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giovedì 17 settembre 2026

Marzabotto, due giornate dedicate alla democrazia: incontri e riflessioni sui suoi nemici e sulle nuove sfide

 



Due giornate di incontri, approfondimenti e riflessioni dedicate alla democrazia, alle minacce che possono metterne in discussione i principi e alle sfide che le istituzioni e la società sono chiamate ad affrontare.

È questo il tema del convegno “La democrazia, i suoi nemici e le sue sfide”, in programma a Marzabotto venerdì 18 e sabato 19 settembre, presso la Sala Polivalente della Casa della Cultura e della Memoria.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Marzabotto, sarà articolata in due giornate di incontri e interventi con ospiti provenienti dal mondo della cultura, della storia e dell’informazione. L’accesso agli appuntamenti è libero e aperto a tutta la cittadinanza.

Il convegno intende proporre un’occasione di confronto sui valori democratici, sulla loro evoluzione e sulle questioni che, nel presente, interrogano la vita pubblica e la partecipazione civile. Un percorso di approfondimento che, attraverso contributi diversi, punta a stimolare una riflessione sul significato della democrazia e sulle responsabilità individuali e collettive necessarie a preservarne i principi.

Sabato 19 settembre, la giornata sarà introdotta dalla storica e scrittrice Benedetta Tobagi, che accompagnerà il pubblico nell’approfondimento dei temi al centro dell’iniziativa.

A concludere la conferenza, alle 12, sarà invece un intervento teatrale dell’attore e autore Andrea Pennacchi, chiamato a offrire, attraverso il linguaggio della scena, un ulteriore momento di riflessione sui temi affrontati nel corso della mattinata.

Il programma completo delle due giornate, con l’elenco degli interventi e di tutti i relatori, è riportato nella locandina dell’iniziativa.

L’appuntamento rappresenta così un momento di incontro aperto alla comunità, nel quale storia, cultura e teatro contribuiranno a sviluppare un confronto sui valori della democrazia e sulle sfide che ne accompagnano il percorso.

mercoledì 4 marzo 2026

Memoria e democrazia, a Bologna la presentazione del libro “A partire da Marzabotto”

 



L’onorevole Andrea De Maria informa che venerdì 6 marzo alle ore 18, alla Librerie Coop Ambasciatori (via Orefici 19, Bologna), sarà presentato il libro “A partire da Marzabotto”, scritto da De Maria insieme alla storica Eloisa Betti.

Il volume prende le mosse dalla vicenda di Marzabotto, luogo simbolo della memoria della strage nazifascista del 1944, per riflettere sul valore civile e politico della memoria nella costruzione della democrazia contemporanea. Un percorso che intreccia storia, impegno istituzionale e responsabilità collettiva, con uno sguardo rivolto alle nuove generazioni.

A discuterne con gli autori saranno il politologo Carlo Galli e Albertina Soliani, da anni impegnata sui temi della memoria e della cittadinanza attiva. L’incontro sarà moderato dal giornalista Valerio Baroncini.

Saranno inoltre presenti Valter Cardi, Valentina Cuppi e Andrea Marchi.

L’appuntamento si inserisce nel calendario delle iniziative culturali dedicate alla valorizzazione della memoria storica e alla promozione dei valori costituzionali, in un dialogo aperto con la città.

domenica 11 gennaio 2026

Iran, l’appello alla comunità internazionale: “Sostenere chi lotta per la libertà”

 

L'Onorevole Andrea De Maria invia: 


Il coraggio di donne e uomini che in Iran continuano a battersi per la libertà, sfidando un regime definito da più parti oscurantista e sanguinario, merita il massimo sostegno da parte della comunità internazionale. Nel Paese è in corso una repressione brutale, descritta come un vero e proprio massacro, che colpisce duramente la popolazione civile e chiunque rivendichi diritti fondamentali.

Di fronte a questa escalation di violenza, cresce l’appello a una mobilitazione ampia e determinata, non solo nelle piazze ma anche nelle sedi istituzionali, per sostenere con forza la lotta del popolo iraniano. È necessario che anche l’Italia faccia sentire una voce chiara, unitaria e più incisiva, schierandosi apertamente al fianco di chi difende valori universali come la libertà, la democrazia e il rispetto dei diritti umani.

