sabato 31 ottobre 2015

Ricettazione: 400 kg di rame rinvenuto dai Carabinieri di Marzabotto.



Foto dei Carabinieri di Marzabotto.

I Carabinieri di Marzabotto hanno denunciato un 36enne turco, residente a Sant’Agata Bolognese, per ricettazione. L’uomo, gravato da precedenti di polizia, non è stato in grado di giustificare il possesso di 15 matasse di cavi di rame del peso complessivo di 400 kg che trasportava sui sedili posteriori di una Renault Mègane, fermata ieri sera dai Carabinieri in Località Pian di Venola, durante un controllo alla circolazione stradale. Quanto rinvenuto è stato posto sotto sequestro unitamente a tre strumenti per tranciare il metallo: un seghetto, una tronchese e un tagliacavi.


La Tartufesta non dimentica le opere religiose.

Secondo fine settimana di tartufesta a Sasso Marconi. Al consueto programma e alla grande offerta di carattere culinario, che hanno fatto della festa di Sasso Marconi una delle più frequentate della provincia, si aggiunge in questa occasione anche l'iniziativa dell'artista sassese Anna Rita Morara ( nella foto) che ha messo in vendita una collezione di sue opere di carattere religioso-ambientale il cui introito sarà devoluto al sostegno dell'intervento di consolidamento del solaio della canonica di San Lorenzo, compromesso dal cedimento di una trave. Anna Rita e le sue opere si trovano nel porticato della canonica di Sasso Masconi.

Intanto nella sala Giorgi del teatro comunale continua la mostra della pittrice monzunese. Jvonne Paganelli. E' recente la donazione alla parrocchia di Sasso Marconi di un suo quadro raffigurante il Santuario della Beata Vergine del Sasso.

Proprio in questi giorni è stata riportata sull'altare del santuario l'immagine della Vergine ( nella foto)  dopo un consistente restauro che le ha restituito la bellezza originale. La cornice del dipinto era stata danneggiata da un vandalo che, credendo che fosse laminata in oro, aveva tentato di grattare la superficie e asportarne la polvere. Il ladro, introdottosi in chiesa in un momento in cui non c'era nessuno, si era nascosto e si era fatto chiudere dentro per lavorare in pace. Ha poi desistito quando si è reso conto che la patina era solo una vernice dorata, ma ormai il danno era fatto.
Ora la Madonna è di nuovo al suo posto.

venerdì 30 ottobre 2015

La natura aiuta a combattere l'influenza.

L' assessore alle politiche sociali e sanità del Comune di Monzuno, Antonella Sarti, informa di un incontro a Vado, in programma domani 31 ottobre, dove verrà affrontato il tema ' I rimedi dalla natura per combattere l'influenza'.



A Marzabotto appuntamento con la 'Merenda mostruosa' .


La Pro Loco di Marzabotto informa:
Domani, sabato 31 ottobre, nella sede del centro giovanile di Marzabotto, dalle 15 alle 18, si potrà gustare la 'merenda mostruosa', cui si aggiungeranno animazioni, giochi, laboratori, vin stregato brulè e, dolcetto e non scherzetto sulla torta, una gara di dolci 'più brutti', cui tutti possono partecipare. Partecipa quindi anche tu.
L'iniziativa ludico-conviviale ha il patrocinio del Comune.

Casalecchio di Reno. Halloween con le storie da brivido che le Officine Duende trasportano in un teatro d'ombre.



Domani, sabato 31 ottobre, alle 16.30, presso la Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno, una lettura animata 'di paura"'con Officine Duende per Halloween, seguita dalla merenda offerta da Melamangio.


