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martedì 27 giugno 2023

Una bella storia a lieto fino di Martina e il capriolo

 



La foto è datata, ma la storia è sempre bella. 

Martina un po' di tempo fa si era profondamente affezionata a un cucciolo di capriolo che il nonno Silvano aveva trovato in un campo accucciato e disorientato. Portatolo a casa per nutrirlo lo ha mostrato alla bimba che lo ha subito adottato e curato con tanto affetto. 

Cosciente però che il piccolo cucciolo non poteva rimanere con lei e che doveva ritrovare la  libertà nel suo ambiente naturale, assieme al nonno, lo ha riportato nell'esatto punto dove era stato trovato, nella speranza che la sua mamma lo individuasse e continuasse a nutrirlo. Ma il cucciolo seguiva la sua nuova 'mamma', Martina.  Evidentemente le cure amorose della bimba  l'avevano convinto che fosse lei la madre. 

Per di più la vera madre non si avvicinava evidentemente perchè non riconosceva più l'odore del cucciolo. 

Resosi conto di ciò, il nonno ha pensato di strofinare il piccolo animale con dell'erba del campo per togliergli l'odore degli umani e fare  sì che la mamma capriolo potesse ritrovarlo. 

Così è stato: dopo poco tempo e un paziente appostamento,  Silvano ha finalmente visto avvinarsi la mamma capriolo e realizzarsi il ricongiungimento famigliare. 

sabato 6 maggio 2023

Investono con l'auto un capriolo e lo macellano in strada

 I due protagonisti sono stati denunciati dai carabinieri

Foto dal web


Investono con l'auto un capriolo di 40 chili e decidono di impugnare alcuni grossi coltelli da carne per macellare l'animale direttamente in strada.

In quel momento transitano i carabinieri e i due, un 24enne ed un 25enne, vengono denunciati.

È quanto avvenuto questa mattina a Pavullo, in località Ponte Docciola, nel Modenese. I militari dell'Arma si sono immediatamente fermati quando hanno visto la carcassa dell'animale e i due intenti ad appropriarsi della carne. Ora i due sono indagati, in concorso, per furto aggravato e porto di strumenti atti ad offendere. La carcassa dell'animale è stata affidata ad un'associazione che si occuperà del corretto smaltimento. (ANSA).

lunedì 1 maggio 2023

Vigili del Fuoco all’opera per evitare un triste Primo Maggio a un capriolo

 


Una squadra di Caschi Rossi  è intervenuta questa mattina  a Sasso Marconi per liberare un  capriolo rimasto intrappolato nelle inferriate di una recinzione.

La squadra con una apposita attrezzatura ha allargato le forzato le aste dell'inferriata  che tenevano prigioniero l’animale, lo hanno  liberato e, dopo aver  verificato che le sue condizioni di salute erano buone, lo hanno trasportato nel bosco e rimesso in libertà.

Il video:


Foto e video di Fabrizio Priori

domenica 26 aprile 2020

Un capriolo azzarda l'ingresso in città e rimane incastrato fra le sbarre di un cancello.

 Salvato prontamente dai Vigili del Fuoco.

I Vigili del Fuoco sono intervenuti, stamane alle 9, per liberare un capriolo rimasto incastrato fra le sbarre di un cancello in via San Luca a Bologna. 

L'attento lavoro della squadra intervenuta con un divaricatore, attrezzatura utilizzata negli interventi stradali per aprire varchi nelle lamiere, ha liberato in poco tempo l'animale, trovato in ottimo stato, con solamente qualche graffio, e affidato alle cure del Centro di Tutela Fauna selvatica di Monte Adone. I residenti hanno riferito che molti animali in questo periodo si aggirano tranquilli nella zona anche se residenziata, grazie alla rarefazione del traffico veicolare e alla diminuzione della presenza umana nelle strade per le limitazioni 'coronavirus'. 

 

giovedì 25 luglio 2019

Salvato un capriolo finito nel Reno

L'animale poi è stato rimesso in libertà

Un capriolo che era caduto nel fiume Reno a Pontecchio Marconi, sul primo Appennino bolognese, è stato soccorso e portato in salvo questa mattina dai Vigili del Fuoco. 
L'animale era scivolato in acqua da una sponda piuttosto ripida, restando intrappolato tra la corrente e l'argine del fiume. Gli abitanti della zona hanno allertato il 115 e i pompieri sono intervenuti con la squadra del distaccamento di Zola Predosa e il nucleo sommozzatori. 
Questi ultimi sono entrati nel fiume, e con le opportune procedure per salvataggi in acqua in corrente, sono riusciti a portare a riva il capriolo. L'animale è stato poi trasportato in luogo sicuro rimesso in libertà dagli stessi vigili del fuoco. (ANSA)

