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venerdì 17 gennaio 2025

Meno burocrazia e più sostegno reale agli agricoltori

 


L'agricoltura rappresenta un pilastro fondamentale dell'economia italiana ed europea, e come tale merita politiche adeguate da parte delle istituzioni di Bruxelles. Questo il messaggio lanciato da Stefano Cavedagna, europarlamentare del gruppo ECR-FDI, membro della Commissione ENVI (Ambiente, Sanità pubblica, Sicurezza alimentare) e vicepresidente dell’European Food Forum.

“È necessario assumere posizioni chiare e concrete. Noi ci stiamo impegnando su temi concreti: dalla riduzione della burocrazia esasperante alla lotta contro i bassi profitti, all’aumento del prezzo di carburante e fertilizzanti, fino alla concorrenza sleale dei prodotti provenienti dai Paesi extra UE”, ha dichiarato Cavedagna.

L'eurodeputato ha inoltre espresso piena sintonia con le preoccupazioni espresse dai presidenti di Copa, Massimiliano Giansanti, e Cogeca, Lennart Nilsson, nella lettera inviata ai membri del Parlamento Europeo. In particolare, ha sottolineato il valore del documento “From Field to Future – Copa and Cogeca Vision for the future of EU Agriculture”, che propone strategie per affrontare le sfide immediate del settore e garantire sostenibilità e competitività fino al 2050.

 “Dobbiamo perseguire obiettivi di salute e sana alimentazione per i cittadini, sviluppo e sostenibilità per le imprese, agendo con equilibrio e prudenza. Serve coinvolgere maggiormente gli operatori del settore nel processo decisionale, evitando approcci ideologici”, ha affermato Cavedagna. L’europarlamentare ha criticato l’operato delle ultime legislature europee, evidenziando la mancanza di azioni concrete in questa direzione.

Cavedagna ha ricordato l’impegno del Governo italiano, che ha stanziato 112 milioni di euro per le aziende agricole del Meridione colpite dalla siccità. Ha inoltre sottolineato l’importanza del “Patto per la competitività” proposto da Copa e Cogeca, che mira a sostenere le economie rurali e la competitività delle imprese.

“Le priorità segnalate da Copa e Cogeca coincidono con le battaglie del nostro gruppo. Gli agricoltori e le cooperative agricole troveranno sempre in noi interlocutori disponibili ad ascoltare e portare avanti le loro istanze”, ha ribadito l’europarlamentare. Ha inoltre riconosciuto i progressi compiuti dagli agricoltori nel miglioramento della produttività e nella riduzione delle emissioni, evidenziando però la necessità di un maggiore riconoscimento istituzionale.

“I nemici dell’ambiente non sono gli operatori del settore primario, che svolgono un ruolo cruciale nella produzione di cibo di qualità”, ha concluso Cavedagna.

(Proposto da Dubbio)  

domenica 25 agosto 2024

La burocrazia è la palla al piede degli operatori dell’Appennino.

Sistema Più Equo: La riduzione del peso burocratico è un  vero sostegno per alle Piccole Aziende e Associazioni . Si crei  un ufficio nelle Unioni e nella Città Metropolitana che supporti le piccole aziende

di Fabio Righi  Gruppo di ricerca e di volontariato  A.R.C.A.


Le aziende agricole dell'Appennino affrontano sfide enormi che minacciano la loro sopravvivenza e la qualità dei prodotti che portano sulle nostre tavole. Durante gli incontri con gli imprenditori agricoli locali, è emerso chiaramente che, sebbene i problemi siano pochi, sono di grande entità e rischiano di compromettere un intero settore. 

Nel corso degli incontri fatti con le associazioni attive per la cura e la promozione del territorio e la valorizzazione, nonché con le aziende agricole dell'Appennino, è emerso un problema ricorrente: l'eccessiva burocrazia. Questa complicazione rende difficile accedere ai bandi e agli aiuti comunali, creando una disparità enorme tra grandi aziende e piccoli imprenditori, contadini senza partita iva o associazioni. 

Questo sistema iniquo favorisce le grandi realtà, penalizzando chi, con impegno e passione, lavora per promuovere, tutelare e valorizzare il territorio e l'agricoltura. Ricordiamo che la Costituzione italiana prevede di eliminare ogni ostacolo che impedisce il progresso e il benessere delle aziende e delle persone. 