Le storie "di paura" di una strana vecchietta che abitava nel bosco, di un'ombra sotto il letto e di altre inquietanti presenze, ispirate al libro Denti di ferro di Tina Meroto e Maurizio A.C. Quarello, assumono un profilo ancor più magico e misterioso nel teatro d'ombre allestito da Officine Duende, che con le sue suggestioni trasporta gli ascoltatori in una dimensione onirica.
La partecipazione ha un costo di 4 Euro per bambino e un accompagnatore; l'ingresso di un secondo adulto accompagnatore è subordinato alla disponibilità di posti. È possibile acquistare l'ingresso in prevendita presso la Biblioteca C. Pavese, dal martedì al sabato dalle 14.00 alle 19.00, e anche il giorno delle attività (sempre dalle 14.00), fino ad esaurimento dei posti. È inoltre richiesta ai partecipanti l'iscrizione (immediata e gratuita) alla Casa della Conoscenza – Biblioteca C. Pavese.

Per informazioni:
Tel. 051.598300 – E-mail biblioteca@comune.casalecchio.bo.it


Dossier Statistico Immigrazione 2015.

Su richiesta di un lettore:

Il 29 ottobre 2015 è stato  presentato in contemporanea a livello nazionale il Dossier Statistico Immigrazione 2015, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in parternariato con la rivista CONFRONTI, in collaborazione con UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.


A Bologna la presentazione è avvenuta a palazzo Malvezzi, sede della Città metropolitana, dove contestualmente sono stati presentati i primi dati del Rapporto “Cittadini stranieri nell’area metropolitana di Bologna: caratteristiche e tendenze 2015”, riferiti al profilo socio-demografico dei cittadini stranieri ed al loro inserimento nel mercato del lavoro.
Il Rapporto, realizzato dalla Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo per l'Osservatorio delle Immigrazioni della Città metropolitana di Bologna, sarà completato entro dicembre 2015 con la sezione dedicata a scuola, formazione e università, casa, sanità, servizi socio-sanitari e giustizia.



Dossier statistico immigrazione 2015, a cura di Rainews24
Stranieri residenti nell’area metropolitana di Bologna
Secondo la ricerca, al 1° gennaio 2015 gli stranieri residenti nell’area metropolitana di Bologna risultano 116.034, pari all’11,5% della popolazione residente complessiva, dato in controtendenza rispetto alla flessione seppur minima registrata fra il 2013 e il 2014.
La metà (57.979, pari al 50%) risiede a Bologna dove costituisce il 15% del totale della popolazione residente. Nel territorio metropolitano il primato spetta a Crevalcore (15,4%). Al terzo posto è Vergato (14,6%).  

Nel corso degli anni Duemila, la popolazione residente complessiva è aumentata di circa di 91mila persone, quella italiana di circa 7.700 (+0,9%) mentre quella straniera di oltre 83mila (+255,6%). Il saldo naturale (la differenza tra le nascite e le morti) continua a rimanere di segno negativo per la componente italiana, mentre è altamente positivo – e per di più con un peso crescente – per quella straniera, per la quale si aggiunge anche un marcato contributo del saldo migratorio.

Acquisizioni di cittadinanza
Fra il 2012 e il 2014 sono aumentate del 67%. Erano 300 casi nel 2002, diventati circa 1.000 nel 2005 e 2006 e oltre 3.100 nel 2014. Quindi i neo-italiani residenti si sono più che decuplicati in poco più di dieci anni, riducendo di conseguenza il numero dei residenti stranieri.

Gruppi nazionali
Al 1° gennaio 2015, i rumeni si riconfermano i  più numerosi con quasi 23mila residenti, pari al 19,8% del totale delle presenze straniere. Al secondo posto sono i cittadini del Marocco (12,5%) e al terzo gli albanesi (7,1%), seguiti da moldavi e pakistani. 
Si conferma la prevalenza di donne straniere. Nel 1993 costituivano poco più di un terzo degli stranieri residenti, dal 2007 erano diventate più della metà,  nel 2015 sono il 54,4%.

Minori
I minori stranieri residenti nei comuni dell’area metropolitana di Bologna al 1° gennaio 2015 sono oltre 25mila, pari al 16,3% del totale dei minori residenti. Il dato evidenzia il notevole peso assunto dagli stranieri sul totale della popolazione giovanile residente nel territorio.
Parte di loro sono bambini stranieri nati nell’area; nel 2014 sono stati 1.869, il 22,6% del totale dei nati nell’anno. Nel comune di Bologna l’incidenza di nati con cittadinanza non italiana è anche maggiore: 27,9% nel 2014.


