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mercoledì 25 marzo 2026

Allerta arancione per vento sulla costa dell’Emilia-Romagna: mare agitato e piogge intense


 


Allerta meteo in Emilia-Romagna per la giornata di giovedì 26 marzo, con particolare attenzione al settore costiero, dove è stata diramata un’allerta arancione per vento. Sono previste condizioni di maltempo diffuse, con piogge e raffiche intense.

Secondo le previsioni, precipitazioni interesseranno soprattutto il settore centro-orientale della regione, anche sotto forma di rovesci temporaleschi. I fenomeni saranno più intensi lungo la costa e sui rilievi della Romagna.

Attese anche nevicate a partire dai 600-700 metri di quota, con accumuli stimati tra i 15 e i 30 centimetri sui rilievi romagnoli.

Per quanto riguarda i venti, sulla riviera soffieranno correnti prevalentemente settentrionali, con raffiche di burrasca forte da nord-est fino a 75-88 km/h. Sui rilievi emiliani e nelle pianure orientali sono invece previste burrasche moderate, con venti nord-occidentali tra 62 e 74 km/h.

Il peggioramento sarà accompagnato da un rapido aumento del moto ondoso: mare agitato al largo e molto mosso sotto costa.

lunedì 2 febbraio 2026

Maltempo in arrivo sull’Emilia-Romagna: piogge intense, vento forte e rischio idrogeologico

 



La Regione informa: 


Per la giornata di martedì 3 febbraio sono previste precipitazioni intense, localmente anche a carattere di rovescio, con maggiore probabilità lungo il crinale dell’Appennino centro-occidentale.

Le piogge potranno determinare rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici, con possibili superamenti della soglia 1 nei corsi d’acqua del settore emiliano centro-occidentale e nel territorio bolognese, in particolare lungo l’asta principale del fiume Reno. Non si escludono, inoltre, localizzati e repentini superamenti della soglia 2 nei tratti montani dei corsi d’acqua del settore emiliano centrale.

Nelle aree montane potrebbero verificarsi fenomeni franosi localizzati, ruscellamenti sui versanti e innalzamenti dei livelli idrometrici del reticolo idrografico minore.

Sono previsti anche venti di burrasca moderata da sud-ovest, con velocità comprese tra 62 e 74 km/h, e rinforzi o raffiche di intensità superiore lungo il crinale dell’intero Appennino. Sui rilievi occidentali non si escludono, infine, locali episodi di pioggia che gela al suolo, con possibili criticità per la viabilità. 

sabato 22 novembre 2025

Bologna — Una notte gelida e un lunedì all’insegna delle piogge intense.



Secondo le previsioni diffuse dall’ARPAE Emilia‑Romagna per la regione, nella notte tra domenica e lunedì si registrerà una sensibile diminuzione delle temperature: nelle pianure interne si prevedono valori intorno agli 0 °C o leggermente negativi, con gelate possibili in campagna aperta, mentre sulle zone collinari/appenniniche sono attesi valori fino a -2 °C

Già dalle prime ore di lunedì è atteso un peggioramento del tempo: il cielo si presenterà molto nuvoloso o coperto e le precipitazioni interesseranno in modo particolare i rilievi, dove potranno risultare più diffuse e consistenti.

Per la città di Bologna e dintorni, i modelli meteo confermano il calo notturno delle temperature e segnalano un allerta per ghiaccio e neve/ghiaccio valido sull’intera regione.




Cosa fare per prepararsi:

  • Ridurre le attività all’aperto nella notte e nelle prime ore del mattino: tappare eventuali impianti idrici esposti al gelo.
  • Prestare attenzione alle strade, in particolare nelle zone collinari, dove il ghiaccio può formarsi facilmente.
  • Per lunedì: avere con sé un ombrello e prevedere tempi di spostamento maggiori, soprattutto se si salirà verso gli Appennini o zone di rilievo.
  • Se ci si sposta in auto, controllare pneumatici e dotazioni invernali e tenersi aggiornati su eventuali allerte meteo ufficiali.

sabato 24 settembre 2022

Piogge intense e rischio frane, allerta arancione in Emilia-Romagna

Possibile criticità idrogeologica nelle zone d'Appennino

In vista di precipitazioni intense con annesso rischio frane, in Emilia-Romagna è scattata l'allerta arancione per il maltempo fino a mezzanotte.