Un impegno che, sottolineano i promotori dell’appello, non può più essere rinviato.

lunedì 21 settembre 2015

L’ALTRA EMILIA ROMAGNA: “MOBILITIAMOCI PER LA DEMOCRAZIA E LA COSTITUZIONE!”



Dante Franchi ha inviato:

Consideriamo profondamente sbagliata la riforma dell'assetto del Senato della Repubblica che si prospetta. Sbagliata sul piano del metodo perché è perseguita a colpi di maggioranza, peraltro risicata, con buona pace di quel “le regole del gioco vanno definite assieme” demagogicamente a suo tempo sottolineato dallo stesso Renzi.
La volontà pervicace di questo governo di esautorare il Parlamento risulta evidente dal ricorso al voto di fiducia per ben 43 volte oltre che dalla creazione di maggioranze posticce e fondate su favori reciproci come quella nata con il Patto del Nazzareno.
Tale riforma è sbagliata nel merito perché, oltre alla rilevante questione della eleggibilità o meno dei pochi senatori che rimarranno, assegna agli stessi ruoli e compiti discutibili, marginali, per molti osservatori tali da indurre a domandarsi l'utilità di un Senato così configurato che tra l'altro non comporterà alcun risparmio di spesa.
Il rapporto, ineludibile, di tale progetto di riforma con la nuova legge elettorale, il cosiddetto italicum, è tale da prefigurare nel nostro Paese un assetto dei poteri assai preoccupante, da uomo solo al comando. Infatti una volta abolito il Senato come camera parlamentare elettiva, l'elezione della camera dei deputati resterà l'unica istanza di espressione degli elettori, ma già stravolta ed inquinata dall'Italicum che consente anche ad un partito con una striminzita maggioranza relativa di voti di possedere un'ampia maggioranza assoluta di seggi, con lo scopo evidente di conferire al capo di quel partito poteri enormi basati su un consenso artificiale e gonfiato. Molto peggio di quanto previsto dalla stessa "legge truffa" di antica memoria, che non creava una maggioranza assoluta ma si limitava ad ampliare quella già ottenuta da un partito o da una coalizione di partiti. Il vero precedente dell'italicum, a ben pensarci, è da ravvisare nella Legge Acerbo del 1923 che, creando una maggioranza artificiale tramite un largo premio al primo partito, consentì a Mussolini, con le elezioni del 1924 di avere una solida maggioranza parlamentare che aprì la strada all'instaurazione della Dittatura col le " leggi fascistissime" del 1926.
E' evidente per noi il sussistere in Italia di un'emergenza democratica.
Ciò che è accaduto, che si prospetta, non è casuale, è parte di un processo che viene da lontano, che ha progressivamente messo in discussione i principi, i diritti, gli equilibri tra i poteri dello Stato sanciti dalla Costituzione, in nome di una governabilità sempre più funzionale ad affermare le politiche antipopolari da tempo in atto, in altre parole gli interessi di pochi a scapito dei tanti.
Che a seguito di tale riforma Renzi si attenda dall'Europa un allentamento dei vincoli finanziari vigenti, funzionale a coprire parte dei costi di quanto dallo stesso prospettato attraverso la legge di stabilità, dice molto del senso, del carattere antidemocratico del processo di Unione Europea affermatosi, della subalternità del governo a tali politiche ( altro che cambiare verso! ).
Molte sono le iniziative, promosse da soggetti singoli e/o organizzati, di denuncia, di contrasto alle scelte in questione: praticamente la totalità dei più insigni costituzionalisti italiani si è espressa in maniera severa riguardo questa modifica del Senato e sono nate diverse iniziative referendarie per scongiurare il disastro democratico che si prefigura.  

Altre si preannunciano, anche e soprattutto in concomitanza con la discussione parlamentare prevista il prossimo giorno 23 settembre. In relazione a ciò riteniamo necessario ed opportuno promuovere ed organizzare in Emilia-Romagna un presidio di denuncia e di protesta sotto la sede della Prefettura di Bologna per le ore 17 di tale giornata.

giovedì 12 giugno 2014

Pierluigi Petrini: " Riforme e rischi per la democrazia".