Permessi di soggiorno
Al 1° gennaio 2014 (ultimo dato disponibile) gli stranieri extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla Prefettura di Bologna risultavano 87.600, ovvero +4,7% rispetto alla stessa data del 2013.

L’incremento del ricorso al permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo conferma la progressiva stabilità del fenomeno migratorio: per il territorio bolognese riguarda oltre 49mila cittadini extracomunitari (+8,8% rispetto all’anno precedente e +33,9% in quattro anni).
Questo tipo di permesso è progressivamente aumentato rispetto al numero di cittadini non comunitari residenti. A livello provinciale, nel 2011 si registravano meno di 46 soggiornanti di lungo periodo ogni 100 cittadini extracomunitari regolarmente presenti sul territorio; la percentuale è salita nel 2012 al 49,4%, al 54,1% al 1° gennaio 2013 e infine si è attestata al 57,0% nel 2014.

Le versioni integrali  dei dati del Rapporto “Cittadini stranieri nell’area metropolitana di Bologna: caratteristiche e tendenze 2015” riferiti al profilo socio-demografico dei cittadini stranieri ed al loro inserimento nel mercato del lavoro sono disponibili su:
www.cittametropolitana.bo.it/sanitasociale/Engine/RAServePG.php/P/257211180406/T/Dossier-e-documenti

Maggiori informazioni sulle attività della Città Metropolitana di Bologna sui temi dell'immigrazione sono disponibili su: www.cittametropolitana.bo.it/immigrazione





Appennino bolognese, al via un corso per operatore della ristorazione. E' rivolto a persone disoccupate.


Cucina, pasticceria, sala e bar, alta ristorazione, ristorazione tradizionale, commerciale, turistica e occasionale oppure collettiva e sociale e ristorazione moderna, locali per il brunch, aperitivo, happy hour. Sono gli sbocchi professionali possibili per un "operatore della ristorazione", professionalità facilmente spendibile nel mercato del lavoro.
E proprio per aiutare disoccupati, che vivono nell'area dell'Appennino bolognese e che intendono riqualificarsi/ricollocarsi nel settore, parte a novembre un corso gratuito per operatore della ristorazione.

Il corso, della durata di 600 ore, intende contribuire allo sviluppo economico e occupazionale del territorio, è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, con fondi FSE – Asse I Occupazione in partnership con AECA associazione Emiliano-Romagnola di centri autonomi di formazione professionale, con FOMAL fondazione Opera Madonna del lavoro e Lavoropiù SPA.

Al termine del percorso viene rilasciata la qualifica professionale di
Operatore alla Ristorazione (corrispondente al III livello dell’European Qualification framework).
Oltre alle lezioni teoriche sono previste
210 ore di stage, realizzate presso aziende partner dell’area montana.

Le attività iniziano a novembre e terminano a giugno 2016, il corso si tiene al Fomal, in via Pasubio 66 a Bologna. Le lezioni sono in orario pomeridiano.
Requisiti richiesti per partecipare:
· assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto/dovere all’istruzione e formazione
· stato di disoccupazione;
· per i candidati stranieri, valido e regolare permesso di soggiorno.

Le
iscrizioni si chiudono il 6 novembre. Se i candidati saranno più di 20 è prevista una selezione.

Per iscriversi occorre compilare la scheda di adesione recandosi, c/o L'Ente di formazione professionale FOMAL in Via Pasubio n° 66 a Bologna, nei giorni e orari indicati:
Dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 14.
FOMAL Via Pasubio, 66 - 40133 BOLOGNA (Vicino Ospedale Maggiore)
Tel 051/4391111 Fax 051/6142104

E-mail: fomal@fomal.it
Web: www.fomal.it




giovedì 29 ottobre 2015

La Croce Rossa di Gaggio Montano torna a scuola...


