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domenica 13 settembre 2026

Lupo davanti a casa, uccide due gattini e li trascina nel bosco: paura a Malfolle

La drammatica esperienza di una signora nella frazione collinare di Marzabotto: l'animale si è avvicinato alla porta dell'abitazione e ha aggredito i due micini  sotto gli occhi della proprietaria.

Immagine panoramica ripresa da Malfolle 


Un incontro ravvicinato con un lupo che difficilmente potrà dimenticare. È quello vissuto da una signora residente a Malfolle, frazione collinare di Marzabotto, che si è trovata ad assistere, a pochi metri dalla porta di casa, all'uccisione dei suoi due gatti.

La donna era tranquillamente seduta sulla soglia dell'abitazione, in compagnia dei due giovani gattini, quando è comparso il lupo. L'animale si è avvicinato con apparente naturalezza e, in pochi istanti, ha afferrato il primo gatto, uccidendolo. Subito dopo ha rivolto la sua attenzione al secondo, riservandogli la stessa sorte.

Dopo aver catturato le due prede, il lupo le ha trascinate nella vicina boscaglia, dove ha consumato il pasto.

La signora, comprensibilmente terrorizzata, è rimasta immobile sulla sedia, incapace di intervenire e paralizzata dalla paura. Ha seguito impotente ogni fase della scena, mentre l'animale portava via i suoi due gattini. Una situazione talmente surreale e drammatica da farle temere persino che, una volta terminato il pasto, il lupo potesse rivolgere la propria attenzione verso di lei.

Quando l'animale si è finalmente allontanato, la donna è rimasta ancora per circa un quarto d'ora seduta, sotto shock. Non riusciva ad alzarsi, a rientrare in casa e nemmeno a parlare, tanto era stata forte la paura provocata da quell'esperienza.

L'episodio riaccende inevitabilmente l'attenzione sulla presenza dei lupi nelle zone collinari e appenniniche. È noto che il lupo non considera l'uomo una preda e tende a evitare il contatto con le persone. Ma trovarsi a pochi metri da un esemplare selvatico mentre questo cattura e uccide due animali domestici è un'esperienza che può lasciare un segno profondo.

Resta, inevitabilmente, una domanda. Se la donna fosse stata sola, senza i due gatti, e se l'animale fosse stato particolarmente affamato, come si sarebbe comportato?

Naturalmente continuiamo a ritenere fondata l'indicazione secondo cui il lupo non attacca l'uomo. Ma dopo un incontro del genere è difficile non pensare che, probabilmente, siano in pochi ad avere la curiosità — o, per dirla con un pizzico di ironia, la «sfregola» — di verificarlo personalmente.

sabato 20 luglio 2019

Marzabotto commemora l'eccidio di Malfolle

Riceviamo



domenica 27 luglio 2014

Marzabotto: Via Boschi aspetta l'acquedotto.



Morris Battistini

I consiglieri di ‘Uniti per Cambiare Marzabotto’ hanno inviato copia dell’interrogazione da loro presentata  sull'acquedotto  di Via Boschi a  Pioppe di Salvaro,  con la quale chiedono i tempi per avviare l’intervento risolutivo dell’annoso problema e dare agli abitanti di via Boschi l’importante servizio.

I consiglieri Morris Battistini e   Maria Francesca Carbonaro nella interrogazione ricordano che già nel  giugno 2004  si costituì  il consorzio ‘Boschi-Malfolle’  il cui compito era quello di avviare la costruzione di un acquedotto che garantisse  una adeguata  fornitura di acqua potabile. Ricordano inoltre che il programma amministrativo della maggioranza indicava quella dell’acquedotto di Malfolle  come una priorità annoverandola fra le necessità inderogabili.

Francesca Carbonaro
 “Lo stato dell’arte è tutt’oggi grande incognita”, precisano i consiglieri . “Come pure non è precisata l’eventualità che il completamento dell’acquedotto di Malfolle coincida con la realizzazione di quello di Via Boschi. Di certo c’è che nulla ancora è stato fatto”. I consiglieri aggiungono poi che, qualora  il  completamento dell’acquedotto di Malfolle sia un intervento  autonomo rispetto a quello di Via Boschi, prende sostanza il timore che quest’ultimo resti  escluso dal programma del Comune e non veda la ‘luce’.





Romano Franchi
Il sindaco Romano Franchi, in via Boschi sabato scorso per la commemorazione del primo eccidio tedesco a Marzabotto, ha tranquillizzato i residenti circa l’intenzione di dotare l’intera area del servizio dell’acquedotto. “Il tema è all’attenzione dell’amministrazione comunale che intende mantenere con determinazione gli impegni presi. I ritardi sono dovuti ai lunghi tempi che richiedono le procedure di approvazione e delle relative concessioni. Appena l’iter burocratico si sarà concluso si passerà dalle intenzioni ai fatti,” ha detto il primo cittadino.  

Un sabato all'insegna del ricordo.



Come annunciato, le campane di Sperticano, che per mano di don Fornasini annunciarono alla valle del Reno la sfiducia a Mussolini del Gran Consiglio del Fascismo il 25 luglio del 1943, hanno di nuovo  lanciato i loro rintocchi per ricordare nella stessa data il 71esimo anniversario di quell’avvenimento. Gian Paolo Frabboni, organizzatore dell’iniziativa,  ha voluto che ognuno dei presenti azionasse la campana aiutando gli aspiranti campanari a trovare la giusta cadenza al tiro della corda. 
Don Aldemo mostra la tomba di don Fornasini
Qualche inevitabile stonatura  che certamente don Fornasini, sepolto nella sua chiesa di Sperticano, avrà scusato e forse ascoltato divertito.


