole alle sentenze è invece Angelo Colombini, segretario confederale Cisl: «Buon senso e la legalità, oltre al rispetto delle leggi, sono alla base delle sentenze. Opporsi alla ricerca degli idrocarburi, di cui siamo importatori per il 90%, anche in aree marine a distanza dalla costa di 12 miglia, pari a 22 km circa, significa arrecarsi del male contro ogni buon senso».
Dopo queste decisioni dei giudici e sfidando la farraginosità tutta italica degli iter burocratici i cinesi si sono fatti avanti. Non solo loro. C'è ressa perché l'Adriatico sembra un grande pozzo di gas che essendo un'energia pulita vedrà crescere in futuro la sua richiesta. Così hanno chiesto concessioni per perforare anche gli australiani della PoValleyEnergy, una potenza nel settore, e gli inglesi dello SpectrumGeo, che nonostante le incognite della Brexit sono pronti a stanziarsi lungo l'Adriatico. I cinesi che stanno sgomitando sono quelli della China Merchants Group, sede a Hong Kong, 70 miliardi di euro di fatturato.
La tecnologia dell'offshore è d'avanguardia: è stato perfezionato un modo di fotografare il fondo marino (in 3D) che riesce ad individuare in modo non invasivo, al computer, dove si trova il gas e qual è il punto più conveniente da cui incominciare l'estrazione.


La bandiera tricolore è sventolata dall'Eni, presente da tempo in Adriatico con le sue piattaforme e ansiosa di aumentare la quantità di gas che estrae dal mare. Nel suo pedigree vi è la scoperta, nel 2015, del mega giacimento egiziano di Zohr. Un successo che è stato raggiunto quando altri grandi player internazionali avevano desistito. Si tratta di una montagna di gas naturale da 900 miliardi di metri cubi, grande come il massiccio del Sella.
Invece sotto l'Adriatico vi sarebbero riserve per 53 miliardi di metri cubi di gas. È qui che i cinesi vogliono mettere le mani fiutando un business assai rilevante.
Dice Gianni Bessi, autore del libro Gas naturale, l'energia di domani: «Il nostro Zohr potrebbe essere l'Adriatico settentrionale, ma dobbiamo domandarci in fretta cosa fare con questo giacimento finora non estratto in tutta la sua potenzialità. Il sostegno al settore energetico è una questione di lungimiranza, perché le persone interessate a un suo successo non sono solo quelle impiegate direttamente ma anche quelle che occupate nelle produzioni collaterali».
Aggiunge Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli: «Con quel mare di idrocarburi che sta sotto l'Adriatico l'Italia potrebbe soddisfare la metà della sua domanda interna e diventare una potenza energetica». Non solo. Vi sarebbero anche, da sfruttare i giacimenti sotto terra. «Federpetroli sta verificando la presenza di idrocarburi (olio e gas) anche dove un tempo era impensabile», dice Marsiglia. «Bacino tra Sardegna e Toscana, mar Tirreno, Campania, Calabria, Molise, Veneto. L'Italia è grande è vi sono riserve che non si sa di avere. Anche il Mediterraneo è un grande hub per riserve energetiche».
Un esempio di perforazione a terra è quello nella Bassa emiliana, vicino a Novi, provincia di Modena. Il Comune riceve 40 mila euro l'anno di diritti di estrazione e con quei soldi rimborsa ai propri cittadini il 50% del prezzo di un abbonamento annuale di trasporto pubblico locale e regionale sui treni o sugli autobus.
Ma il giacimento di Novi e le trivellazioni in mare dovranno vedersela coi 5stelle, che premono sul governo amico affinché blocchi tutto e avvertono i cinesi che saranno rispediti indietro. I 42 parlamentari e consiglieri regionali pugliesi pentastellati hanno sottoscritto un duro documento: «Questa follia va fermata. Ribadiamo che siamo contrari tout court alle trivellazioni, sia a mare sia a terra. Si tratta di un vero assalto ai mari per qualche sporco barile di petrolio o qualche metro cubo di gas del tutto ininfluente sul consumo del nostro paese».
Gli risponde Franco Nanni, presidente del Roca (Offshore Contractors Association): «Gli italiani pagano il gas sempre più caro e la causa è la massiccia importazione.
Mi chiedo: in Italia si può ancora produrre energia? Di quanto saliranno ancora quei 600 miliardi di progetti bloccati dai tanti comitati del no? E questo nonostante gli studi effettuati da università e Istituti scientifici evidenzino come il 60% dell'inquinamento deriva da scarichi civili e industriali e per il 40% dal traffico navale, insignificante è l'apporto dell'attività estrattiva (minore dello 0,1%). Se diventassimo meno dipendenti dall'import di gas, certamente risparmieremmo più denaro, favoriremmo l'occupazione e potremmo quasi definirci un paese normale».
Intanto in via Guerrini, a Ravenna, nel palazzo che negli anni Novanta ospitava gli uffici di Raul Gardini si sono insediati gli uffici della China Merchants Group, coi primi 24 ingegneri, un numero significativo che indica le intenzioni agguerrite del moloch asiatico. A inaugurarlo è venuto il suo direttore, Simple Hu: «Questo è il nostro primo centro di ricerca e ingegneria navale e off shore fuori dalla Cina. Puntiamo sull'Italia e vinceremo la scommessa». ( Italia Oggi)