Di Leonardo Bicocchi

I Volontari della Croce Rossa Italiana di Gaggio Montano non si fermano mai.

Concluso domenica scorsa l’appuntamento con gli ospiti di Villa Linda di Gaggio Montano e con gli anziani del Comune, sono di nuovo all’opera con il progetto 'La CRI torna a scuola'.

Grazie alla disponibilità della dirigente dell’Istituto Comprensivo Salvo d’ Acquisto di Gaggio Montano, Emanuela Cioni e alla sensibilità della vice-dirigente, Annalisa Giorgi, oggi sono iniziati i primi di una serie di incontri con i ragazzi delle scuole medie ed elementari del Capoluogo, ai quali vengono illustrate ed insegnate, in modo adeguato alla loro età, le tecniche di primo soccorso, come intervenire nelle situazioni difficili che possono capitare loro tutti i giorni a scuola o a casa e come chiamare correttamente il 118.
Ai più grandi vengono insegnate le tecniche di rianimazione Bls e l’ utilizzo del defibrillatore, di cui peraltro il complesso scolastico di Gaggio Montano si è dotato.

Quello della formazione nelle scuole è un altro impegno prioritario per i Volontari della Croce Rossa Italiana di Gaggio Montano, che rinnovano anno dopo anno, con l’ obiettivo di estenderla anche alle scuole elementari delle frazioni più piccole.








La discussione sugli ospedali di Vergato e di Porretta non si ferma.




Il presidente del Comitato Noi Voi Vergato, Loris Bonantini (nella foto), interviene in merito all'incontro pubblico che si è tenuto a Vergato lunedì scorso finalizzato a fare il punto 'sulla salute' degli ospedali di Vergato e di Porretta e scrive:

“Mi ritengo soddisfatto della serata. In primo luogo sono molto contento della collaborazione con il Comitato per la difesa dell'ospedale Costa di Porretta Terme, in quanto ciò conforta la convinzione di molti che i campanilismi in montagna non hanno piu' necessita' di esistere.

Vorrei rimarcare che è stato molto apprezzato l'intervento del Sindaco di Granaglione, Giuseppe Nanni, nel quale ha sottolineato come la montagna si deve coalizzare per fare massa critica e spuntarla nei confronti della Citta' Metropolitana che, allo stato attuale, e' completamente sorda verso le necessita' della montagna.
Chi ha investito 48 milioni di euro su i due presidi ospedalieri di Vergato e Porretta deve sapere che combatteremo con grande tenacia affinche' non vengano depotenziati. Il paventato trasferimento di Ortopedia a Porretta, da molte voce ritenuto possibile, non sarebbe che il primo passo verso lo scardinamento dei servizi sanitari in montagna, in quanto gli abitanti dei comuni più vicini alla città andrebbero al Maggiore. Una diminuzione di utilizzatori darebbe credito a chi vuol dipotenziare le presenze ospedaliere. I cittadini dell'Appenino pagano le tasse e hanno quindi pieno diritto ad avere servizi adeguati a comunità che si dicono 'civili'. Un abitante della montagna dovrebbe farsi 1 ora di auto per andare a Bologna. Perche'se Ortopedia andasse a Porretta sarebbe il primo petalo per far diventare i due presidi ospedalieri due nosocomi di comunità. Lo volete capire???

Vandalismo adolescenziale: tre minori denunciati per aver giocato a 'lancio del sasso contro la scuola'.


I Carabinieri della Stazione di Baricella hanno denunciato due 17enni e un 16enne, residenti nel bolognese, per danneggiamento aggravato. Poco dopo la mezzanotte del 12 luglio scorso, ignoti hanno danneggiato due finestre collocate al piano terra della Scuola Secondaria “Giuseppe Garibaldi”, situata in via Europa. Una pattuglia dell’Arma nell’effettuare il sopralluogo ha identificato un gruppo di ragazzi davanti a una gelateria sita nelle vicinanze del plesso scolastico, che poi risultavano però completamente estranei ai fatti.
Grazie alla collaborazione dei genitori dei responsabili, venuti a conoscenza del gesto irresponsabile dei figli, i militari individuavano gli autori del danneggiamento, a quanto pare realizzato per trascorrere la serata “giocando” al “Lancio del sasso contro la scuola”.



Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

E succede pure questo: 55enne incontra una donna, la massaggia, la narcotizza e la fa dormire per 30 ore.


I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare con l’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di un 55enne italiano accusato di stato di incapacità procurato mediante violenza e rapina aggravata. Il provvedimento segue la richiesta avanzata dal dott. Simone Purgato, PM presso la Procura della Repubblica di Bologna sulla base delle indagini dei Carabinieri avviate ad agosto, dopo che una 36enne italiana ha sporto denuncia nei confronti di un uomo sulla cinquantina che aveva conosciuto giovedì 30 luglio su un sito internet di annunci erotici. Dopo un approccio telematico, nel quale la donna si era resa disponibile a consumare un rapporto sessuale, l’uomo le aveva dato appuntamento per il giorno seguente, presso un monolocale situato nei pressi di Viale Palmiro Togliatti. Alle ore 22 circa di venerdì 31 luglio, la 36enne si era recata nel monolocale per incontrare il soggetto con il quale aveva deciso di fare sesso, dietro un corrispettivo di 80 euro. Dopo i primi convenevoli, l’uomo, con modi garbati e gentili le offriva un drink e cominciava a massaggiarla. Trascorsi alcuni minuti, la donna perdeva conoscenza per risvegliarsi alle 4:30 del 2 agosto sola, confusa e non più in possesso degli 80 euro che aveva ricevuto due sere prima. Accanto al letto trovava un biglietto dal tono premuroso con su scritto: “Io sono fuori, Torno domani pomeriggio. Se non ti senti ancora bene stai pure qui a dormire fino a domani mattina. Ti lascio asciugamani e sapone per la doccia. Ti lascio 20 euro per il Taxi. Non guidare se non stai bene. Per errore hai preso un ansiolitico. Domani chiamami che ti spiego per il ritiro della tua macchina (se la lasci qui). Ti vengo a prendere”. Terrorizzata dalla circostanza, la 36enne usciva di corsa dal monolocale, saliva in macchina e non appena partiva si schiantava contro un palo, fortunatamente senza riportare conseguenze. La mattina del 3 agosto, sentendosi ancora confusa, si recò al pronto soccorso per essere sottoposta a una serie di accertamenti, dai quali emerse che le era stato somministrato, a sua insaputa, un quantitativo elevato di “Benzodiazepine”.
I militari sono risaliti agevolmente all’identità del 55enne, benché non avesse fornito alcun dato delle sue generalità alla donna che ne ignorava anche il nome di battesimo, perché aveva comunque fornito alla vittima il proprio numero di cellulare, ed hanno quindi ricostruito i fatti. Il monolocale è risultato di proprietà di un amico del 55enne, che ne poteva disporre liberamente (sono in corso accertamenti per verificare eventuali connivenze del conoscente). Benché la ragione dell’incontro fosse di natura sessuale, non risulta che sia stato consumato alcun tipo di rapporto.
Nel corso di una perquisizione domiciliare, il 55enne, appassionato di massaggi, ha ammesso le proprie responsabilità, dicendo di aver narcotizzato la donna, non tanto per motivi sessuali, quanto per la necessità di avere accanto una persona da abbracciare a suo piacimento. Su disposizione del Giudice, l’arrestato, oltre a non allontanarsi da casa, non può comunicare, neppure telefonicamente o per via telematica, con altre persone.


Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna


San Benedetto Val di Sambro ospita un campo di formazione di protezione civile.

L'Appennino avrà ' i volontari speciali' delle emergenze per la cui preparazione è stata programmata una serie di incontri formativi in materia di protezione civile.
 