È necessario lavorare per cambiare questo sistema ingiusto. La soluzione di buon senso, sana e giusta, sarebbe creare un ufficio nelle unioni dei comuni, nella città metropolitana o, se necessario, nei singoli comuni, che supporti le piccole aziende in questa complessa transizione burocratica.

Dobbiamo dare risalto a questo problema e promuovere un cambiamento che renda il sistema più equo e accessibile per tutti. 

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 

L'ECCESSIVA REGOLAMENTAZIONE.

Tutela delle Piccole Aziende e Supporto alle Associazioni di Volontariato negli Appennini: Un Grido d’Allarme. 

Le aziende agricole di montagna svolgono un ruolo cruciale, producendo beni di altissima qualità, riconosciuti a livello mondiale, e allo stesso tempo curando e valorizzando il territorio. Tuttavia, le difficoltà che affrontano sono molteplici, e tra queste spicca un'eccessiva regolamentazione che soffoca le iniziative locali, bloccando di fatto le microeconomie. 

Questo crea un grave squilibrio a favore delle grandi realtà industriali, le quali spesso prendono molto più di quanto diano al territorio. 

D'altro canto, le associazioni di volontariato, formate da persone di buona volontà, rappresentano un baluardo fondamentale per colmare le lacune lasciate da chi dovrebbe tutelare il territorio. Nonostante l'assenza di risorse finanziarie, questi volontari continuano a lavorare instancabilmente per il bene comune, ma le difficoltà non mancano. 

È necessario un riequilibrio: le normative attuali favoriscono una concorrenza sleale che danneggia le piccole imprese e le associazioni locali. Crediamo fermamente che questo sistema sia ingiusto e debba essere corretto. La Costituzione stessa prevede che tali limitazioni vengano rimosse per garantire pari opportunità a tutti. 

Facciamo appello alla cittadinanza affinché prenda coscienza di questo problema e si unisca a noi nella richiesta di un cambiamento. È ora di dare voce a chi lavora quotidianamente per il nostro territorio, affinché si possano creare le condizioni per un futuro più equo e sostenibile per tutti.

 

le norme restrittive riguardanti la potatura degli alberi, l'allevamento zootecnico e la gestione della fauna selvatica.

Le sfide delle aziende agricole dell'Appennino: Un equilibrio da ritrovare.

Norme troppo restrittive su potatura degli alberi, allevamento zootecnico e gestione della fauna selvatica che penalizzano i piccoli produttori. 

Le regolamentazioni attuali, purtroppo, sono squilibrate: favoriscono le grandi aziende industriali e i produttori su larga scala, mentre impongono costi e ostacoli insostenibili per le piccole aziende agricole che producono alimenti di altissima qualità. Queste piccole realtà, che lavorano in simbiosi con la natura e rispettano il territorio, si trovano schiacciate da norme che non tengono conto delle loro specificità e che finiscono per agevolare la diffusione di prodotti meno sani e meno saporiti. 

Il nostro obiettivo è sensibilizzare il pubblico e le istituzioni su questa situazione. È fondamentale ribilanciare le regole per garantire una concorrenza leale e sostenibile, che permetta alle piccole aziende agricole di continuare a produrre in modo sano e naturale. Non dimentichiamo mai che queste aziende non solo producono cibo di qualità, ma contribuiscono anche alla cura del territorio, preservandolo e proteggendolo per le generazioni future. 

Le grandi catene di supermercati e le industrie, al contrario, tendono più a sfruttare che a curare il territorio. Spesso utilizzano sostanze che possono danneggiare l'ambiente e, di conseguenza, anche la salute delle persone. È ora di riconoscere il valore delle nostre piccole aziende agricole e di sostenere il loro lavoro, per un futuro più sano e più giusto. 

 

CRISI DELL'AGRICOLTURA IN MONTAGNA: UN GRIDO D'ALLARME DALL'APPENNINO BOLOGNESE

Dopo i vari incontri è emerso chiaramente che, sebbene i problemi riscontrati dagli imprenditori agricoli siano pochi, la loro gravità è tale da rischiare di compromettere un intero settore.

In precedenza abbiamo discusso delle problematiche legate all'accesso regolamentato e alla burocrazia soffocante e le restrittive norme riguardanti la potatura degli alberi, l'allevamento zootecnico e la gestione della fauna . Oggi vogliamo mettere in luce i due principali ostacoli che si sommano alle difficoltà già esistenti.

