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mercoledì 3 maggio 2017

A Ripoli, Workshop di progettazione e costruzione in legno: via libera alla capacità e alla ingegnosità tecnica giovanili.

CAMPOSAZ BORGO SERRUCCE
Sollecitazione di Marco.

Ingresso del borgo
La nuova edizione di Camposaz avrà luogo dal 26 maggio al 4 giugno prossimi nel Borgo Serrucce, a Ripoli di San Benedetto Val di Sambro, in un ambito territoriale dotato di grande valore paesaggistico.
 
Camposaz consiste in un workshop di progettazione ed auto-costruzione di oggetti architettonici pensati per interagire con il paesaggio.
È indirizzato a 10 giovani progettisti più 1 videomaker con diversa provenienza e professionalità, scelti dall'Associazione Camposaz con l’obiettivo di unire in un gruppo temporaneo i processi di progettazione e realizzazione pratica di un’opera.
 
Nel corso della settimana di Camposaz i partecipanti dovranno ideare e realizzare manufatti in legno, avvalendosi delle suggestioni tematiche fornite dagli enti organizzatori e sviluppando un approccio progettuale e realizzativo attento all’ambiente, pratico e in stretto rapporto con il contesto ospitante.

domenica 24 gennaio 2016

Il Maresciallo karateca si racconta.

Di Mario Becca

Come in tanti caso si comincia per caso. Io avevo sentito che un amico di andava in palestra a fare karate e voli provare anch’io.” Così a Francavilla Fontana (Brindisi) iniziò la sua avventura di karateca, che si fermerà a circa 20 anni per essere ripresa a distanza di circa 15 a Castiglione dei Pepoli con l’incontro di un istruttore dello Sport Village di Bologna che ha come presidente e d.t. il M.o Carlo Maurizzi.
Dopo un allenamento di prova a S.Bendetto Val di Sambro con oltre 80 partecipanti ho proseguito e sono entrato nel gruppo dei Master andando a vari stage. Mi stavo accorgendo che con grande entusiasmo e rinnovata carica stavo facendo quello che avrei voluto e dovuto fare a 20 e non c’ero riuscito.
Denotando qualità tecniche e fisiche è arrivata la convocazione agli Europei di Nizza.
Ricordo quando gli consegnai la tuta della Nazionale di cusi sono D.T. Era molto emozionato, la prese in braccio denotando una commozione che mi sorprese.”
E poi vennero le gare. Molto dure, molto difficili, perché nei Master troviamo tutti atleti ex agonisti e quindi con esperienza e tecnica raffinata.
A Nizza i miei giovani allievi non c’erano, ma sentivo nelle orecchie e nella testa i loro caldi incitamenti. Rivedevo mentalmente quel video che avevano fatto proprio per me. Sentivo che non avevo alternative: dovevo vincere per me ma soprattutto per non deludere loro. E mi sono impegnato al massimo sotto l’aspetto psicofisico ed è arrivato il grande risultato, il primo gradino sul podio, la medaglia d’oro e la cerimonia di premiazione avvolto nel tricolore: Sono emozioni che non si dimenticano, lasciano un segno indelebile che porterò sempre con me.”
Grandi festeggiamenti al ritorno sia a Castiglione che a S.Bendetto ed anche a Bologna allo Sport Village dal M.o Maurizzi. “A lui e all’Arma debbo molto, mi hanno affiancato, guidatoe e quindi permesso di arrivare a questo prestigioso traguardo.”
La categoria Master è relativamente nuova ed è stata riconosciuta e ufficializzate di recente dalla federazione perché hanno capito che in un certo senso è sopra a tutte le altre perché racchiude i veri appassionati, quelli che hanno il karate nello spirito. L’hanno praticato a livello agonistico e poi dovuto abbandonare per motivi di lavoro o famiglia e l’hanno ripreso con intatta anzi superiore carica e convincimento. Pertanto vanno apprezzati e giudicati tra i migliori.


Maresciallo karateca” questa fu la definizione apparsa sui quotidiani che davano il resoconto della sua vittoria europea. “Trovo che mi definisca molto bene. Esclusa la famiglia, racchiude le due passioni della mia vita .”