Il campo in cui questa attività si svolge è stato battezzato “Pilianum I” (Pilianum era l’antico nome di un’area compresa tra Pian del Voglio, Montefredente e Castiglione dei Pepoli). Ha sede a Montefredente ed è organizzato dal Comitato Croce Rossa bolognese insieme ai Volontari della Protezione Civile di San Benedetto Val di Sambro, alla Pubblica Assistenza 'Città di Vado' e alla Pubblica Assistenza “Val di Sambro”.
Una cinquantina tra volontari della Protezione Civile, dell’ANFASS e della Croce Rossa Italiana saranno impegnati in questa importante attività. Le iniziative icoinvolgeranno anche le scuole primarie e secondarie per dare la consapevolezza che sin da bambini bisogna essere preparati a comportarsi correttamente in caso di emergenza.
Il ricco programma prevede attività sviluppate sulla conoscenza del Piano di Protezione Civile Comunale di San Benedetto Val di Sambro, interventi formativi presso le scuole, interventi formativi alla popolazione, prove delle attrezzature a disposizione dei vari enti, l’utilizzo dei droni a disposizione della Croce Rossa Italiana e addestramenti operativi. È prevista anche una simulazione su larga scala nella quale i volontari saranno chiamati ad affrontare un caso di frana nella località Faldo, dovendo esercitarsi nel predisporre le strutture di prima accoglienza e fornire assistenza alla popolazione. Uno scenario che la cronaca di tutti i giorni dimostra essere tutt’altro che infrequente.
Si tratta della prima esperienza del genere per il nostro comune – spiega il sindaco di San Benedetto, ingegner Alessandro Santoni ( nella foto) .Ci proponiamo di tenere alta la guardia sul tema del dissesto idrogeologico perché, per quanto si possa fare per prevenire i disastri ambientali, bisogna però essere anche pronti ad affrontarli nella sciagurata eventualità che si realizzino”.
L’impegno del primo cittadino è inoltre giustificato dal fatto che è anche il delegato alla protezione civile per l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.
L’iniziativa sarà supportata anche dalla sezione di Monfredente dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dalla Sezione di Casalecchio di Reno dell’Associazione Nazionale Radioamatori, dall’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze – Sez. Emilia Romagna, dalla Società Autostrade per l’Italia – 4° Tronco.




Sasso Marconi. Il censore Pietro Fortuzzi non riposa mai .

Continua l'azione censoria del consigliere comunale di Sasso Marconi Pietro Fortuzzi.







mercoledì 28 ottobre 2015

Fate attenzione affichè le mele non diventino 'troppo care'. C'è chi attira con la offerta frutta e poi deruba. : 35enne denunciato dai Carabinieri.


I Carabinieri hanno denunciato un 35enne, nato a Pomigliano D’Arco, residente nel modenese, per furto in abitazione.

Venerdì scorso, un 81enne di Crevalcore si è recato in caserma per sporgere denuncia di furto in abitazione contro ignoti. L'’anziano ha raccontato che la mattina del 23 settembre aveva acquistato 10 euro di frutta da un venditore ambulante conosciuto sotto casa, dotato di un furgoncino. Questi, volendosi mostrare gentile nei confronti dell’81enne, si era fatto avanti per aiutarlo a portare in casa la merce che gli aveva venduto. Dopo i convenevoli di circostanza il venditore era uscito di casa e poco dopo però l’anziano si è  accorto di non avere più il portafogli che aveva appoggiato su un tavolino. 

Una settimana dopo (30 settembre), il 35enne è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri di Nonantola che hanno sorpreso per strada a derubare i clienti che si erano avvicinati al suo furgoncino per fare acquisti. 

In sede di riconoscimento fotografico eseguito dai militari di Crevalcore, l’81enne non ha esitato a riconoscere l’esercente.


Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

A Casalecchio di Reno, il 'NO ALLA GRANDE GUERRA 1915-1918' di Ercole Ongaro.


