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sabato 29 ottobre 2022

L’ economia bolognese nell’anno in corso è stimata in crescita del 4 %

Nel prossimo anno non si andrebbe oltre un più 5%


 

Dalla  Camera di Commercio di Bologna:

 

Gli scenari di previsione formulati da Prometeia per l’area metropolitana di Bologna a ottobre 2022 ipotizzano una crescita dell’economia bolognese nell’anno in corso del +4,0%, migliorata di quasi due punti percentuali rispetto alle ipotesi di inizio anno. Si stima un recupero rispetto al 2021 di oltre 1,4 miliardi di euro.

Dopo le proiezioni al ribasso registrate nei primi mesi dell’anno (+2,3% la crescita ipotizzata a fine aprile), le stime per il 2022 sono andate progressivamente migliorando: +3,3% la crescita ipotizzata a luglio, +4,0% l’attuale stima. Ma le incertezze sembrerebbero avere proiezioni nel 2023, quando non si andrebbe oltre un assestamento al +0,5%.

 Bologna chiuderebbe peraltro l’anno con un risultato migliore di quello previsto sia a livello regionale (+3,6%), che nella media nazionale (+3,3%).

 La tendenza provinciale per il 2022 sarebbe caratterizzata dal rilancio di reddito (+6,6%) e consumi (+12,6%), ma frenata dal rallentamento dell’interscambio commerciale (+1,9% le stime dell’export per il 2022, erano +10,5% a fine 2021). Le stime dell’occupazione, rimaste negative per tutto lo scorso anno, sarebbero in miglioramento, nonostante le difficoltà di incontro tra domanda ed offerta sul mercato del lavoro: per gli occupati segnali di inversione di tendenza (+1,1%), il tasso di disoccupazione si ridurrebbe al 4,0%. 

Nonostante la spinta propulsiva delle costruzioni (+16,2% nel 2022), i costi e le difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime, oltre alle tensioni internazionali, sembrerebbero frenare l’attività industriale bolognese, che per il 2022 segnerebbe un -2,3%. Prospettive ancora positive invece per i servizi (+5,7%), in flessione il settore agricolo (-1,3% per il 2022). Per tutti i settori sarebbe comunque ipotizzata una forte contrazione per il 2023, con tassi di crescita che non andrebbero oltre il +2,2% del settore edile. 

Questi gli scenari formulati da Prometeia a ottobre 2022 per l’area metropolitana di Bologna, corredati da informazioni sul quadro internazionale e sulle prospettive dell'economia italiana e regionale, per il triennio 2021-2023. Disponibili gli andamenti del valore aggiunto totale e per settore, delle esportazioni, dell'occupazione totale e per settore ed altri indicatori connessi.

Gli scenari previsionali sull'andamento dell'economia bolognese elaborati da Prometeia 





lunedì 9 dicembre 2019

Congiuntura: nove mesi tra luci ed ombre per l'economia bolognese

Da inizio anno segnali di progressivo rallentamento.

Dubbio segnala

Il rallentamento è diffuso a tutti i principali indicatori congiunturali del settore manifatturiero: negativo il fatturato, -1,8% rispetto al primo novemestre del 2018, frenato dal calo di pari intensità delle vendite all’estero, in negativo anche gli ordinativi (-3,2% in complesso, -2,0% la domanda estera). In flessione la produzione (-1,2%), che dopo la tenuta dei primi sei mesi dell’anno, perde tre punti percentuali tra luglio e settembre. I primi nove mesi del 2019 fanno decisamente peggio di quanto registrato alla fine del settembre di un anno fa (quando i segni erano tutti positivi).

In flessione la metalmeccanica, con una tendenza negativa superiore al manifatturiero in complesso. Produzione e fatturato perdono oltre il 3%, il mercato estero oltre il 2%, resta preoccupante il calo degli ordinativi (-5,4%).

Ancora luci ed ombre per il comparto del packaging: preoccupano gli ordinativi, con un complessivo -2,7% (e un -2,8% tra luglio e settembre che di fatto annulla il recupero del secondo trimestre), e con una domanda estera che volge in negativo, rallentata dal -3,5% degli ultimi tre mesi. Segnali positivi vengono da produzione, fatturato ed esportazioni, che riducono la flessione rilevata da inizio anno (0,0%, -1,3% e -2,7% rispettivamente) con i risultati positivi dell’ultimo trimestre.

In controtendenza l’alimentare, che computa solo segni positivi: produzione, fatturato e ordinativi vanno oltre il +2%, crescono i mercati esteri (siamo attorno al +2% per esportazioni e domanda estera, con una crescita del +4% tra luglio e settembre).

Restano in rallentamento le costruzioni: -1,3% il volume d’affari nei primi nove mesi del 2019 (ma timidi segnali di ripresa con il +0,4% dell’ultimo trimestre).

Nel comparto dell’artigianato tassi ancora negativi per produzione, fatturato e ordinativi (-2,2%, -2,5% e -3,8% rispettivamente). Positivi invece i mercati esteri (+1,5% il fatturato estero).

Sostanzialmente stabile la cooperazione: produzione, fatturato, ordini ed esportazioni restano poco al di sopra di variazioni nulle.

Stabili anche i servizi, con un +0,3% nel volume d’affari complessivo (trainato dal +1,1% dell’ultimo trimestre).

In diminuzione le vendite del commercio al dettaglio (-1,1%), con tendenze negative per tutti i comparti: -1,0% gli alimentari, -1,1% il non alimentare, -1,0% la grande distribuzione. Nota positiva per il commercio all’ingrosso, +1,4% rispetto al volume d’affari del settembre 2018.

Positive le attività turistiche in complesso (+0,5%), nonostante la sostanziale stabilità del trimestre luglio-settembre. Continua la crescita delle strutture ricettive (+2,0%), tengono ristorazione e agenzie di viaggio (+0,1% e +0,4% rispettivamente, ma segnali di rallentamento nell’ultimo trimestre).