Dante Franchi (nella foto)  di Marzabotto ha inviato, perché fosse riportata,  la denuncia di Pierluigi Petrini apparsa sul sito di Libertà e Giustizia.
Inoltre fa notare che, mentre veniva pubblicata (ieri 11 giugno),  si  registrava l' ulteriore epurazione dalla apposita Commissione del senatore  Corradino Mineo da parte del PD, colpevole di avere una sua idea sulle ‘riforme’ perseguite dal governo.

Scrive Pierluigi Petrini
 
Riforme e rischi per la democrazia


Chi ancora sostiene che la nostra Costituzione debba essere radicalmente rivista perché la sua vetustà impedisce un’efficace e tempestiva azione di governo, mente, o per ignoranza (il più delle volte), o per malafede.
La vita politica del paese, infatti, si svolge con modalità ormai completamente estranee al dettato Costituzionale. Quei “professoroni”, che hanno meritato il dileggio del Presidente del Consiglio, direbbero che la Costituzione materiale si è talmente discostata dalla Costituzione formale da averne tradito la sostanza.
Si è, infatti, ribaltato il rapporto gerarchico tra governo e parlamento. Il potere esecutivo, che si considera il vero depositario della rappresentanza popolare, lascia al Parlamento solo l’insindacabile dovere di sostenere la propria azione anche quando invade campi che sarebbero di stretta pertinenza del potere legislativo quali le leggi elettorali e quelle di revisione costituzionale ex articolo 138.
A riprova di quanto detto è giunta ieri la rimozione dalla prima commissione dell’Onorevole Mauro, colpevole di aver manifestato la propria contrarietà al disegno di legge costituzionale del governo. In quella legge, andando ben oltre al potere di revisione che l’articolo 138 pone in capo al parlamento, il governo si impossessa impropriamente del potere costituente operando una vera e propria palingenesi costituzionale.
Ma, ai parlamentari non è concesso manifestare il proprio pensiero se lo stesso non si uniforma alla volontà del leader. Al parlamento non è concesso discutere della congruità di un disegno di legge figlio di un opaco accordo di vertice e scribacchiato da una giovane avvocatessa di provincia e da un ex macellaio, deve solo ratificarne la volontà. All’opinione pubblica non è concesso sapere perché un Senato eletto indirettamente sarebbe salvifico per i destini del paese e perché un Senato eletto direttamente e sottratto alle camarille della casta sarebbe un insormontabile ostacolo al sol dell’avvenire renziano.
La rimozione del dissenso e la negazione del confronto sono atti d’imperio emblematici della deriva populista della nostra democrazia ormai ridotta all’acclamazione del leader sull’onda delle emozioni mediatiche, al riparo da qualunque ragionamento. Emblematica è anche la supina accettazione di questi accadimenti da parte del parlamento e dell’establishment, incapaci di coglierne il pieno significato e ormai faticosamente impegnati a soccorrere il vincitore.
Agli entusiasti renziani sfugge che queste distorsioni oggi utili alla missione salvifica del loro eroe, potranno un domani essere nelle mani di qualunque altro populista. Sfugge che l’essenza della democrazia non è nella scelta del condottiero ma nel vigile controllo sull’esercizio del potere. Sfugge che ogni potere tende per sua natura a travalicare i propri limiti e che ogni potere privo di limite sconfina nell’arbitrio e nell’abuso.
Naturalmente queste parole saranno accolte dai più con un sorriso di sufficienza a significarne l’esagerazione e la sproporzione. Le democrazie sono sempre degenerate fra l’indifferenza e l’ignavia delle classi dirigenti.

domenica 16 marzo 2014

A MARZABOTTO per ‘COSTITUZIONE, RAPPRESENTANZA E DEMOCRAZIA, LAVORO E DIRITTI, ACQUA E BENI COMUNI’.



