Appuntamento domenica 18 ottobre, a partire dalle ore 12, in via Porrettana 3 a Borgonuovo. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Pian di Venola e unisce convivialità e beneficenza.
di Gianpiero Nanni
Una giornata all’insegna della buona cucina e della
solidarietà è in programma domenica 18
ottobre a Borgonuovo di Sasso Marconi, in via
Porrettana 3, dove sarà possibile trascorrere il pranzo gustando
alcune delle specialità più amate della tradizione emiliana.
L’appuntamento, con inizio alle
ore 12, propone un menù dedicato ai sapori locali: crescentine, tigelle e gnocchi,
accompagnati da altre proposte gastronomiche, fino ai “mitici”
tortellini in brodo, come recita la locandina dell’iniziativa.
A rendere particolarmente significativo l’evento è la
finalità solidale: il ricavato della
giornata sarà infatti devoluto in beneficenza.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione
Pian di Venola, con l’obiettivo di coniugare il piacere dello stare
insieme a un concreto gesto di solidarietà. Un’occasione, dunque, per
ritrovarsi a tavola, riscoprire i sapori della tradizione e contribuire,
attraverso la partecipazione, a una finalità benefica.
3 commenti:
Finalità benefica???? A chi??? Pagherete le utenze arretrate… al comune ???
Attività benefica? E per chi pagherete le utenze arretrate al Comune?
La domanda è legittima. Il modo provocatorio e insinuante con cui viene posta, invece, dimostra quanto sia facile giudicare senza conoscere i fatti.
Rispondiamo allora con i numeri, perché quelli non sono opinioni.
La nostra associazione, Pian di Veno APS, sostiene per lo stabile in cui opera una spesa media di circa 800 euro al mese di energia elettrica, a cui si aggiungono dai 4.000 ai 5.000 euro all’anno di gas. Facendo i conti, parliamo di circa 14.600-14.600? No: tra 13.600 e 14.600 euro all’anno, soltanto per queste due voci, senza considerare eventuali ulteriori costi e conguagli. Se il totale delle utenze supera i 18.000 euro annui, come accade nella nostra situazione, è evidente che non stiamo parlando di spiccioli, ma di una spesa enorme per un’associazione di volontariato.
E allora sì, rispondiamo chiaramente: anche coprire le utenze e contribuire a saldare gli arretrati significa garantire la continuità delle attività dell’associazione. Se una struttura costa migliaia e migliaia di euro ogni anno per rimanere operativa, quei costi devono necessariamente essere sostenuti. O qualcuno pensa che luce, acqua e gas si paghino con le buone intenzioni?
Un pranzo o un evento di raccolta fondi, da soli, non possono certo coprire oltre 18.000 euro di utenze all’anno. Ne servono tanti, di eventi. E bisogna anche ricordare che gran parte dei nostri pranzi viene organizzata per sostenere altre associazioni e finalità benefiche. Quindi, una volta coperte le spese dell’evento, una parte dell’utile viene giustamente destinata alla causa per cui quell’iniziativa è nata. Non organizziamo eventi per arricchirci, ma per aiutare gli altri e mantenere viva un’attività a servizio del territorio.
Continua…
C’è poi un aspetto che forse qualcuno ignora, o preferisce ignorare. Fino ad alcuni anni fa, durante la gestione precedente, all’associazione veniva richiesto un contributo annuo di circa 4.000 euro, mentre le risorse disponibili consentivano di destinare alla beneficenza somme che oggi dobbiamo necessariamente impiegare anche per sostenere i costi della struttura. Oggi il peso economico che grava sull’associazione è ben diverso: dobbiamo affrontare utenze molto elevate e, contemporaneamente, continuare a fare beneficenza. Sono risorse sottratte alle iniziative solidali, non soldi che finiscono nelle tasche di qualcuno.
E tutto questo viene portato avanti grazie a oltre 45 collaboratori e volontari che, a rotazione, dedicano tempo, energie e impegno per realizzare iniziative a favore del territorio. Persone che lavorano, organizzano, cucinano, servono ai tavoli, puliscono e si rimboccano le maniche, spesso senza che nessuno se ne accorga.
Per questo, prima di insinuare che un evento benefico sia una contraddizione perché esistono delle utenze arretrate, sarebbe opportuno fermarsi un momento a capire come funziona davvero un’associazione e quali costi debba sostenere per continuare a operare.
E veniamo al punto: se davvero ti sta a cuore il bene della comunità, anziché nasconderti dietro un commento anonimo, hai diverse possibilità. Puoi venire a comprare le nostre crescentine, partecipare alle iniziative, contribuire economicamente oppure offrirti come volontario. Anche solo una mano concreta può valere molto più di dieci commenti polemici.
Criticare è facile, soprattutto quando non si rischia nulla e non si contribuisce a niente. Molto più difficile è mettersi a disposizione degli altri.
Noi non pretendiamo applausi e non ci sottraiamo alle nostre responsabilità. Le spese esistono, le affrontiamo e cerchiamo di trovare le risorse per sostenere sia la struttura sia le finalità solidali dell’associazione. Ma non accettiamo che l’impegno di decine di volontari venga liquidato con insinuazioni da parte di chi non conosce né i conti né il lavoro che c’è dietro.
Quindi sì: se una parte del ricavato servirà a coprire le utenze, servirà anche a mantenere aperta e funzionante la struttura da cui partono tante iniziative benefiche. Perché senza una struttura sostenibile non ci sono eventi, senza eventi ci sono meno risorse e con meno risorse ci sono meno persone che possiamo aiutare. È un concetto piuttosto semplice.
La prossima volta, prima di sputare sentenze, prova a informarti. E se vuoi davvero essere utile alla comunità, ti aspettiamo: le porte sono aperte a chi vuole dare una mano, non soltanto a chi vuole puntare il dito.
Noi continueremo a lavorare per il territorio. Tu, nel frattempo, puoi scegliere se continuare a commentare da dietro uno schermo oppure fare qualcosa di concreto. Perché di parole ne abbiamo già abbastanza: quello che serve sono fatti.
Morris Battistini
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