Ora il Maresciallo Capo si trova ad un bivio: continuare l’attività agonistica o accontentarsi di fare l’istruttore ?
Farò una riflessione, ma dentro di me ho già deciso: per fare le gare dovrei tenermi allenato, dedicare molto ore in palestra a me stesso ed invece tengo troppo ai miei allievi (ndr) , non li posso abbandonare e i traguardi che loro raggiungeranno saranno i miei. Li vivrò e sentirò come se li avessi conquistati io. E quindi mi dedicherò completamente all’Associazione “Arti e Lealtà” che ho fondato a S. Benedetto V. di S. Mi dà grandi soddisfazioni. Debbo rispondere Alla fiducia che hanno risposto in me i 40 allievi e i loro genitori. Siamo seguiti con attenzione dal Comune che si è sempre dimostrato disponibile e pronto a rispondere alle nostre necessità. E il mio prossimo obiettivo sarà proprio aprire con la collaborazione di tutti, dal Sindaco ai genitori dei ragazzi, una nuova e più accogliente sede.”
Col M.° .Maurizzi spostiamo il discorso sul territorio che c’interessa da vicino, ovvero l’Appennino. “Mi dispiace affermarlo ma non offre grandi risorse per la nostra disciplina. La stragrande maggioranza dei ragazzi si dedica al calcio. Se avessimo istruittori in loco potremmo aprire dei corsi e in quel caso sono sicuro che si iscriverebbero, come abbiamo già visto, molte donne. L’Associazione che ha fondato il Maresciallo è nata anche grazie all’appello di Lamberto Vacchi, figura nota a tutti gli sportivi bolognesi per il suo passato nella FIDAL e nel CONI, che ci ha richiesto appunto di fare qualcosa che possa interessare i residenti a Pian del Voglio, Castiglione, S.Benedetto e Vernio.
Ora stiamo lavorando in collaborazione con l’Esercito, Con l’Arma dei Carabinieri , con la Guardia di Finanza e con le Scuola. Sappiamo tutti quale sia la situazione attuale a livello sociale, non c’è più educazione, né rispetto del prossimo. E’ in gioco il futuro cittadino. E noi insegniamo valori che vanno al di là del fatto puramente sportivo. Ad esempio quando un atleta sale sul tatami (ndr il tappeto su cui si svolge l’allenamento o la gara) deve salutare chi l’ha preceduto e l’avversario, questo già insegna e obbliga a riflettere su tante cose.”
Alla serata hanno partecipato anche Villiam Vitali e Massimo Piacentini e grazie al loro intervento è nata la promessa da parte del M.° Maurizzi di venire a fare con i suoi allievi un’esibizione di karate al PalaBiagi nella prossima estate


giovedì 6 novembre 2014

Ripoli 'rivuole un futuro'.



Roberto Canapi ha inviato:

“Ripoli rivogliamo un futuro”. Questo è il nome del profilo pubblico di Facebook  che ora nasce per chiedere l’aiuto di tanti “amici” nel far conoscere e per far vincere l’obiettivo di ridare valore, futuro e sorriso al territorio di Ripoli e ai suoi abitanti, dopo gli effetti del passaggio della Variante di Valico. Perché se crediamo, come lo crediamo,  che l’Italia abbia bisogno di moderne infrastrutture, crediamo anche che le grandi opere non debbano lasciarsi dietro ferite profonde. Ripoli non può essere solo la storia delle case lesionate, delle famiglie “delocalizzate”, dei valori immobiliari azzerati dalla zona diventata “rossa”, ossia in frana. Noi vogliamo che Ripoli racconti la storia di un paese dove la festa per il completamento delle gallerie della Variante di Valico coincida con l’attivazione di un piano di tutela e di investimenti che offra al paese prospettive di rinascita sociale ed economica e di sereno futuro.
Per realizzare questo obiettivo Ripoli ha bisogno dell’impegno delle Istituzioni, locali e nazionali, ed anche di tanti “MI PIACE” sul profilo di FB. Non lasciateci soli!! 
Comitato Autosole - Rif. Rif. Alessandro Bonafede e Dino Ricci – via S. Cristina 18, 40048 San Benedetto Val di Sambro - e-mail comitato.autosole@virgilio.it - profilo Facebook "Ripoli rivogliamo un futuro"

lunedì 16 dicembre 2013

I semestri di esistenza del 'Savena Setta Sambro' sono 45.



Il semestrale ‘Savena Setta Sambro’ ha fatto ‘45’ e la rivista, che raccoglie i frutti di una ricerca meticolosa di tutto ciò che rappresenta la tradizione, la storia, le ricchezze ambientali di questa nostra parte dell’Appennino, è più viva che mai e lo hanno dimostrato i redattori e i collaboratori riuniti all’incontro conviviale per la presentazione dell’ultimo numero. L’entusiasmo, la voglia di proseguire a fornire testimonianze e documentazioni e soprattutto l’aggiungersi di nuove leve che si sono unite alla schiera del gruppo storico ne garantiscono  la sopravvivenza e fanno prevedere un futuro sempre  attivo. “L’ultimo nato a me sembra sempre il più bello, “ ha detto il direttore della rivista Daniele Ravaglia. “Questo numero 45 è effettivamente molto bello: contiene tanti pezzi veramente interessanti. Tante ricerche originali e di forte valenza documentale e debbo ringraziare di questo gli autori e il comitato di redazione che ha scelto tra tante proposte, tutte molto valide, quelle da inserire nella rivista. Un grande lavoro”, ha ricordato, “ è quello svolto da Adriano Simoncini, il condirettore, e da Michelangelo Abatantuono  che cura l’impaginazione ”. Oltre alla rivista, il gruppo di studi ha prodotto quest’anno altri importanti ‘frutti’: uno fra tutti la pubblicazione della guida ‘Il Mondo Attorno a Noi’ di Fusini, Vivarelli, Galli , attivi naturalisti pianoresi, che è il diario di un trentennale cammino pressoché quotidiano lungo itinerari ‘verdi’ che seguono il tempo ciclico della natura da una stagione all’altra. E’ tanto avvincente e interessante, ha detto il direttore Ravaglia, che è andato letteralmente a ruba e attualmente è esaurito. Bisognerà pensare a una ristampa, ha suggerito qualcuno.