Il giorno dopo sabato 26 luglio, al podere Faggiolo di Malfolle, è stata invece celebrata la prima strage tedesca a Marzabotto, avvenuta il 23 luglio del 1944. Il sindaco Romano Franchi, dopo aver sottolineato, perché non vengano dimenticati, i tristi avvenimenti che ‘marchiarono in modo tanto crudele’ la vita della comunità di Marzabotto, è entrato nei problemi di attualità di cui Marzabotto, anche per l’impegno che la storia gli ha affidato, non può non guardare con preoccupazione. 
Il discorso di Franchi
E questi fatti sono quelli della Palestina in cui sono ancora, come nel lontano 1943 a Marzabotto,  le armi a dialogare e non gli uomini. Il sindaco ha auspicato una larga mobilitazione prima che l’indifferenza porti all’irreparabile.  E poi ha ricordato il dramma dell’immigrazione.  “Molti comuni credono di risolvere il problema con una delibera che annuncia la volontà di non accogliere profughi,” ha detto Franchi. “ Ciò è facile, ma lascia aperto un problema che è di tutti e che chiede un impegno generale, in primo luogo delle istituzioni”. 

Nella stessa giornata a Lagune di Sasso Marconi è stato invece ringraziato per la sua benevolenza san Padre Pio con una funzione religiosa e con una ricca parentesi conviviale. Anche questa è ormai una ricorrenza di cui  la Famiglia Bendini  si fa carico perché fu beneficiata dal santo e che in tanti apprezzano per la valenza religiosa e comunitaria. Nonostante la pioggia erano in tantissimi i devoti del santo che, che quasi a voler aiutare i Bendini, ha dato  una parentesi di quasi sereno proprio nel breve periodo della Messa e della cena all’aperto. Certamente un segno di apprezzamento per l’incontro organizzato nel suo nome.   

martedì 9 luglio 2013

Malfolle piange la perdita di Gino Vitali.



E’ deceduto nel suo campo, poco prima delle 8 di ieri 8 luglio, l’ottantaduenne Gino Vitali di Malfolle a Marzabotto, da tutti conosciuto come il ‘contadino della chiesa’, perché aveva in uso da sempre un fondo del beneficio parrocchiale che poi ha acquistato. Come un ‘soldato dell’ambiente’ ha servito fino all’ultimo il fondo di Malfolle, coltivandolo con cura e misura,  fedele alla missione ambientale che il destino gli aveva assegnato.  Accudiva il terreno con l’arte del contadino di un tempo, più attento alla salute del suo fondo che alla resa di ‘quintali’ del suo raccolto. E’ morto mentre si apprestava a raccogliere, come sempre in compagnia del suo trattore, le pesche del frutteto. Era giunto sul campo,  aveva fermato il trattore e si era incamminato per raggiungere la pianta da raccogliere. Qualcosa però non è andato per il verso giusto poiché il trattore si è mosso e un cingolo lo ha colpito . L’urto lo ha gettato a terra e nel cadere Gino ha battuto il capo ed è morto sul colpo. All’arrivo dei soccorritori, anche se rapido, tutto si era compiuto. Gino era già salito a coltivare campi altrettanto attraenti, come quelli di Malfolle, dove si troverà altrettanto bene. Anche lassù la resa per ettaro non è un problema, neppure un dato.

La scomparsa di Gino ha lasciato sgomenta la comunità di Malfolle e non solo. 

Fra questi il sindaco di Marzabotto Romano Franchi, originario di Malfolle che lo ha quindi conosciuto molto bene. Parlando di lui ha spiegato affettuosamente e con ammirazione del suo confrazionario. “I contadini non vanno mai in pensione,” ha detto per motivare la ragione della sua attività sul campo. “Sono le persone come Gino, e magari  ce ne fossero, che tengono  la zona in buone condizioni a volte a fronte di un compenso minimo: pochi quintali di grano, un po’ di frutta e verdura, alcuni animali e tantissima vera genuinità. In molti si stanno accorgendo che è questo il vero valore della vita e ritornano. Gino è un esempio per tanti che ancora non lo sanno. Lascia la moglie e due figlie, una ancora a Malfolle con il marito e l’altra trasferita con la sua nuova famiglia. Sono convinto e spero che la figlia che risiede a Malfolle vi rimanga e segua l’esempio del padre”.
Ora Gino è stato portato alla Medicina legale per i controlli di rito.

lunedì 15 ottobre 2012

Marzabotto: l’invito di GASBotto.





Di Maren von Appen

Dall'inizio dell'anno con il Gruppo d'Acquisto Solidale di Marzabotto (GASBotto) andiamo a trovare ogni mese uno dei nostri produttori-fornitori, per conoscerlo, assaggiare i prodotti, rafforzare il rapporto produttore-consumatore (o, come dice Slow Food, ‘co-produttore’), vedere come lavora e conoscere i  suoi problemi. Il ciclo per quest'anno è quasi finito, l'ultima visita la faremo il 21 ottobre dall'agriturismo Ca' di Malfolle che ci fornisce frutta e verdura.

Come sempre ci sarà la possibilità di partecipare ad una camminata nei dintorni dell'azienda e  la visita si concluderà con un piccolo pranzo-degustazione.

Per informazioni tel.  051 931465