venerdì 9 marzo 2018

La neve se ne va e arrivano le frane.

Foto d'archivio
Il disgelo porta con se guai ambientali . Fra i tanti, il cedimento dell'argine del fiume in Val di Setta che ha portato alla rottura della condotta di gas Hera tra i comuni di Fra Sasso Marconi e Monzuno. Per la riparazione i tecnici sono all'opera dall'alba di questa mattina ( si opera per la messa in opera di un impiantistica sostitutiva) . La conduttura di gas serve oltre 1500 utenze delle località di Vado, Cinque Cerri, Gardelletta e Allocco.
In corso un intervento anche su la provinciale di Pieve del Pino di Sasso Marconi per lo smottamento della scarpata di monte, in evoluzione.

Il Comune di Marzabotto precisa: 


A causa di un grosso guasto in zona Sasso Marconi alle condutture Hera, manca la fornitura di GAS in ampie zone della Valle del Setta.
Le zone del Comune di Marzabotto interessate sono: Lama di Setta, Allocco Parco delle Quercie, Murazze, Gardeletta, Quercia, Sirano, Piccolo Paradiso.
Al momento l'Azienda Hera non è in grado di dare tempi certi per il ripristino del servizio ma si presume entro la mattinata di domani, anche perchè i tecnici dovranno passare casa per casa per controllare i contatori.
Si allega comunicato Hera.
Grazie per l'attenzione.

Comunicato Hera:
E’ in corso l’intervento di ripristino della rete gas che coinvolge circa 1.600 utenze fra Monzuno, Sasso Marconi e Marzabotto. Il danno alla rete è stato provocato dall’erosione dell’argine del Torrente Setta. I disservizi potrebbero protrarsi fino alle prime ore di domani.

domenica 10 luglio 2016

A Hera spa il controllo di rifiuti e acqua polesani. La società emiliana che gestisce rifiuti, acqua, gas ed energia elettrica, progetta l'acquisizione di Ecoambiente e Polesine Acque entro l'anno.

Con il titolo ' Le Azioni di Hera', Marco ha inviato:



La sede di Polesine Acque in via Benevenuto Tisi da Garofolo a Rovigo

La sede di Polesine Acque in via Benevenuto Tisi da Garofolo a Rovigo Hera Spa, la società che gestisce rifiuti, acqua, gas ed energia elettrica in Emilia Romagna è pronta ad acquisire Ecoambiente e Polesine Acque per gestire rifiuti e acqua in provincia di Rovigo.