lunedì 14 maggio 2018

Capriolo salvato dai vigili del fuoco

Trovato in una cava nella zona industriale di Sasso Marconi



Da ANSA


Sono intervenuti i Vigili del Fuoco per portare in salvo un capriolo che era rimasto bloccato in una pozza fangosa, all'interno di una cava nella zona industriale di Sasso Marconi. La segnalazione dell'animale in difficoltà ha attivato il distaccamento 'Dante Zini' dei pompieri, che ha inviato sul posto una squadra. Il capriolo, che aveva le zampe completamente nel fango e non riusciva a muoversi, è stato riportato in superficie dai Vigili del Fuoco, che lo hanno poi lavato e rimesso in libertà.

domenica 20 ottobre 2013

La carne di ungulato dell'Appennino Bolognese entra nell'Olimpo dell'alta cucina.



Il tavolo dei relatori.

L’ungulato dell’Appennino Bolognese diventa uno dei protagonisti dell’alta cucina per l’elevatissimo standard di qualità che ha la sua carne . Studi  europei hanno certificato infatti che le carni di capriolo, cinghiale, cervo e daino dell’Appennino bolognese  sono fra le migliori del continente.
A razionalizzare l’utilizzo di questa importante risorsa ancora una volta la macelleria Massimo Zivieri di Monzuno che vanta già un primo importante risultato: il salame di cinghiale della ditta Zivieri ha  vinto il primo premio quale miglior insaccato italiano non di carne suina.  

Il salame di cinghiale 'campione d'Italia'.
A dare forma e sostanza al progetto di razionalizzazione dell’intera filiera del selvatico la Macelleria ha concorso e ha vinto l’appalto per la gestione del macello di Castel di Casio e ha realizzato a Monzuno un  nuovo laboratorio, inaugurato oggi, domenica 20 ottobre, con funzione tecnico operativa e didattica.
La gamma di carni di qualità lavorate della macelleria Zivieri si può dire quindi completa:  alla carne bovina del Consorzio la Granda, suina di razza cinta senese e mora romagnola allevate allo stato semibrado,  a quella di polli e pollastre allevati a terra ed in completa libertà, aggiunge ora  le carni di cinghiale, capriolo, daino, e cervo cresciuti in assoluta libertà  che consente di ottenere prodotti finali naturali e di un elevatissimo standard di qualità.
Il nuovo laboratorio
La materia prima viene ottenuta da capi abbattuti in selezione o in controllo, da quegli animali cioè che risultano in eccesso per un equilibrio accettabile fra presenza di selvatici e attività dell’uomo e che la Provincia affida a selecontrollori abilitati o alla Polizia provinciale.
A Sasso Marconi esiste già un ufficio di ‘misurazione biometrica’ per valutare le condizioni di salubrità assoluta delle carni.
L’inaugurazione del nuovo laboratorio è stata affiancata da un convegno cui hanno partecipato tutti gli enti coinvolti nel progetto: Confcommercio ,  Regione,  Provincia,  Comune di Monzuno,  Emil Banca, Asl, Gal Appennino Bolognese,  Strada dei Vini e dei Sapori e operatori del settore. Nella discussione è venuto alla luce dato singolare: la carne di selvaggina utilizzata in alta ristorazione viene per lo più  importata dalla Scozia, dalla ex Jugoslavia e persino dagli Stati Uniti perché  controllata. I Zivieri possono oggi colmare un incredibile gap commerciale che vede le carni italiane fra le migliori d’Europa e gli italiani consumare quelle di importazioni.  
A dare prova della validità della nuova proposta erano a Monzuno numerosi chef di fama che hanno preparato ciascuno un piatto a base di carne di selvaggina, tutti  molto apprezzati  dai partecipanti al convegno.

Abbiamo approfittato della presenza di Aldo Zivieri (nella foto), presidente della sezione locale della Confcommercio  e protagonista, con la sua famiglia,  dell’importante iniziativa, per chiedergli  perché è stato deciso di avviare la filiera della carne di ungulato.  

“ E’ una presenza importante e una risorsa quella dei nuovi selvatici in Appennino. Il nostro obiettivo è quello di proporre queste carni in forma più qualificante della classica polenta con lo spezzatino o con il ragù. Questo è un aspetto importante per la sostenibilità  economica della nuova offerta”.  

Per esempio ?

“Il roast beef di cervo, la tagliata di capriolo e singolarità simili tutte da scoprire, per i palati fini non solo italiani”.

Da dove nasce questa idea ?