Autoritratto di Lea Colliva
L’incontro di consuntivo, cui hanno partecipato amministratori di tutti i comuni compresi nel territorio di interesse della rivista, è stato anche l’occasione di consegnare i premi che ogni anno vengono assegnati a studenti universitari  autori di tesi su vari argomenti relativi alle valli de Savena, del Setta e del Sambro.

Quest’anno il primo premio, consistente in una borsa di studio, è andato alla neo-dottoressa Bacci, recentemente laureatasi in farmacia con tesi sull’uso terapeutico delle piante officinali presenti in Appennino e tradizionalmente usate dai nostri antenati per la cura di svariate patologie.

 Al termine è stato consegnato a tutti, da parte dell’assessore alla cultura del Comune di Monzuno Ermanno Pavesi, il bellissimo volume di disegni di Lea Colliva, artista monzunese di fama internazionale.   
Daniele Ravaglia presenta il semestrale.



Ermanno Pavesi riceve il riconoscimentodel Gruppo di Studi

Dottori premiati e amministratori pubblici


la dottoressa Bacci e il direttore Ravaglia


Foto di Giancarlo Fabbri 

giovedì 17 ottobre 2013

A 'spasso' lungo la 'Flaminia militare'.



Claudio Corticelli informa: 

Nell'ambito di TARTUFESTA che si tiene a  San Benedetto val di Sambro,  in programma DOMENICA  PROSSIMA 20 OTTOBRE, nella stessa giornata, le GUIDE VOLONTARIE di LEGAMBIENTE ed il Circolo SettaSamoggiaReno organizzano una visita ai siti archeologici di Monte Bastione (basolato romano) e di Piana degli Ossi (antiche fornaci di calce), L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di S. Benedetto val di Sambro .

IL RITROVO è fissato alle  9, con  formale iscrizione nei pressi dell'incrocio della frazione di Pian di Balestra in Comune  di San Benedetto val di Sambro (raggiungibile in auto da Castel dell'Alpi, Madonna dei Fornelli e Pian del Voglio).
IL RIENTRO è previsto per le  12. Il percorso, tra andata e ritorno, è di circa 6 Km Ai  partecipanti verrà consegnato l'opuscolo informativo ‘ La strada romana Flaminia Militare del 187 a.C.’.
Si consiglia di indossare abbigliamento e calzature adeguate alle condizioni climatiche ed all'altitudine (1200 mt. s.l.m.) e di portare borraccia con bevande, panini e frutta.  
Per informazioni cell. 348 5618663 (Claudio Corticelli) oppure / e-mail claudio.corticelli@tin.it
 

lunedì 22 luglio 2013

Frana di Ripoli. Defranceschi ironizza: 'aveva ragione Tozzi, non è una frana, è il terreno che si muove'.




Variante di Valico.
Andrea Defranceschi, capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle, scrive:

 “Aspetto di leggere le motivazioni della disposizione di archiviazione, perché certo qualcosa manca all’appello, ovvero: le responsabilità. Un paese frana sotto la costruzione di un’infrastruttura che gli sventra la montagna sotto i piedi e,  senza aver compiuto studi specifici o indagini geologiche, la procura archivia il caso? Perché?
Nella relazione del 27 febbraio 2013 gli stessi tecnici scelti dalla procura, l’Ing. Paolo Berry, il Prof. Dott. Luciano Blois e il Prof. Ing. Daniela Boldin, confermavano, non solo quanto andiamo affermando da anni, ovvero che i rischi legati allo scavo sono stati ampiamente ignorati e sottovalutati in sede di progetto sia definitivo che esecutivo, ma anche che questi studi avrebbero consentito l’accertamento di un nesso fra gli scavi e la frana.
Stando a quanto dissero: i dati cartografici non sono omogenei e si basano su pochi elementi misurati strumentalmente; la relazione fra scavi e aumento della velocità delle frane è evidente; le modifiche al progetto sono state classificate sotto la ‘sorpresa geologica’ e la recente attività (2010-2011-2012) di segnalazioni, monitoraggio e interventi ‘sembrano concorrere alla stabilizzazione dei movimenti’.
Pochi dati, ma granitici: ci sono degli scavi, c’è una frana, e degli studi che l’avrebbero prevista ed evitata che non sono stati fatti.
Superficialità, noncuranza, irresponsabilità, e la colpa non sarebbe di nessuno? Disastro colposo e frana dunque non sussistono?
Superficialità, noncuranza, irresponsabilità: archiviate.
Evidentemente aveva ragione Gennarino Tozzi, dg di Autostrade, quando disse che “Non è una frana, è il terreno che si muove”. Parafrasandolo: “non è colpa di Autostrade, è il paese che si agita”.
Quindi, ora che ci penso, se le responsabilità non ci sono, la frana nemmeno: perché non chiedere agli abitanti di Ripoli i danni per procurato allarme?”