 

I DUE PRINCIPALI OSTACOLI:

 

1. UNA MACCHINA PUBBLICA EFFICIENTE E DANNOSA:

- La burocrazia è diventata un ostacolo insormontabile per chi cerca di fare impresa in montagna. La lentezza delle pratiche, l'indifferenza verso i problemi reali delle persone e la mancanza di un supporto concreto stanno soffocando le micro imprese. Questo sistema, concepito per servire un'economia consumistica, sembra essere scollegato dalla realtà del territorio, rendendo impossibile ai nostri imprenditori ottenere il supporto di cui hanno bisogno.

- La macchina pubblica, che dovrebbe essere al servizio dei cittadini, si è trasformata in un’entità che prevarica l’uomo, complicando ogni aspetto della vita imprenditoriale. Gli imprenditori agricoli sono costretti a dedicare mesi di lavoro solo per sostenere un sistema che, invece di aiutare, spesso danneggia il territorio e le persone che vi abitano.

 

2. UNA TASSAZIONE INSOSTENIBILE:

- L’estrema tassazione rende quasi impossibile fare impresa in Italia, e ancora di più in Appennino. Il carico fiscale è diventato insostenibile per le micro imprese, che vedono gran parte dei loro guadagni evaporare in un sistema complesso e inefficiente. Questo non solo sottrae risorse vitali al territorio, ma contribuisce anche a mantenere in piedi progetti fallimentari e spesso inutili.

- Gli enti pubblici che dovrebbero tutelare il territorio, come i carabinieri forestali, sembrano ormai concentrarsi più sulla burocrazia che sulla protezione effettiva delle nostre risorse naturali. La prevenzione, soprattutto lungo i fiumi, è praticamente inesistente, lasciando il territorio vulnerabile a rischi ambientali. Denunce e segnalazioni rimangono inascoltate, alimentando una pericolosa indifferenza verso il degrado ambientale.


CONCLUSIONI:

Questo è l'ultimo documento in cui abbiamo approfondito i quattro problemi principali che rendono estremamente difficile fare impresa in Appennino. La risoluzione di questi quattro punti chiave è essenziale per riportare gli imprenditori nelle condizioni di poter svolgere il loro lavoro, produrre prodotti di altissima qualità e prendersi cura del territorio, promuovendo e valorizzando l'Appennino Bolognese. 

💚Aiutaci a sensibilizzare e a far conoscere questi problemi a quante più persone possibile. Solo così potremo fermare un sistema che crea crisi artificiali, spesso in mala fede, e ritornare a vivere in un mondo più giusto ed equilibrato per tutti.

mercoledì 14 febbraio 2024

Casalecchio di Reno snellisce l’iter per l’accesso agli atti

 In corso la digitalizzazione di oltre 75.000 pratiche edilizie

Il Comune informa:

 

E’ iniziata la scansione dell'intero archivio delle pratiche edilizie cartacee. L’operazione riguarda oltre 75mila pratiche e dovrebbe concludersi entro la fine del 2024. La digitalizzazione dell’archivio comporta molti vantaggi per gli utenti, che non dovranno più recarsi fisicamente allo sportello del Comune per visionare gli atti cartacei, perché sarà possibile scaricare la copia digitale delle pratiche richieste. Ciò permetterà una maggiore efficienza nella ricerca e gestione delle pratiche, ma anche una riduzione dei tempi di attesa, degli spostamenti dell’utenza e del consumo di carta.

Il nuovo portale di richiesta accesso atti sarà sempre aggiornato e a portata di click da ogni luogo, anche durante le emergenze di Protezione Civile: i cittadini saranno in grado di reperire online i dati di propria competenza in possesso dell'Ente con facilità e in completa autonomia, mentre l’operatore tecnico invierà solo il materiale, dopo la verifica di pertinenza degli atti richiesti. Questo ridurrà i tempi di attesa, dal momento che gli uffici preposti ricevono fino a 134 richieste di accesso agli atti al mese con la movimentazione di oltre 380 pratiche nello stesso periodo.

L’accesso limitato all’archivio fisico, inoltre, permetterà di salvaguardare i documenti nel tempo, proteggendoli dal rischio di smarrimento e danneggiamento. L’archivio è infatti un bene tutelato ai sensi dell’Art.10, comma 2, del D.Lg 22 gennaio 2004, n°42 Codice dei Beni culturali.

