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| Dante Franchi |
Il
grido d’allarme preoccupato di Dante Franchi:
Sono trascorsi circa ventitré anni da quando, con la
Legge Regionale n. 19 del 27 maggio 1989, la Regione Emilia
Romagna istituiva il Parco Storico di Monte Sole.
Questa legge Regionale, destinata a produrre rilevanti trasformazioni e
ricadute sul nostro territorio negli anni successivi, recitava all’art. 1:

“Con la presente legge è istituito il Parco
Storico di Monte Sole. Il perimetro del Parco ricade nell’ambito territoriale
dei Comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno ed è individuato nella
cartografia allegata alla presente legge.
Alla sua determinazione definitiva e alla zonizzazione si procederà in sede di
approvazione del Piano Territoriale del Parco, ricomprendendo comunque tutti i
territori interessati dagli avvenimenti storici di cui si vuol mantenere viva
la memoria”.
A questo risultato, fortemente voluto dalle Istituzioni locali, si giunse dopo
un intenso e lunghissimo dibattito che
animò le Comunità dei territori interessati, coinvolgendo l’intero tessuto
sociale nelle molteplici articolazioni sociali, culturali, economiche e
politiche in cui esso si organizzava e si esprimeva.
Personalmente ritengo che questo presupposto non dovrebbe mai “passare
di moda” e dovrebbe rappresentare la bussola che orienta quanti sono
chiamati a ruoli pubblici a cominciare dalle Istituzioni elettive.
Succede invece, e rammarica non poco, che un anno fa circa, la stessa Regione
Emilia Romagna assuma la sua pur legittima iniziativa di produrre una legge sul
sistema Regionale dei Parchi, “scordandosi”
però del tutto che si tratta di territori che non stanno sulla luna. Che si
tratta di scelte destinate a generare ricadute di ogni tipo su tante Comunità e
che pertanto non ci si dovrebbe limitare all’espletamento delle mere procedure
burocratico/amministrative.
Il 23 dicembre 2011 infatti il Consiglio Regionale ha
approvato e licenziato la legge n. 24 avente per titolo "Riorganizzazione
del sistema regionale delle aree protette e dei siti della rete natura 2000 e
istituzione del Parco dello Stirone e del Piacenziano".
Con questa nuova legge la Regione Emilia Romagna concentra in quattro macro
aree: l'Emilia occidentale, che comprende le province di Piacenza, Parma,
Reggio Emilia e la Riserva del Secchia nel modenese, di fatto comprendendo
tutti i parchi fluviali della regione; l'Emilia centrale, che raggruppa i
territori di Bologna e Modena; il Delta del Po, che riguarda Ferrara, Ravenna e
una parte del bolognese; la Romagna,tutti i Parchi a prescindere dalle
rispettive e originali vocazioni ambientali, naturalistiche e persino Storiche,
come nel caso del Parco di Monte Sole.
Trova le differenze!
Questo potrebbe essere il titolo che distingue questo percorso da quello che
portò alla istituzione del Parco Storico di Monte Sole, attingendo ad una famosa serie di esercizi
proposti dalla Settimana Enigmistica.
Ancor prima di entrare nel merito dei contenuti e della condivisibilità o meno
di questa nuova legge perciò, io mi chiedo e chiedo a questi legislatori quali
sono le ragioni che hanno consigliato ad una Istituzione come la Regione Emilia
Romagna di stravolgere leggi scaturite dal coinvolgimento e da proposte
discusse e dibattute da Comunità intere per oltre un decennio, in assenza di un
benché minimo coinvolgimento delle medesime Comunità.
Il Parco Storico di Monte Sole cosi come lo abbiamo conosciuto e voluto
di fatto già oggi non esiste più.
Per diversi mesi ed all’insaputa dei più è stato retto da un Commissario
liquidatore. Oggi ha iniziato a disfarsi concretamente anche delle risorse
umane che vi hanno fin qui operato, il tutto questo in assenza non solo di un
coinvolgimento seppur minimo, ma persino della semplice informazione verso le
Comunità interessate.
Non mi pare sinceramente che una modalità operativa
che taglia fuori da questo percorso ogni possibilità di coinvolgimento ed ogni
contributo che possa derivare dai tanti che hanno a cuore questo territorio per
quello che è e per quello che rappresenta,
possa rappresentare il viatico più virtuoso per giungere a quel “Sistema
Monte Sole” di cui in ristrettissime sedi Istituzionali qualcuno ha fatto
cenno.
Di tutto c’è bisogno, in particolare in una fase
sociale e politica che obbliga a scelte fondamentali per il futuro delle Genti
e dei territori, fuorché di mettere le Comunità di fronte a fatti compiuti.
Una brutta pagina questa a mio avviso che, almeno nella forma, per ciò che fino
a qui si è visto, stride fortemente con le enunciate volontà partecipative
sbandierate e legiferate dalla Regione Emilia Romagna anche in questo stesso
mandato.
Io vorrei capire meglio.
Sento che questo è anche ciò che chiede tanta gente
attenta a questi aspetti, alla specificità ed alla indiscutibile attualità
delle ragioni e degli obiettivi che portarono alla istituzione del Parco
Storico di Monte Sole. E’ questa la ragione che mi induce a porre qui
pubblicamente questa domanda.
Quale
sarà il futuro del Parco Storico di Monte Sole? Domandare
è lecito e rispondere è cortesia, mi è sempre stato detto.........