“Dall’aver analizzato e studiato gli aspetti nutrizionali di queste carni e dall’esserci resi  conto che sono in linea con quelli di carni provenienti da filiere di estrema qualità, come quelle dei bovini e dei  suini allevati  in libertà. Una carne quella degli ungulati veramente di tutto rispetto”.

La vostra attività quindi si incentra in questa nuova filiera a scapito delle altri carni da voi trattate ?

“ Assolutamente no. La lavorazione della carne di ungulato si  integra con l’attuale attività che aumenta la sua offerta e la completa, rispondendo così  a una esigenza che si palesa in modo sempre più evidente. Monzuno si pone così all’attenzione generale come capitale della carne di qualità”.

Come reperirete la materia prima?

“La carne, in accordo con la Provincia di Bologna, sarà quella reperita secondo i piani di controllo e in accordo con i cacciatori.   Una filiera comunque molto legata al territorio”.

E che di materia prima ce ne sia in abbondanza lo comprovano i dati resi noti dall’assessore provinciale Gabriella Montera: nel 2012, nell’ATC Bo3 (la parte di Appennino bolognese in destra A1 e in confine con le province dii Pistoia e Modena) sono stati abbattuti perché ritenuti in eccesso 2500 cinghiali, 2500 caprioli, 600 cervi e circa altrettanti daini. Quest’anno si dice che solo per i caprioli il numero potrebbe salire a 3500. 
Il primo filetto di capriolo trattato nel nuovo laboratorio

I congressisti e i componenti della famiglia Zivieri osservano la 'montagna di tartufo' donata dall'Appenino bolognese


lunedì 20 agosto 2012

Capriolo attacca escursionisti che cercavano refrigerio al fiume.



Decisamente singolare la richiesta pervenuta nel pomeriggio di ieri alla centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Imola: “Aiuto, un capriolo mi ha morso una gamba e sta’ tentando di attaccare altre persone”. La telefonata era di un uomo che chiamava da una località boschiva vicina al ponte ‘Alidosi’ sul lungofiume di Castel del Rio.
Immediatamente sul posto sono intervenuti il Comandante ed un militare della Stazione Carabinieri di Castel del Rio che hanno accertato la veridicità dell’accaduto. Hanno prestato i primi soccorsi e allertati il 118 per le cure mediche ed il Comando della Guardia Forestale della zona per le ricerche dell’animale che nel frattempo si era inoltrato nel bosco.
Alcuni minuti prima, un grosso capriolo maschio era infatti uscito dai cespugli avvicinandosi ad una donna che stava prendendo il sole vicino alla riva del fiume. L’animale, mostratosi dapprima mansueto, ha iniziato ad avere comportamenti sempre più minacciosi che hanno impaurito la bagnante. Le urla hanno fatto così intervenire una decina di persone che si trovavano a fare una scampagnata in zona ed il marito della donna, impegnato sino a quel momento a pescare poco più avanti. Il capriolo si è pertanto avventato contro quest’ultimo, mordendolo alla coscia e provocandogli una ferita che ha richiesto  tre punti di sutura.
Grazie anche all’intervento delle altre persone, l’animale si è spaventato ed è fuggito. Nel parapiglia anche un’altra donna si è lievemente infortunata, cadendo per terra e procurandosi alcune escoriazioni. Fortunatamente l’episodio si è concluso solo con un grande spavento e senza arrecare danni alle altre persone presenti.

Foto e notizia del Comando Carabinieri di Bologna.

lunedì 23 maggio 2011

Affinchè il capriolo non diventi un problema.


L’Unione Regionale Cacciatore dell’Appennino (URCA) informa :

L'ultimo piano di prelievo ha permesso l'abbattimento di 164 capi nel bolognese grazie alle misure adottate per fronteggiare la spiccata reattività di questa specie, che raggiunge particolari densità in alcune aree della provincia.

Stefano Mattioli aggiunge:

