Tracce di avvelenamento anche in esemplari morti dopo investimenti stradali
Aumentano in Emilia-Romagna le segnalazioni di lupi, così come i casi di bracconaggio e avvelenamento. A confermarlo è il colonnello Aldo Terzi, comandante dei Carabinieri Forestali dell’Emilia-Romagna, intervenuto a margine dell’incontro sulle attività svolte nel 2025.
«Riceviamo moltissime segnalazioni di lupi e abbiamo
riscontrato diversi episodi di bracconaggio e avvelenamento», ha spiegato
Terzi, rispondendo alle domande dei cronisti sul fenomeno della presenza sempre
più frequente di questi animali nelle campagne e nelle aree collinari della
regione.
Il comandante ha sottolineato il
lavoro in corso con la Regione Emilia-Romagna per rafforzare il ruolo delle
istituzioni nella comunicazione sul tema: «Siamo fortemente impegnati per
restituire alle istituzioni una funzione informativa chiara e autorevole,
sottraendo spazio alle notizie veicolate dai social. Si tratta di una materia
molto divisiva e dibattuta, che suscita grande interesse nelle popolazioni».
Per quanto riguarda le uccisioni
illegali, nel 2025 i casi accertati di bracconaggio sarebbero una decina, anche
se il dato resta approssimativo. «C’è una forte diffusione di esche avvelenate
– ha precisato Terzi – e spesso troviamo lupi e altri animali selvatici morti
dopo essere stati investiti, ma con tracce di avvelenamento. Non sempre
riusciamo a stabilire quanto il veleno abbia inciso sul decesso e questo rende
difficile una classificazione precisa delle cause di morte».
Sono stati inoltre registrati due
episodi di uccisione con armi da fuoco, «con fucili», ha aggiunto il
comandante.
Sul recente declassamento del lupo da
specie “rigorosamente protetta” a “protetta”, deciso dall’Unione europea, Terzi
ha chiarito che «al momento il lupo resta comunque tutelato in modo
significativo». In attesa di un adeguamento della normativa italiana, ha
concluso, «esistono strumenti importanti per intervenire nei casi di lupi
confidenti o feriti, con l’obiettivo di allontanarli dalla vicinanza antropica,
a tutela sia degli animali sia delle comunità che vivono nelle aree rurali».
(ANSA)
Ora aspettiamo l'orso che cacci il lupo, il lupo che cacci il cinghiale e il cinghiale che cacci l'uomo....no, no, forse è il contrario...forse speriamo che me la cavi
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