venerdì 23 ottobre 2026

Salmonella nei pomodorini, l’Emilia-Romagna vieta la somministrazione a crudo nelle mense scolastiche e sanitarie

 L’ordinanza regionale n. 122 del 22 ottobre 2026 dispone lo stop a datterini e ciliegini non sottoposti a cottura nelle strutture scolastiche, socioassistenziali, ospedaliere e nelle case di cura. Il provvedimento resterà in vigore fino a nuova disposizione.


di Dubbio


La Regione Emilia-Romagna introduce, in via precauzionale, il divieto di somministrazione di pomodorini delle varietà datterino e ciliegino non sottoposti a trattamento termico di cottura nelle strutture della ristorazione collettiva scolastica, socioassistenziale e sanitaria, comprese le mense ospedaliere e delle case di cura.

La misura è contenuta nell’ordinanza del presidente della Giunta regionale n. 122 del 22 ottobre 2026, adottata per tutelare la salute pubblica alla luce dei casi di salmonellosi registrati negli ultimi anni in Italia e in altri Paesi europei. Il divieto resterà in vigore fino a nuova disposizione.

I casi di salmonellosi e il rischio legato ai pomodorini crudi

Nel 2024, 2025 e 2026 sono stati segnalati diversi casi di salmonellosi riconducibili a Salmonella enterica, in particolare ai sierotipi Salmonella Typhimurium variante monofasica e Salmonella Strathcona. Le indagini epidemiologiche, microbiologiche e genomiche hanno associato alcuni di questi episodi al consumo di pomodorini crudi, in particolare delle varietà ciliegino e datterino.

Le evidenze sono riportate nelle valutazioni rapide del rischio pubblicate dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 12 novembre 2024 e il 23 ottobre 2025, oltre che nelle notifiche del sistema europeo di allerta rapido per gli alimenti e i mangimi (iRASFF).

Il 30 settembre 2026 si è riunita la Task Force nazionale dedicata a Salmonella Strathcona, nell’ambito del tavolo di lavoro sulla sorveglianza delle malattie a trasmissione alimentare. Nel corso dell’incontro è emerso che diversi focolai recentemente registrati in Puglia, Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia risultano associabili, sulla base delle indagini epidemiologiche e genomiche, al consumo di pomodorini freschi contaminati da Salmonella Typhimurium variante monofasica ST34 e/o Salmonella Strathcona ST2559.

In Emilia-Romagna rilevati 117 casi associati ai due ceppi

I dati della sorveglianza genomica condotta dal Centro di Epidemiologia Genomica dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER) indicano che, nel periodo 2024-2026, in Emilia-Romagna sono stati rilevati 112 casi di salmonellosi da Salmonella Strathcona ST2559 e cinque casi da Salmonella Typhimurium variante monofasica ST34.

Secondo quanto riportato nell’ordinanza, i ceppi identificati risultano geneticamente associati alle contaminazioni da Salmonella spp. rilevate nei pomodorini e segnalate attraverso il sistema iRASFF.

In seguito ai focolai verificatisi tra la fine di agosto e settembre 2026, sono state inoltre attivate tre notifiche di allerta sulla piattaforma europea: la n. 875356 per Salmonella Typhimurium variante monofasica, la n. 869903 per Salmonella Strathcona e la n. 874739 per entrambe.

Il principio di precauzione alla base del provvedimento

La decisione tiene conto anche della complessità delle filiere del pomodoro fresco. La tracciabilità, articolata tra diversi operatori, non sempre consente di individuare con precisione i soggetti coinvolti nelle contaminazioni né di distinguere correttamente, in alcuni contesti, tra produzione primaria e distribuzione commerciale.

L’ordinanza richiama inoltre la nota del Ministero della Salute del 16 ottobre 2026, protocollo n. 0009012-16/10/2026-DPRES-MDS-P, relativa alla circolazione di Salmonella Typhimurium variante monofasica ST34 e Salmonella Strathcona ST2559 e alla valutazione del rischio sul territorio nazionale.

In attesa di ulteriori evidenze epidemiologiche, microbiologiche e di tracciabilità, la Regione ha quindi ritenuto necessario adottare una misura cautelativa, richiamando il principio di precauzione e l’articolo 32 della legge n. 833 del 1978.

Divieto nelle mense e nelle strutture assistenziali

Nel dettaglio, il provvedimento dispone la sospensione della somministrazione di pomodorini datterini e ciliegini non sottoposti a trattamento termico di cottura presso tutti gli operatori pubblici e privati della ristorazione collettiva:

  • scolastica;
  • socioassistenziale;
  • ospedaliera;
  • delle case di cura.

La disposizione è finalizzata a ridurre il rischio di esposizione a prodotti potenzialmente contaminati, con particolare attenzione alle comunità e alle persone che usufruiscono di servizi di ristorazione collettiva.

Sanzioni e diffusione dell’ordinanza

L’ordinanza stabilisce che le violazioni siano perseguite ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale.

Il provvedimento sarà trasmesso alle Aziende unità sanitarie locali, alle aziende ospedaliere, agli enti locali, alle prefetture e ai comandi dei Carabinieri per la tutela della salute (NAS) operanti in Emilia-Romagna, affinché ne sia assicurata la più ampia diffusione sul territorio. È inoltre previsto l’invio alle associazioni maggiormente rappresentative delle categorie interessate.

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