L'idea circolava da qualche tempo ma adesso è lì, nero su bianco: una dozzina di slide che raccontano come sul tavolo del comune di Rovigo ci sia un progetto, ideato da Hera appunto, per andare all'acquisizione nel volgere di pochi mesi sia di Ecoambiente che di Polacque, per le quali si propone la fusione in Acegas-Aps-Amga, la multiutility del Nord Est, con cuore pulsante a Padova e propaggini fino a Trieste, controllata dal colosso emiliano.

Secondo il piano, entro gennaio, tra sei mesi esatti, Ecoambiente e Polacque non dovrebbero più esistere, ma dovrebbero essere inglobate dall'azienda padovana. Il tutto attraverso una serie di passaggi obbligati. Sul piatto, un posto per Rovigo all'interno del cda di Acegas-Aps-Amga, ma anche investimenti milionari sia sulla rete idrica che sulla gestione dei rifiuti e la prospettiva di cospicui dividendi per i soci.

giovedì 9 luglio 2015

Finti tecnici del gas ricercati dai Carabinieri.




Le tecniche utilizzate dai malviventi per introdursi nelle abitazioni per poi ‘alleggerirle’ sono molteplici e tutte messe in atto con molta capacità e in modo efficace. Ecco un esempio:
Intorno alle 18.30 di martedì un 80enne e la sua badante, 35enne rumena, nel rientrare a casa si sono trovati di fronte due uomini che spacciandosi per tecnici del gas le invitavano a trattenersi per strada a causa di una pericolosa fuga di metano che avevano scoperto all’interno dell’appartamento. Qualche minuto più tardi è giunto anche il marito dell’anziana, 78enne, che messo a conoscenza della situazione ‘pericolosa’, ha iniziato a fare delle domande per avere ulteriori spiegazioni. A quel punto, i due soggetti, temendo di essere scoperti, sono scappati a bordo di un’auto parcheggiata nelle vicinanze assieme ad altri tre complici che, nel frattempo, avevano trovato e aperto la cassaforte dei due anziani coniugi. Durante la fuga, uno dei malviventi si è fatto strada spruzzando il contenuto di una bomboletta di spray urticante negli occhi della badante che, recatasi in ospedale per accertamenti, è stata dimessa senza conseguenze. I Carabinieri hanno avviato le indagini.

Dal comando provinciale dei Carabinieri di Bologna.


sabato 6 giugno 2015

Bollette, si pagano a rate anche dopo scadenza. Distacco solo se comunicato.



Da Il Fatto Quotidiano . it . Segnalato da un lettore.

