mercoledì 26 luglio 2023

Sanità, un malato in attesa di cure

 L’intervento in assemblea regionale di Marta Evangelisti (FDI): “La crisi della sanità regionale non è da addebitare al Governo nazionale”

Il testo dell'intervento in consiglio regionale:


Quello della privatizzazione del sistema sanitario in Emilia Romagna non è un rischio ma è un processo già in atto e da tempo. Voglio citare Vasco Errani

nei 15 anni delle Giunte che ha presieduto (1999-2014)

Va a lui quel mostruoso accrocco fortemente voluto e realizzato chiamato Ausl Romagna che certo non ha portato risparmi.

Alla fine del suo mandato, nel solo anno 2013, in Emilia Romagna tra medici, infermieri tecnici sanitari erano stati cancellati 1.744 posti di lavoro qualificati.

Già dal 2011, la Regione che presiedeva incentivava economicamente, con risorse pubbliche, la stipula di polizze sanitarie private per i dipendenti regionali. Con la legge regionale 17 luglio 2014, n. 12, fatta approvare prima dello scioglimento anticipato dell’Assemblea Regionale provocato dalle sue dimissioni, consegnava alle grandi imprese cooperative del settore ampi spazi nei servizi sociali, socio-assistenziali, socio-sanitari e sanitari mediante i meccanismi dell’affidamento e dell’accreditamento. Centralismo, burocrazia, ha messo al centro una visione e una gestione che aveva come stella polare i valori economici, non la professionalità e l’esperienza degli operatori.

Più calava il personale e più aumentavano i dirigenti e il loro costo: pratica che poi è proseguita. E come esempi riteniamo possano bastare.

Da Vasco Errani è stato tutto un proseguire. Quindi non possiamo più tollerare presunte responsabilità da attribuirsi in esclusiva all’attuale governo di destra.

E mi rivolgo a Lei Presidente della nostra Regione e Presidente del partito democratico, perché l’accusa che ha lanciato qualche giorno fa nei confronti del Governo, secondo cui l'esecutivo di centrodestra vuole boicottare la sanità pubblica a vantaggio di quella privata, è  per noi "un tentativo maldestro e fuori luogo di addebitare al Governo le  vostre responsabilità di  malgoverno regionale in ambito sanitario". Dopo anni di scelte discutibili – alcune le ho citate sopra ma avrei decine di esempi per ognuna delle nostre province - di spese fuori controllo, di tagli anche ai posti letto (la Regione Emilia-Romagna è stata la seconda a livello nazionale)", oggi Lei improvvisamente per giustificare il malcontento di un'intera regione che si vede chiudere Pronto soccorso, tagliare auto mediche, non diminuire le liste d'attesa avere medici di ps che fanno anche i servizi notturni in reparto, ecce cc cosa fa’’ accusa chi, a differenza di quelli del suo colore politico, appena insediatosi ha accresciuto il fondo sanitario di ulteriori due miliardi, più un altro miliardo e 400  milioni, ma non dopo anni, dopo appena qualche mese di governo…  Sappiamo bene  che l'autocritica non è propria di chi amministra questa Regione da sempre, ma riteniamo anche che davvero ci sia  un limite a tutto". Peraltro, lo ripeto, il recente rilievo rivolto alla Regione anche dalla Corte dei conti parla chiaro: la tenuta del bilancio regionale è fortemente compromessa dal bilancio sanitario, e questo non può certo accadere dopo otto mesi di governo di centrodestra. Gli emiliano-romagnoli non sono così sprovveduti, che deve restare pubblica e non trovare risposte suppletive nel privato o nelle assicurazioni private, deve funzionare anche in questa regione che da troppo tempo strizza l'occhio da quella parte. 

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