Una notte da ricordare per l’astronomia e per l’Appennino bolognese. Nella nottata dell’8 dicembre 2025, giorno della festa nazionale dell’Immacolata Concezione, il ricercatore Michele T. Mazzucato ( nella foto), cittadino benemerito di Castiglione dei Pepoli e socio del Gruppo M1 Astrofili Castiglionesi, ha realizzato un risultato di assoluto rilievo scientifico: la scoperta simultanea di ben tre supernove.
L’eccezionale
“tripletta” è maturata nell’ambito della collaborazione con i professionisti
del Catalina Real-Time Transient Survey (CRTS), analizzando immagini
ottenute con il telescopio Steward Cassegrain da 1,5 metri
dell’osservatorio astronomico statunitense di Mount Lemmon, in Arizona ( nella foto).
I tre
transienti, ufficialmente denominati SN 2025afzk, SN 2025agby e AT
2025agbz, sono stati individuati in galassie a spirale molto distanti dal
nostro Sistema Solare:
- SN 2025afzk nella
galassia PGC 70793, nella costellazione di Pegaso, a circa 320 milioni
di anni luce;
- SN 2025agby nella
galassia UGC 1882, nella costellazione del Triangolo, a circa 500
milioni di anni luce;
- AT 2025agbz nella
galassia UGC 564, nella costellazione di Andromeda, a circa 490 milioni
di anni luce.
Le analisi
spettroscopiche di conferma hanno consentito di classificare almeno i primi due
eventi come supernove di tipo IIb e di tipo IIn, entrambe appartenenti
alla categoria delle supernove a collasso del nucleo. Si tratta di
esplosioni che segnano la fine della vita di stelle molto massicce e che
portano alla formazione di una stella di neutroni o di una pulsar, come
accadde per la celebre Nebulosa del Granchio (Messier M1), da cui prende
il nome l’associazione astrofila castiglione-se.
Il termine supernova
fu coniato nel 1931 dagli astronomi Walter Baade e Fritz Zwicky per
descrivere una delle esplosioni più energetiche e rare dell’universo. Oltre al
loro spettacolare rilascio di energia, le supernove rivestono un ruolo
fondamentale nell’evoluzione cosmica: sono vere e proprie fucine di elementi
chimici pesanti, contribuiscono alla nascita di nuove stelle attraverso i resti
di supernova e rappresentano strumenti chiave per la cosmologia, grazie al
loro utilizzo come “candele standard” per la misura delle distanze
astronomiche.
Mazzucato collabora attivamente alla ricerca astronomica da molti anni, ma la scoperta di tre oggetti di tale importanza in un’unica sessione osservativa rappresenta un risultato tutt’altro che ordinario. Un exploit scientifico che non solo arricchisce la conoscenza dell’universo, ma porta ancora una volta Castiglione dei Pepoli e l’Appennino bolognese alla ribalta internazionale, nel segno della passione, della competenza e della tradizione scientifica degli astrofili locali.
Nessun commento:
Posta un commento