Per facilitare il processo di digitalizzazione, sono previste modifiche alle modalità e tempi di evasione delle richieste di accesso agli atti:
- non è più possibile l'invio di pratiche cartacee al service esterno per la riproduzione digitale;
fino al 30 giugno 2024 il termine per la conclusione del procedimento di istanze di accesso agli atti in materia di edilizia privata viene portato a 60 giorni;
- non è più possibile la presa visione fisica delle pratiche edilizie (chiusura sportello).

Si segnala inoltre che dall’inizio di quest’anno le richieste di accesso atti si concludono con l'invio al richiedente della copia digitalizzata del materiale richiesto. Il pagamento dei diritti di segreteria per la visione delle pratiche edilizie è da corrispondere contestualmente alla compilazione del modulo di richiesta, esclusivamente mediante la piattaforma integrata PagoPA.

mercoledì 3 marzo 2021

La burocrazia: una palla al piede il cui peso quest'anno è aumentato di 80 chili

Siamo sommersi da una slavina di 32 mila pagine all'anno. Leggerle tutte richiede un anno di lavoro.


L’anno scorso tra decreti, Dpcm, leggi, ordinanze, delibere, determine, circolari, etc., l’Istituto Poligrafico e la Zecca dello Stato hanno prodotto e diffuso 323 Gazzette Ufficiali a cui si aggiungono 45 Supplementi Ordinari e Straordinari.

Complessivamente questi documenti erano costituiti da 31.942 pagine. Se fossero state stampate tutte,il peso raggiunto da questa “slavina”di carta ammonterebbe a 80 chilogrammi. Se, inoltre, ipotizzassimo di impiegare 5 minuti a pagina, una persona dotata di una intelligenza media che si fosse dedicata a leggerle tutte, comprendendone ovviamente anche il significato, nel 2020 avrebbe impiegato 333giorni lavorativi, praticamente un anno di lavoro.

Rispetto agli anni precedenti, comunque, la situazione rimane stazionaria. Se includiamo anche i Supplementi Ordinari e Straordinari, nel 2019, ad esempio, erano state pubblicate 305 Gazzette Ufficiali; sebbene il numero dei volumi rispetto al 2020 fosse diminuito, il numero complessivo di pagine è statol eggermente superiore: 32.236.

Nel 2018, invece, a fronte di 365 Gazzette, il numero di pagine ha toccato quota precisamente 30.671, mentre nel 2017 si è raggiunto il record del numero di fascicoli prodotti (371), con quasi lo stesso numero di pagine registrato l’anno scorso(31.959).

Nel 2020 la punta massima di “produttività normativa” è stata registrata l’8 gennaio. In quell’occasione, l’Istituto Poligrafico dello Stato ha stampato il Supplemento ordinario n° 1 contenete il testo, le tabelle e i grafici degli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) che da qualche anno hanno sostituito gli studi di settore.

In buona sostanza le imprese, i commercialisti, le associazioni di categoria e gli addetti ai lavori si sono trovati tra le mani un faldone da 4.617 pagine che sviscera gli indicatori di tutte le attività economiche con le relative specificità territoriali che sono soggette agli ISA.

 Nel Sud inefficienza PA e illegalità si alimentano a vicenda

Secondo la Banca d’Italia, il principale ritardo che caratterizza l’economia del nostro Paese è la Pubblica Amministrazione (PA) che deve assolutamente migliorare le performance riferite alla qualità e ai tempi di risposta dei servizi richiesti dai cittadini e dalle imprese.

La situazione appare particolarmente deficitaria nel Mezzogiorno. Ancorchè i dati siano riferiti al 2014, viene segnalato che il 55 per cento dei reati contro la PA si verifica al Sud, con una incidenza rispetto alla popolazione residente di 2,3 volte superiore alle altre ripartizioni geografi. Si segnala, altresì, che il 70 per cento delle cosiddette “opere incompiute” è localizzato nel Mezzogiorno, sebbene in queste regioni sia concentrato solo il 30 per cento circa dei lavori pubblici nazionali. Dati che denotano come l’inefficienza della PA e l’illegalità siano due criticità che in una parte importante del Paese si alimentano a vicenda.


Cosa fare per migliorare il rapporto tra cittadini/imprese e gli uffici pubblici?

