mercoledì 24 gennaio 2024

Buona notizia per i pendolari della Valle del Setta: domani riapre la provinciale

 


I pendolari della valle del Setta riavranno la loro provinciale domani, giovedì 25 gennaio, alle 15, libera e rimessa in sicurezza dalla disastrosa frana di Gardelletta. Ad aprire la cerimonia di riapertura al traffico della importante arteria sarà la vicepresidente della Regione e  Assessore  alla Difesa del suolo e  alla Protezione civile, Irene Priolo . Con lei il sindaco metropolitano Matteo Lepore, accompagnato dai primi cittadini della Valle del Setta, fra cui ovviamente quelli dei comuni direttamente coinvolti: Bruno Pasquini di Monzuno e Valentina Cuppi di Marzabotto. Presenti anche i progettisti e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Uno schermo illustrerà le tappe e la storia della progettazione per il recupero  della viabilità, le difficoltà che hanno causato il ritardo delle operazioni di rifacimento (fra  cui le bonifiche da diversi ordigni, residuati bellici, fortunatamente di modeste dimensioni) e le fasi salienti dei lavori che hanno portato alla realizzazione dell’opera.  

Il sindaco Pasquini, nel sottolineare il suo compiacimento per il ritorno alla normalità viaria in un tratto così importante per lo mobilità e nel ringraziare tutti coloro che hanno operato per ridare percorribilità alla provinciale,  ha ricordato: “ E’ stata lunga. Ci sono voluti quasi cinque anni, ma il superamento delle problematiche dovute a  uno stato della montagna particolarmente fragile, è stato raggiunto. Ora possiamo contare su un’opera duratura che speriamo compensi le tante difficoltà che i residenti hanno dovuto sopportare alla ricerca di percorsi alternativi non altrettanto efficaci nel garantire tempi e praticità di spostamenti a loro necessari. Li ringrazio per la pazienza e la civiltà che hanno dimostrato”.

Una ferita della viabilità della Valle del Setta è stata curata e assieme al ritorno in servizio del ponte Leonardo da Vinci di Sasso Marconi, consolano. Ma l’area, compresa la Valle del Reno, evidenzia ritardi che la pongono fuori della più elementare normalità: il casello autostradale imbastito e non compiuto di Rioveggio ne è l’emblema. L’Appennino è volutamente dimenticato. 

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