L’ordinanza regionale n. 122 del 22 ottobre 2026 dispone lo stop a datterini e ciliegini non sottoposti a cottura nelle strutture scolastiche, socioassistenziali, ospedaliere e nelle case di cura. Il provvedimento resterà in vigore fino a nuova disposizione.
di Dubbio
La Regione Emilia-Romagna introduce, in via precauzionale, il divieto di
somministrazione di pomodorini delle varietà datterino e ciliegino non sottoposti
a trattamento termico di cottura nelle strutture della ristorazione collettiva
scolastica, socioassistenziale e sanitaria, comprese le mense ospedaliere e
delle case di cura.
La misura è contenuta nell’ordinanza del presidente della Giunta
regionale n. 122 del 22 ottobre 2026, adottata per tutelare la salute
pubblica alla luce dei casi di salmonellosi registrati negli ultimi anni in
Italia e in altri Paesi europei. Il divieto resterà in vigore fino a nuova
disposizione.
I casi di salmonellosi e il rischio
legato ai pomodorini crudi
Nel 2024, 2025 e 2026 sono stati segnalati diversi casi di salmonellosi
riconducibili a Salmonella enterica, in particolare ai sierotipi Salmonella
Typhimurium variante monofasica e Salmonella Strathcona. Le indagini
epidemiologiche, microbiologiche e genomiche hanno associato alcuni di questi
episodi al consumo di pomodorini crudi, in particolare delle varietà ciliegino
e datterino.
Le evidenze sono riportate nelle valutazioni rapide del rischio pubblicate
dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e
dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 12 novembre 2024 e
il 23 ottobre 2025, oltre che nelle notifiche del sistema europeo di allerta
rapido per gli alimenti e i mangimi (iRASFF).
Il 30 settembre 2026 si è riunita la Task Force nazionale dedicata a Salmonella
Strathcona, nell’ambito del tavolo di lavoro sulla sorveglianza delle
malattie a trasmissione alimentare. Nel corso dell’incontro è emerso che
diversi focolai recentemente registrati in Puglia, Lombardia, Lazio e
Friuli-Venezia Giulia risultano associabili, sulla base delle indagini
epidemiologiche e genomiche, al consumo di pomodorini freschi contaminati da Salmonella
Typhimurium variante monofasica ST34 e/o Salmonella Strathcona
ST2559.
In Emilia-Romagna rilevati 117 casi
associati ai due ceppi
I dati della sorveglianza genomica condotta dal Centro di Epidemiologia
Genomica dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e
dell’Emilia-Romagna (IZSLER) indicano che, nel periodo 2024-2026, in
Emilia-Romagna sono stati rilevati 112 casi di salmonellosi da Salmonella
Strathcona ST2559 e cinque casi da Salmonella Typhimurium variante
monofasica ST34.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, i ceppi identificati risultano
geneticamente associati alle contaminazioni da Salmonella spp. rilevate
nei pomodorini e segnalate attraverso il sistema iRASFF.
In seguito ai focolai verificatisi tra la fine di agosto e settembre 2026,
sono state inoltre attivate tre notifiche di allerta sulla piattaforma europea:
la n. 875356 per Salmonella Typhimurium variante monofasica, la n.
869903 per Salmonella Strathcona e la n. 874739 per entrambe.
Il principio di precauzione alla base
del provvedimento
La decisione tiene conto anche della complessità delle filiere del pomodoro
fresco. La tracciabilità, articolata tra diversi operatori, non sempre consente
di individuare con precisione i soggetti coinvolti nelle contaminazioni né di
distinguere correttamente, in alcuni contesti, tra produzione primaria e
distribuzione commerciale.
L’ordinanza richiama inoltre la nota del Ministero della Salute del 16
ottobre 2026, protocollo n. 0009012-16/10/2026-DPRES-MDS-P, relativa alla
circolazione di Salmonella Typhimurium variante monofasica ST34 e Salmonella
Strathcona ST2559 e alla valutazione del rischio sul territorio nazionale.
In attesa di ulteriori evidenze epidemiologiche, microbiologiche e di
tracciabilità, la Regione ha quindi ritenuto necessario adottare una misura
cautelativa, richiamando il principio di precauzione e l’articolo 32 della
legge n. 833 del 1978.
Divieto nelle mense e nelle strutture
assistenziali
Nel dettaglio, il provvedimento dispone la sospensione della
somministrazione di pomodorini datterini e ciliegini non sottoposti a
trattamento termico di cottura presso tutti gli operatori pubblici e privati
della ristorazione collettiva:
- scolastica;
- socioassistenziale;
- ospedaliera;
- delle
case di cura.
La disposizione è finalizzata a ridurre il rischio di esposizione a
prodotti potenzialmente contaminati, con particolare attenzione alle comunità e
alle persone che usufruiscono di servizi di ristorazione collettiva.
Sanzioni e diffusione dell’ordinanza
L’ordinanza stabilisce che le violazioni siano perseguite ai sensi
dell’articolo 650 del Codice penale.
Il provvedimento sarà trasmesso alle Aziende unità sanitarie locali, alle aziende ospedaliere, agli enti locali, alle prefetture e ai comandi dei Carabinieri per la tutela della salute (NAS) operanti in Emilia-Romagna, affinché ne sia assicurata la più ampia diffusione sul territorio. È inoltre previsto l’invio alle associazioni maggiormente rappresentative delle categorie interessate.

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