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giovedì 4 ottobre 2018

APPENNINO, IL M5S VA SUL BRASIMONE PER VISITARE IL CENTRO DI RICERCA ENEA

Domani, venerdì 5 ottobre, visita dei consiglieri regionali e parlamentari del MoVimento 5 Stelle. “Centro di ricerca è risorsa d’eccellenza non solo per l’Emilia-Romagna ma per tutto il Paese”.

Riceviamo:

Il MoVimento 5 Stelle sale sul Brasimone. Domani, 5 ottobre, una delegazione di parlamentari e consiglieri regionali, guidata Silvia Piccinini (capogruppo regionale del M5S Emilia-Romagna) visiterà il centro di ricerca Enea Brasimone. All’incontro con la divisione di Ingegneria sperimentale del centro di ricerca dell’Appennino bolognese parteciperanno oltre a Silvia Piccinini, i parlamentari Davide Zanichelli, Alessandra Carbonaro, Paolo Giulidori, Luca Sut, Rachele Silvestri e Angela Masi. “Il MoVimento 5 Stelle sostiene la ricerca, l’innovazione scientifica e tecnologica e vuole favorire l’impegno di quanti, in primo luogo i ricercatori e gli operatori, dedicano i loro sforzi ad attività come quelle del centro Enea del Brasimone, che visiteremo domani, venerdì 5 ottobre – spiegano i rappresentanti del M5S - Lo facciamo a pochi giorni da uno dei grandi risultati ottenuti dal Centro, che ha vinto, assieme al Cineca, una gara internazionale per realizzare in Italia un supercomputer per la ricerca europea sulla fusione nucleare, in grado di eseguire 8 milioni di miliardi di operazioni al secondo (8 Pflops) grazie a processori di ultima generazione. Questo risultato conferma che il Centro del Brasimone è una grande risorsa, non solo per l’Emilia-Romagna, ma per tutto il Paese”.

lunedì 11 dicembre 2017

Regione datti una mossa, vogliamo all'Enea il centro di ricerca europeo Divertor Tokamak Test Facility.

I sindaci dell’Unione dell’Appennino bolognese invitano il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a rompere gli indugi e candidare come promesso il centro di ricerche Enea sul Brasimone per ospitare il progetto europeo “DTT”

Riceviamo:

La giunta dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese ha approvato un ordine del giorno in cui sollecita la Regione Emilia-Romagna a candidare il centro Enea sul lago Brasimone per il progetto di ricerca europeo “Divertor Tokamak Test Facility”. 
 

Da diversi mesi infatti il Governo italiano sta lavorando per avviare in Italia la ricerca legata alla fusione
nucleare, ossia la tecnologia che permette di riprodurre in maniera controllata l’energia del sole e delle
stelle, quindi una forma di energia pulita e inesauribile.
Il tema non è nuovo, visto che per prima il sindaco cittadino metropolitano Virginio Merola candidò il
centro Enea, che sorge sul lago Brasimone nel comune di Camugnano, a partecipare alla gara per
l’assegnazione dei fondi di ricerca europei. In un convegno tenuto questa estate giunsero i pareri
favorevoli di parlamentari, consiglieri regionali di Emilia-Romagna e Toscana, sindaci del territorio, tecnici
e ricercatori.
Dalle parole occorre però passare ai fatti, perché per candidarsi a ospitare un centro di ricerca innovativo
occorre che la Regione, che ha già approvato una delibera di indirizzo favorevole su questo progetto,
presenti formalmente la candidatura e garantisca un investimento minimo di 25 milioni di euro in sette
anni, rispetto ai circa 500 milioni di euro con cui è valutato il progetto complessivamente. Le condizioni ci
sono tutte: le rive del Brasimone ospitano già un grande centro di ricerca internazionale a 10 minuti
dall’autostrada A1 e a cavallo di due Regioni (Emilia-Romagna e Toscana) e due città metropolitane
(Bologna e Firenze). Oltre tutto si tratta di un territorio che ha già sperimentato felicemente il legame
energia-ambiente con le centrali idroelettriche dei laghi di Suviana, Brasimone e Santa Maria.
Ma ci sono anche i concorrenti che non staranno a guardare e preoccupano i sindaci dell’Appennino.
La situazione socio economica dell’Appennino è difficile” spiega il presidente dell’Unione Romano
Franchi “i numeri demografici lo dimostrano e noi sindaci da soli non possiamo fermare questa
emorragia di giovani che emigrano in grandi città o addirittura all’estero perché non ci sono sbocchi
lavorativi. Questa è una occasione per rilanciarci davvero, perché parliamo di una ricerca che mette
insieme l’innovazione nel campo delle energie sostenibili con la salvaguardia dell’ambiente ”.
Sulla stessa onda anche il sindaco di Camugnano Alfredo Del Moro: “ La Regione deve fare la sua parte,” ribadisce. “Oltre a mantenere il tessuto industriale presente, perché al centro Enea lavorano
un centinaio di tecnici, questi investimenti potrebbero rilanciare l’indotto di quello che è già oggi un centro
all’avanguardia che opera nel settore della componentistica legata alla produzione di energia nucleare
. Maurizio Fabbri, sindaco di Castiglione dei Pepoli aggiunge: “ È arrivato il momento decisivo: per l'appennino, e non solo, si tratta di un treno che difficilmente ripasserà. Governo e Regioni da tempo si dicono al lavoro per investire in territorio periferici messi al margine dall'attuale sistema socio-economico. Ora possono confermarlo con i fatti ”.