La carta delle vocazioni faunistiche regionale considera il daino un Cervide non autoctono da contenere sia attraverso una riduzione delle consistenze sia contrastando l'espansione di areale. I piani faunistici della Provincia di Bologna hanno sempre fatto proprie queste linee guida. Altre province, come Piacenza, Reggio Emilia e Forlì-Cesena hanno tardato a intervenire e oggi hanno il daino in vaste superfici con densità anche molto elevate. Anche se il daino è famoso per la sua docilità nelle aree protette, fin dai primi anni di prelievo di selezione si è dimostrato una specie molto reattiva, in grado di modificare profondamente le proprie abitudini, i ritmi d'attività, gli spostamenti. Si fa osservare durante i censimenti primaverili, ma diventa molto elusivo durante la stagione venatoria. Il fenomeno si è fatto più evidente nell'ultimo triennio, quando la pressione venatoria è stata ulteriormente aumentata. Per favorire il prelievo sono state adottate diverse misure, come la fusione delle zone di caccia confinanti in aree più grandi, l'accorpamento in classi d'età più ampie, il "sovradimensionamento" del contingente da prelevare. I tassi di realizzazione del prelievo sono più alti che nella vicina Toscana, ma fanno capire quanto sia arduo prelevare animali che diventano quasi incontattabili, incrementando l'attività notturna e la mobilità. Intere classi d'età scompaiono da una vallata a un'altra, spesso trovando rifugio in aree protette. Il fenomeno si fa più marcato nelle zone di prelievo confinanti con la Toscana: la pressione di caccia nella regione vicina è più bassa e questo spinge diversi daini a spostarsi per mesi sul versante pistoiese. Nonostante le difficoltà di prelievo, grazie al sovradimensionamento e al grande impegno profuso dai cacciatori di selezione, nell'Appennino bolognese il daino è diminuito da 930 capi nel 2008 a 700-800 negli ultimi due anni. L'ultimo piano di prelievo ha permesso di abbattere su tutto il territorio provinciale 164 capi.

domenica 23 maggio 2010

Capriolo salvato dai Vigili del Fuoco

Spettacolare salvataggio da parte dei Vigili del Fuoco di un giovane capriolo finito nelle acque del canale a Lama di Reno di Marzabotto. L’animale aveva probabilmente saltato la recinzione di sicurezza finendo nelle profonde acque del canale. In difficoltà nell’acqua e probabilmente preso dalla paura, non era poi riuscito a fare il percorso a ritroso. I vigili del fuoco sono intervenuti anche con i sommozzatori. Individuato l'animale, impaurito e stanco, lo hanno tratto in salvo dalla chiusa e affidato alle cure del Centro Tutela Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone, dove gli stanno somministrando le opportune cure per le ferite riportate. Tali ferite non sono gravi, si tratta di alcune escoriazioni dovute alla caduta.

martedì 13 aprile 2010

Capriolo divorato vivo dai cani



Due grossi cani sfuggiti al controllo dei padroni hanno costretto lunedì scorso i residenti di Fontana a Sasso Marconi ad assistere a uno straziante cruento spettacolo. Vittima dei due animali, un capriolo divorato vivo nel mezzo di un campo di grano nelle vicinanze della Porrettana. I due cani hanno intercettato la loro vittima intorno alle 17 e l’hanno bloccata più volte. Il povero capriolo dopo essere riuscito a liberarsi dalla terribile presa in più occasione grazie alla sua agilità, è stato atterrato un’ultima volta, bloccato in modo da non potersi liberare. I cani hanno iniziato a divorargli la parte posteriore del corpo senza ucciderlo e l’hanno costretto così a sopportare la dolorosissima menomazione degli organi genitali e delle cosce delle gambe posteriori con profondi morsi nella carne viva. A dare l’allarme è stato l’autista di un mezzo dell’Anas che stava operando nella zona. Sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale di Sasso Marconi Igor Rossi e Marco Fini che hanno tentato di strappare ai morsi del cane il povero capriolo ancora in vita. Ma appena i due agenti si sono diretti verso il posto dove si stava consumando l’atroce banchetto i due cani si sono rivolti verso di loro minacciando un assalto all’uomo. Eccitati dal sapore del sangue hanno messo in mostra tutta la loro aggressività accentuata anche dalla volontà di difendere il cibo che si erano procurati. I due agenti hanno quindi desistito: “L’unico modo di avvicinarsi ai cani era quello di abbatterli”, hanno chiarito gli agenti. “Abbiamo comunque cercato di allontanarli dalla loro vittima e finalmente, correndo verso la boscaglia che affianca il campo, hanno finalmente abbandonato il corpo di cui si erano cibati. Quando abbiamo potuto avvicinarci al povero animale aggredito” hanno poi spiegato i due agenti, “ abbiamo constatato che presentava profonde ferite nella parte posteriore del corpo e l’asportazione di grosse porzioni di carne. Il capriolo era comunque ancora in vita e abbiamo quindi chiesto l’intervento degli esperti del Centro Recupero Fauna Selvatica di Brento”. I volontari del centro sono accorsi prontamente e hanno provveduto a trasportare l’animale ferito nella sede per tentare quando era possibile per mantenerlo in vita. Purtroppo però durante il trasporto il capriolo è morto. L’avvenimento ha comunque raggelato i residenti di Fontana alcuni dei quali si sono chiesti cosa sarebbe accaduto se in quel campo invece di un capriolo si fosse trovato un bambino.