Secondo il bollettino dell'Agenzia regionale per l'ambiente e della Protezione civile l'avviso riguarda possibile criticità idrogeologica per le zone d'Appennino nelle province di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna, Bologna, Ferrara, Parma, Reggio Emilia e Modena.

Nel resto del territorio l'allerta è gialla. In particolare nella sera-notte tra la giornata di sabato 24 e domenica 25 settembre sono previste precipitazioni intense, anche a carattere di rovescio temporalesco, sul settore collinare e montano centro-orientale che possono generare diffusi ruscellamenti lungo i versanti, innalzamenti dei livelli idrometrici nei corsi d'acqua e localizzati fenomeni franosi. Le precipitazioni dovrebbero esaurirsi nelle prime ore di domenica. (ANSA)

giovedì 24 agosto 2017

Una ricerca svela: le piogge intense arriveranno sempre più tardi

Un team europeo a cui hanno partecipato anche ricercatori di Ingegneria dell'Alma Mater, ha trovato collegamenti tra riscaldamento globale e regimi alluvionali europei.


Il riscaldamento globale ha modificato il regime stagionale delle alluvioni in Europa. Il risultato arriva dal lavoro di un team internazionale coordinato da Günter Blöschl della Technische Universität di Vienna, a cui hanno partecipato anche due docenti del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna: Attilio Castellarin e Alberto Montanari. Lo studio – da poco pubblicato su Science – è il primo a mostrare come il cambiamento climatico abbia un reale impatto sul regime degli eventi alluvionali di alcune ampie regioni europee.
Il team di ricerca ha analizzato i dati raccolti nel corso di più di cinquant’anni da oltre 4.000 stazioni di monitoraggio attive in 38 paesi europei. Per arrivare a questo risultato, i ricercatori hanno scelto di non concentrarsi sull'intensità delle singole alluvioni ma di analizzare invece il regime stagionale dei fenomeni di piena.
I risultati. Nell'area mediterranea, ad esempio, le alluvioni si verificano di norma più spesso tra l’autunno e l’inverno, quando l'evaporazione dell’acqua dal terreno e la traspirazione attraverso le piante sono basse, mentre le precipitazioni sono più significative.
In particolare nell'area adriatica, il riscaldamento del Mediterraneo ha fatto slittare in avanti di un mese – alla fine dell'autunno – il periodo di massima allerta per le inondazioni. a causa dello scioglimento sempre più anticipato delle nevi, nell'area nord-orientale del continente, le inondazioni tendono a verificarsi con un mese di anticipo – all'inizio della primavera – rispetto a quanto accadeva negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso.
La ricerca ha coinvolto anche l’area nord-orientale del continente, dove è risultato che le alluvioni tendono a verificarsi un mese prima rispetto agli anni '60 e '70 del secolo scorso, con ogni probabilità perché, a causa del riscaldamento globale, lo scioglimento delle nevi è sempre più anticipato.
Tornando all’Europa meridionale, invece, gli eventi alluvionali si verificano più tardi che in passato, e la causa in questo caso è legata alle conseguenze del riscaldamento del Mediterraneo.
Si tratta di un risultato estremamente interessante – spiegano i due ricercatori Unibo Alberto Montanari e Attilio Castellarin – che indica la strada per comprendere meglio l’impatto di cambiamenti recenti sulla sicurezza del territorio. L’Italia, in questo senso, è un esempio notevole, perché sul suo territorio ci sono bacini idrografici caratterizzati da condizioni climatiche molto diversificate. Questi risultati possono rivelarsi quindi molto utili per affinare la progettazione di strategie di adattamento al cambiamento climatico per il nostro Paese”.


Da Bologna Today