Nuove disposizioni dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas a tutela dei consumatori alle prese con bollette mai arrivate (o consegnate già scadute), pagate in ritardo o con reclami.
Le bollette di luce e gas saranno rateizzabili anche dopo la scadenza. Si allungano i tempi a disposizione e si rafforzano le garanzie per i clienti non regolari nei pagamenti in caso di costituzione in mora. Queste le principali novità in tema di morosità approvate dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con la delibera 258 del 29 maggio scorso (leggi qui il testo integrale).
Una buona notizia per i consumatori che, a causa della crisi, sempre più spesso si sono ritrovati a pagare in ritardo i bollettini, rischiando il distacco dell’utenza. I numeri dell’ultimo monitoraggio dell’Authority, diffusi a febbraio 2015, sono eloquenti (leggi qui il documento). “Il fenomeno della morosità – si legge nel report relativo al 2012 e al 2013 – ha assunto livelli elevati e crescenti, con le richieste di sospensione per i clienti domestici nel settore della luce che hanno raggiunto quota 1,76 milioni, in aumento del 9,6% rispetto all’anno precedente”. Colpa di una regolamentazione eccessivamente complessa che ha una chiara conseguenza sulle tasche dei consumatori: il calcolo delle insolvenze ricade tutto su di loro a causa del sistema indennitario vigente. Tanto che l’Autorità parla di un giro di crediti da 2,1 miliardi di euro, il 60% dei quali direttamente a carico delle bollette. Un dramma per le famiglie italiane che ora, almeno, avranno un po’ più tempo per provvedere al pagamento delle bollette prima che il contatore venga staccato.
In particolare, sul fronte della rateizzazione, è previsto un allungamento delle tempistiche per la richiesta di rateizzazione: può avvenire entro i 10 giorni successivi dal termine fissato per il pagamento della bolletta, vale a dire entro 30 giorni dall’emissione bolletta, in luogo degli attuali 20 giorni. Tempo in più che viene concesso anche nei casi di fatturazione a conguaglio o di addebito di consumi non registrati dal contatore per malfunzionamento non imputabile al cliente.
Nel caso di costituzione in mora, invece, la tempistica si dilata in caso di morosità reiterata (vale a dire le richieste di sospensioni effettuate nei 90 giorni successivi alla prima). Ad esempio, il termine minimo per provvedere al pagamento non può essere inferiore a 10 giorni dall’emissione della comunicazione di costituzione in mora (in luogo di un tempo minimo di circa 20 giorni nei casi di morosità non reiterate).
Così, in pratica, in caso di bollette non pagate, il gestore non potrà procedere alla richiesta di sospensione della fornitura senza prima aver inviato al cliente, per raccomandata, una comunicazione di messa in mora riportando la nuova scadenza per pagare e la data in cui potrà essere richiesta la sospensione della fornitura (termine che non può essere inferiore a 3 giorni lavorativi calcolati dall’ultimo giorno utile per il pagamento).
Inoltre, a tutela dei consumatori, la comunicazione di messa in mora sarà obbligatoria per tutte le fatture per le quali non risultino i pagamenti, anche per quelle scadute nel periodo in cui è già in corso una precedente procedura di mora, altrimenti il venditore non potrà richiedere la sospensione della fornitura. Innovazione che dovrebbe risolvere l’annoso problema della sospensione della fornitura per morosità quando il cliente non riceve la comunicazione in tempo utile per effettuare il pagamento. E il riferimento va al caso esploso lo scorso inverno con Poste Italiane che non consegna le bollette in diverse parti d’Italia.
Il garante ha anche imposto ai gestori che, prima di richiedere la sospensione per morosità in caso di conguagli o di importi anomali, debbano comunque rispondere ai reclami scritti. Ma per ricevere finalmente delle risposte corrette e trasparenti occorre pazientare ancora, perché gestori e associazioni dei consumatori stanno elaborando nuovi obblighi in tema di contenuti minimi delle stesse risposte.
Sul fronte degli indennizzi, in caso di mancato rispetto delle regole, ai cliente andranno 30 euro se la fornitura viene sospesa per morosità nonostante il mancato invio della comunicazione di costituzione in mora per raccomandata; 20 euro se la fornitura viene sospesa per morosità e il venditore, pur avendo inviato la raccomandata, non ha rispettato le tempistiche previste. In questi casi, inoltre, non può essere richiesto il pagamento di alcun ulteriore corrispettivo per la sospensione o riattivazione della fornitura.
Infine, sempre in tema di tutele e trasparenza, dal primo settembre il venditore, anche se si avvale di un altro operatore per i rapporti col distributore, sarà obbligato a integrare il contratto con nuove previsioni a tutela del cliente e della continuità del servizio.

giovedì 12 febbraio 2015

RIDURRE I COSTI DI LUCE E GAS E’ POSSIBILE!? SI’ LO E’ ! A Vado di Monzuno spiegano come.





Di Ermanno Pavesi
Assessore alla Cultura di Monzuno


Domani sera, venerdì 13 febbraio, alle 20.30, nella  sala del Centro Sociale di Vado  si terrà un seminario informativo sul risparmio energetico nelle abitazioni e in condominio.

Al seminario parleremo del concetto di risparmio energetico e si potranno ricevere consigli utili per ridurre il costo in bolletta, di luce e gas.

Si potranno valutare le soluzioni ideali per migliorare il comfort dell'abitazione.

Tecnici e professionisti spiegheranno come poter attuare il massimo risparmio a casa e in condominio.