ASL informa di due appuntamenti su giovani italiani e stranieri. Ospite
Miguel Benasayag, autore de L’epoca delle passioni tristi.
Un confronto
su salute e sessualità tra gli adolescenti italiani e di origine straniera, sia
di prima che di seconda generazione. E’ l’oggetto di Giovani Adolescenti
stranieri, progetto di intervento dello Spazio Giovani dell’Azienda USL di
Bologna, al centro del convegno Nuove Generazioni. Genere, sessualità e rischio
negli adolescenti di origine straniera, in programma lunedì 10 settembre presso
l’Auditorium Marco Biagi di Sala Borsa a Bologna.
Il convegno
sarà preceduto, il 9 settembre alle 18, presso la Cappella Farnese a
Palazzo d’Accursio, da un incontro con Miguel Benasayag, psicoanalista e
filosofo argentino da molti anni a Parigi. Interessato da sempre alla
condizione giovanile contemporanea, Benasayag propone una riflessione su
società e sistema educativo-familiare, chiedendosi come possano maturare gli
adulti di domani in un’epoca che vede nel futuro un tempo buio.
Il progetto,
finanziato della Regione Emilia-Romagna e svolto in collaborazione con i
Dipartimenti di Psicologia e Scienze dell’Educazione dell’Università di
Bologna, ha coinvolto circa un migliaio di adolescenti della provincia di
Bologna, dapprima in una indagine conoscitiva e, successivamente, in azioni di
promozione della salute e di formazione.
Giovani e
sessualità, qualche dato
Il dato di
partenza del progetto è il maggior numero di interruzioni volontarie di
gravidanza delle adolescenti straniere rispetto alle italiane, pari al 30% del
totale, per un segmento della popolazione di riferimento pari al 12%. I
risultati raccolti evidenziano disparità di comportamento e di informazione tra
giovani italiani e stranieri nella fascia di età 14-20 anni. Se il 55,8% degli
intervistati italiani si definisce sessualmente attivo, le percentuali scendono
per i ragazzi di origine straniera, con il 48,7% delle seconde generazioni e il
49% degli immigrati. Il 41% dei giovani di seconda generazione ha la prima
esperienza sessuale prima di aver compiuto 14 anni, contro il 31% dei migrati e
il 28% degli italiani.
Un dato che accomuna tutte le tre fasce di giovani, invece, riguarda gli
interlocutori privilegiati sugli argomenti legati alla sessualità. Il 47,6%
degli intervistati indica gli amici, seguiti dai ragazzi più grandi al 27,6% e
dai coetanei in generale al 22,4%. Se molti adolescenti italiani ritengono il
nucleo familiare un luogo in cui chiedere informazioni, la maggior parte dei
ragazzi stranieri trova difficile parlare di sessualità in famiglia e vorrebbe
ricevere informazioni certe su internet. Gli argomenti di maggior interesse
sono le malattie sessualmente trasmissibili (50%), l’amore e gli affetti (30%),
i contraccettivi, la gravidanza e l’aborto (28%). Tra i luoghi fisici in cui si
vorrebbero ricevere informazioni, la scuola, i servizi sanitari, i centri
sociali e le discoteche.
La peer
education
I dati ricavati dalla prima fase del progetto hanno evidenziato l’opportunità
di utilizzare strumenti di educazione tra pari (peer-to-peer), che facilitano e
incentivano la comunicazione tra coetanei per informare e promuovere
comportamenti e stili di vita sani. In questa direzione è stato sperimentato,
all’interno dello stesso progetto, un intervento di prevenzione attraverso un
corso di formazione professionale Oficina, dove è elevata la presenza di
adolescenti stranieri. Nel corso degli ultimi due anni scolastici è stato
formato, in stretta collaborazione con tutor e docenti, un gruppo di peer
educator e sono stati realizzati diversi strumenti multimediali, tra i quali un
video informativo, una cartolina per la prevenzione e un flash mob in occasione
della Giò art, festa delle scuole secondarie di Bologna.
Prima di questo intervento formativo solo il 44, 9% degli studenti conosceva i
servizi ai quali rivolgersi per approfondire i temi della sessualità, una
percentuale che è salita al 72% al termine dell’esperienza. Così come la
conoscenza dei contraccettivi, valutata su una scala da 0 a 3, è salita da 1,75
a 2,02.