‘COSTITUZIONE, RAPPRESENTANZA E DEMOCRAZIA,  LAVORO E DIRITTI, ACQUA E BENI COMUNI ‘ sono  gli argomenti al centro dell'ASSEMBLEA POPOLARE che si terrà  domenica 30 marzo a Marzabotto alle 15 presso il Teatro Comunale.
Gli organizzatori hanno  accompagnato l’invito a partecipare con queste precisazioni:

Il 12 ottobre scorso decine di migliaia di persone hanno manifestato a Roma per difendere la Costituzione dal tentativo di stravolgerla sospendendo l'efficacia dell'articolo 138.

Se questo pericoloso disegno è stato momentaneamente accantonato, permangono tuttavia prospettive di riforme insidiose e confuse. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionali alcuni determinanti aspetti della legge elettorale, giudicandoli in contrasto con tutti i principi della democrazia rappresentativa, anche la bozza per la nuova  legge elettorale, condivisa da Renzi e Berlusconi ma fortemente contestata da molti autorevoli costituzionalisti, non risolve ed anzi accentua gli aspetti negativi dell'incostituzionale Porcellum.

Ma questa compressione della rappresentanza e della democrazia a cosa serve?

E i prospettati cambiamenti della costituzione a quale logica rispondono?

Noi pensiamo che sia in atto un tentativo di restringere la democrazia al fine di poter imporre ricette politiche impopolari, senza dover tenere in alcun modo conto del dissenso e opposizione dei cittadini.
       Il contesto Europeo vede già lo strapotere di istituzioni non elette e non democratiche come BCE, FMI ecc. funzionali ad imporre politiche di austerità e privatizzazioni col ricatto finanziario ad interi paesi e comunità.

Ma la compressione della democrazia, avviene quotidianamente ed in modo sistematico; ne sono l'esempio i lavoratori sotto ricatto a causa delle minacce di delocalizzazione, un panorama sempre crescente di precarietà, un sistema degli appalti al massimo ribasso.
Con una disoccupazione che ha ormai assunto le dimensioni di fenomeno di massa, si cerca di imporre riduzione dei diritti individuali e collettivi, del reddito, della sicurezza. Ai sindacati che non piegano la testa, vengono sequestrati i diritti di agibilità sindacale e di contrattazione. La costituzione viene stracciata nei fatti.

Ai 26 milioni di cittadini che hanno votato al referendum contro le privatizzazioni dell'acqua e dei servizi pubblici locali, contro la mercificazione dell'acqua, che rappresenta un diritto vitale riconosciuto dall'assemblea dell'ONU, si risponde rilanciando le privatizzazioni e confermando il profitto in bolletta.

Gli Enti locali, strangolati dal patto di stabilità e dalla distruzione dei meccanismi di finanza pubblica, come ad esempio lo stravolgimento della Cassa Depositi e Prestiti sostanzialmente privatizzata, sono costretti a tagliare i servizi e a privatizzare ed esternalizzare la gestione dei servizi pubblici, ad alienare il patrimonio pubblico e ad usare l'urbanizzazione e l'edificazione dei suoli per aumentare le entrate. I cittadini non potranno più decidere nulla sulle questioni decisive per le loro comunità ed il loro territorio. Sarà una società locale senza democrazia e senza voce.

Per questi motivi e per contrastare questi processi riteniamo sia necessario mettere al centro dell'iniziativa la questione democratica e l'attuazione della Costituzione.
L'Assemblea del 30 marzo a Marzabotto  rilancia il percorso de “LA VIA MAESTRA”, avviato nell'ottobre scorso a Roma,  con l'obiettivo di far dialogare associazioni, sindacati, movimenti e singoli cittadini, che nelle loro identità ed esperienze diverse costruiscono progettualità ed insieme possono imporre una diversa agenda politica per l'Italia e l'Europa.
Ciao Francesco, ti invio gli allegati con cui si preannuncia una iniziativa di notevole importanza che si terrà a Marzabotto il 30 marzo.
io ti invio i Volantini dai quali credo si evinca con sufficiente chiarezza di cosa si tratta, ma puoi naturalmente commentare la cosa come più ritieni opportuno, ove tu ritenga di caricare l'informazione.
Per ragioni di opportunità, ove necessario, gli unici soggetti da citare sono il "Comitato Voci delle Resistenze" di Marzabotto e il "Comitato Provinciale acqua bene pubblico di Bologna", senza nomi di persone.