sabato 17 aprile 2021

L'ultimo saluto a don Aldemo Mercuri


Dando l'ultimo saluto ad Aldemo, preso da una morte inaspettata, ingiusta, incredibile, lo guardiamo stupiti e increduli come se fosse su una barca in mare che si allontana fino a scomparire all'orizzonte, per raggiungere un'altra riva”. Questa l'immagine che il Cardinale Zuppi ha dato ai tanti fedeli presenti alla Messa esequiale per don Aldemo Mercuri, parroco di Panico, la cui recentissima scomparsa ha lasciato un grande vuoto nelle comunità religiose da lui guidate. “e sull'altra sponda ad attenderlo ci saranno i sui cari e la sua mamma”, ha continuato il cardinale. “ Don Aldemo non ha vissuto solo per se stesso, ma per Cristo e quindi per gli altri, in particolare i poveri e i malati. Se amiamo gli altri la vita non finisce”. 


La funzione religiosa, cui hanno partecipato i sacerdoti del vicariato, è stata seguita da moltissimi fedeli che non hanno potuto essere tutti accolti all'interno della chiesa parrocchiale, non solo per le limitazioni del Covid, ma per il notevole numero. 

Il saluto dell'intera comunità marzabottese è stato portato da sindaco di Marzabotto, Valentica Cuppi ( nella foto) che, salita sul pulpito ha detto: “Don Aldemo resterà sempre con noi e troveremo sempre il modo di ricordarlo”. Molto apprezzata anche la lettera di ricordo che l'ex sindaco di Marzabotto Romano Franchi ha postato sui social.


 

Infine don Aldemo, accompagnato dall'applauso dei presenti, ha lasciato definitivamente la sua chiesa portato a spalla all'uscita per poi essere trasferito a Latina dove risiede la sua famiglia e dove troverà l'ultima dimora.

Corredo fotografico di Marina Fortuzzi

 

La lettera di Romano Franchi


Una gravissima perdita per la nostra comunità.

Don Aldemo, un uomo libero, colto, altruista, inclusivo, simpatico.

Un sacerdote che ha plasmato la sua missione ecclesiale con grande dedizione e sacrificio ai bisogni dei più deboli, di chi soffre, di chi è solo, di chi ha bisogno di aiuto, di affetto, di attenzione, di umanità, senza distinzione di ceto, credo religioso, appartenenza politica.

Un uomo con pregi, tanti, e fragilità, come tutti noi, che lo rendono ancora più umano.

Mi scorrono davanti agli occhi i tanti momenti in cui ho avuto il piacere di stare insieme, di ascoltarlo, le tante telefonate, di seguire, a volte, le sue forbite omelie.

Non vedevo l'ora di poterlo rincontrare.

Don Aldemo non solo "accoglieva" i tanti poveri di oggi, di ogni nazionalità e dava spesso loro un posto in cui dormire, un pasto caldo, una parola di conforto, ma " raccoglieva" i tanti invisibili ai più.

È stato un esempio nell'impegno contro uno dei mali peggiori, l'indifferenza.

Non si voltava dall'altra parte, anzi, anche a costo di forzare dei passaggi per lui, con qualche ragione, eccessivamente complessi ed astrusi, doveva comunque trovare il modo per aiutare la persona in difficoltà che aveva davanti.

Con grande generosità, senza risparmiarsi.

Quella generosità che, forse, lo ha portato a contrarre quel maledetto virus che ha cercato fino all'ultimo di sconfiggere.

Don Aldemo, un amico fraterno. Mi mancherà molto, ma non lo dimenticherò, come non lo dimenticheranno tutti coloro e, sono davvero tanti, che hanno avuto il privilegio di frequentarlo.

In questo triste momento, un pensiero affettuoso alle sue adorate nipotine, Elisa e Ginevra.












La veglia di venerdì sera

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