 Innanzitutto, bisogna semplificare il quadro normativo. Cercare, ove è possibile, di non sovrapporre più livelli di governo sullo stesso argomento e, in particolar modo, accelerare i tempi di risposta della Pubblica amministrazione. Con troppe leggi, decreti e regolamenti i primi penalizzati sono i funzionari pubblici che nell’incertezza interpretativa si “difendono” spostando nel tempo le decisioni. Nello specifico è necessario:

migliorare la qualità e ridurre il numero delle leggi, analizzando più attentamente il loro impatto, soprattutto su micro e piccole imprese;

monitorare con cadenza periodica gli effetti delle nuove misure per poter introdurre tempestivamente dei correttivi;

consolidare l’informatizzazione della Pubblica amministrazione, rendendo i siti più accessibili e i contenuti più fruibili;

far dialogare tra di loro le banche dati pubbliche per evitare la duplicazione delle richieste;

permettere all’utenza la compilazione esclusivamente per via telematica delle istanze;procedere e completare la standardizzazione della modulistica;

accrescere la professionalità dei dipendenti pubblici attraverso un’adeguata e continua formazione.



mercoledì 23 ottobre 2019

Niente più fila allo sportello. A Castiglione dei Pepoli, Marzabotto e Monzuno il certificato si ottiene online

L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese informa:

Grazie alla nuova piattaforma messa a disposizione dalla Città metropolitana di Bologna per i cittadini di tre Comuni dell'Unione dell'Appennino bolognese (Castiglione dei Pepoli, Marzabotto e Monzuno) è possibile richiedere certificazioni anagrafiche da casa senza più perdere tempo per recarsi fisicamente presso gli uffici. Il servizio esisteva già in passato per alcuni Comuni, ma grazie all'avvio dell'ANPR è stato possibile estenderlo ad una trentina di comuni della Città metropolitana che hanno aderito al progetto (altri si attiveranno prossimamente).

La nuova ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente) infatti raccoglie centralmente i dati anagrafici da tutto il territorio nazionale, ma non prevede la possibilità di scaricarli ed utilizzarli direttamente dai cittadini. La Città metropolitana di Bologna – in accordo con il Ministero dell'Interno – ha quindi pensato di offrire un servizio in più ai cittadini dei propri Comuni, acquistando la piattaforma J-city-gov grazie alla quale i certificati anagrafici possono essere anche scaricati, stampati oppure inviati via email in formato elettronico con la firma digitale del sindaco, visualizzabile grazie al QR-code, che rende il certificato valido ed utilizzabile a tutti gli effetti.

Il cittadino può ottenere l'emissione di certificati anagrafici per sé e anche per i componenti della propria famiglia anagrafica. Inserendo i dati di un proprio documento di identità è possibile inoltre richiedere i certificati per altri soggetti, ma in questo caso solo i certificati di residenza e di stato di famiglia. Il servizio consente così ai liberi professionisti, quali avvocati e notai degli ordini professionali convenzionati, di ottenere l'emissione dei certificati di residenza e di stato di famiglia per i soggetti residenti nei Comuni della Città metropolitana di Bologna che hanno aderito al nuovo Portale dei Servizi Demografici.

Per accedere al servizio on line gli utenti devono essere in possesso delle credenziali di FedERa oppure SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale).

giovedì 8 dicembre 2016

Unione dell'Appennino. Corsia preferenziale per le manifestazioni con il bollino verde.

L'Unione dell'Appennino bolognese informa:


Appuntamenti culturali e sagre paesane, eventi sportivi e ricorrenze storiche, cerimonie religiose e concerti musicali: sono tante le manifestazioni che animano la vita dei comuni italiani. Tanto più importanti quanto più proposte in aree economicamente svantaggiate che da queste iniziative trovano occasione di rilancio.
L’Unione dell'Appennino bolognese ne riconosce il valore prospettando una importante novità per tutti coloro che se ne occupano nei comuni dell’ente: gli organizzatori di manifestazioni che otterranno l'attribuzione di un attestato contenente un 'bollino verde' di validità triennale, infatti, non dovranno presentare ulteriori domande di autorizzazione o SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per il ripetersi di manifestazioni per tutto il periodo di validità del bollino.
I requisiti per poter ottenere il bollino sono chiari: occorre disporre di strutture fisse e impiantistica a norma, essere dotati di una assicurazione di responsabilità civile verso terzi; se si usano strutture e impianti temporanei, bisogna aver prodotto la documentazione certificativa.
In queste circostanze l’associazione che ripete più volte negli anni eventi secondo lo stesso schema potrà fare riferimento alla documentazione già presente nell’archivio del SUAP o, per le nuove iniziative, limitarsi a presentare la documentazione una sola volta. Dopo aver firmato un apposito protocollo potrà ottenere il “Bollino verde”. A quel punto sarà sufficiente comunicare in anticipo all’Unione la data dell’evento o il calendario.
In questi primi anni di attività per l’Unione dell’Appennino bolognese, infatti, i tecnici dello Sportello per le attività produttive si sono resi conto che da un lato la complessità delle norme, dall’altro il fatto che spesso le associazioni sono composte da anziani, fanno sì che anche la presentazione di una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) possa rappresentare un ostacolo burocratico. Considerando poi che ripetere la stessa pratica e gli stessi documenti per eventi consolidati e ripetuti nel tempo non aggiunge nulla in termini di sicurezza, si è pensato di introdurre questa semplificazione. Che è anche e soprattutto un modo di premiare quegli organizzatori in linea con i requisiti richiesti.
Una volta attribuito il Bollino verde, sarà il SUAP dell’Unione a farsi carico di informare le Autorità preposte ai controlli (Polizie Municipali, Azienda Usl, Carabinieri), trasmettendo anche la relativa documentazione (istanza per ottenere il bollino, Protocollo, atto autorizzativo o riscontro) per facilitare l’eventuale attività di controllo. Il bollino verde potrà essere attribuito anche per un calendario di eventi con caratteristiche analoghe, organizzati dallo stesso soggetto alle medesime condizioni. Restano esclusi dal bollino verde i procedimenti per la concessione del suolo pubblico, lotterie, tombole, fuochi artificiali, spettacoli viaggianti, per i quali occorrerà continuare presentare di volta in volta le relative istanze o comunicazioni.
Il servizio è disponibile a partire dal dicembre 2016.



mercoledì 7 maggio 2014

Torrente Limentra. La forza della natura non ha aspettato i tempi della burocrazia.


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Riportiamo la denuncia di Vitaliano Violi che da tempo segue lo stato dei manufatti realizzati per regimentare le acque del torrente Limentra. Ha denunciato  preoccupato l’avvenuta ‘sifonatura’ del Limentra subito dopo il dissesto. Ora rileva amareggiato che la forza della natura è indifferente purtroppo ai tempi della burocrazia e denuncia altri pericoli all’orizzonte per le briglie di Mulino Rizzoni.

Scrive Violi:

La briglia sul torrente Limentra in località l’Odio (comune di Camugnano e Castel di Casio), che a fine marzo 2013 si era sifonata per cui il torrente vi passava sotto anziché sopra (foto in alto), non ha avuto la pazienza di aspettare la burocrazia per gli interventi urgenti già calendarizzati dalla Regione Emilia Romagna e recentemente è collassata (foto in basso). La Regione per i lavori di ripristino e ricostruzione aveva previsto una spesa di 560 mila euro, dubito che ora basteranno. Nelle foto la briglia appena sifonata nel 2013 e allo stato attuale. Anche le due briglie di mulino Rizzoni più a valle di questa, avrebbero bisogno di una modesta manutenzione, non abusiamo della loro pazienza.

L'elenco degli interventi finanziati dalla Regione.





 

venerdì 29 novembre 2013

MANFREDINI : “ORA CAMPAGNA NAZIONALE CONTRO TASSE E BUROCRAZIA”



DAGLI UFFICI di LEGA NORD  EMILIA ROMAGNA

Quasi 4.800 negozi e imprese di servizi chiusi nel 2013. Dopo l’allarme lanciato da Confesercenti, il capogruppo leghista Mauro Manfredini ( nella foto ) sollecita un ‘colpo di coda’ della Regione per ‘fermare l’escalation della crisi’, che continua a minare l’economia dell’Emilia Romagna. In particolare  chiede alla Regione di farsi promotrice, presso il Governo centrale, ‘di una campagna per il taglio di tasse e burocrazia e per liberare il credito’.
Manfredini, in un’interrogazione protocollata oggi, chiede  di ‘puntare sul suo ruolo-guida di Errani tra i presidenti di Regione per coinvolgere le istituzioni territoriali in una richiesta unanime a Roma per ottenere provvedimenti straordinari’. Obiettivo: ‘Fermare la morìa di imprese, trasversale a più settori’.
“I nostri centri storici e molti distretti, per non parlare delle periferie,  stanno chiudendo i battenti.” Sottolinea Manfredini. “ Errani non può rimanere impassibile di fronte all’epidemia che si è abbattuta sul mondo del commercio. Gli chiediamo un’energica reazione e di sollecitare, una buona volta, il Governo affinché intervenga in maniera strutturale su fisco e burocrazia".