Domani, giovedì 29 ottobre alle 20.45, nella Casa per la Pace di Casalecchio di Reno), lo storico Ercole Ongaro presenta il suo libro No alla Grande guerra 1915-1918 (I Libri di Emil, 2015), in una serata che alternerà al dibattito con l'autore le proiezioni di filmati d'epoca e le letture di documenti ufficiali che attestano episodi di opposizione nonviolenta al conflitto in Emilia-Romagna.
Secondo la ricostruzione di Ongaro, l'antimilitarismo di inizio '900 in Italia è un movimento che prende forza nonostante le repressioni sempre più violente imposte dal Governo e poi dall'Esercito, a partire dai moti popolari del 1898 noti soprattutto per la strage di folla compiuta dal generale Bava Beccaris a Milano. Anche nel 1915, dopo le limitazioni alle libertà civili introdotte già in marzo dal Ministero degli Interni e inasprite dopo il 24 maggio, il dissenso alla guerra permane e si amplia, in nome di ideali di fraternità universale per socialisti e anarchici o in obbedienza al comandamento del "non uccidere" per i cattolici.

Ercole Ongaro ( nella foto), nato nel 1947 a Cazzago S. Martino (Brescia), vive a Lodi, dove dirige l'Istituto Lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (ILSRECO). Ha coordinato il Comitato per la pace del Lodigiano dal 1990 al 1999 e il Comitato Lodigiano per l’acqua pubblica dal 2007. Ha pubblicato, a partire dal 1977, saggi e monografie sulla storia politica e sociale dell'Ottocento e del Novecento e su temi istituzionali e politici, tra cui Resistenza nonviolenta 1943-1945 (I Libri di Emil, 2013), prima ricostruzione complessiva delle esperienze di opposizione non armata al nazifascismo.

Ingresso libero

Per informazioni: Tel. 051.6198744 – E-mail percorsidipace@libero.it


Risate in dialetto a Sasso Marconi.



Apre domani, giovedì 29 ottobre, alle 21, nel teatro comunale di Sasso Marconi, la rassegna dedicata al teatro dialettale 'Un bèl Casein' con “E té chi it?”, una divertente commedia portata in scena dalla compagnia “Bruno Lanzarini”. La vita di una tranquilla famiglia bolognese viene sconvolta quando, di punto in bianco, la signora Luisa non riconosce più il marito e lo caccia di casa come se fosse un intruso… Sconcertato, il pover’uomo chiama un luminare per risolvere il caso, ma il professore si troverà coinvolto in una situazione piuttosto imbarazzante…

La rassegna, giunta alla 15ª edizione, prosegue poi a giovedì alterni fino al 4 febbraio, proponendo altri sei appuntamenti. Si tratta di spettacoli portati in scena da note compagnie dialettali (tra cui
Arrigo Lucchini, I Cumediant Bulgnis e il Teatro della Tresca), che ruotano attorno alle situazioni e alle tematiche tipiche della commedia bolognese: intrighi familiari, intrecci sentimentali ed equivoci.

Presso l’ufficio turistico 'infoSASSO' (tel. 051 6758409), è possibile abbonarsi ai 7 spettacoli del cartellone dialettale.

A novembre, gli spettacoli in dialetto saranno affiancati dalla rassegna di teatro comico brillante “
Ridere è una cosa seria”, che riunisce in un unico cartellone il filone comico e il teatro di prosa, protagonisti della programmazione teatrale degli ultimi anni. Accanto a spettacoli che proseguono il percorso di ricerca nel collaudato genere del teatro comico, nella rassegna trovano spazio monologhi e opere che basano la propria efficacia sui virtuosismi, sulle acrobazie verbali e sulla personale ‘cifra’ espressiva degli attori: in tutto sette spettacoli di qualità che affrontano temi come la satira di costume, l’impegno civile e la riflessione sull’esistenza umana.
Per tutti i dettagli sul programma delle due rassegne e per maggiori informazioni sulla stagione
teatrale 2015-16 del Teatro comunale di Sasso Marconi, consultare il sito web www.comune.sassomarconi.bologna.it


Con il Cai alla scoperte dei ' gioielli dell'Appennino bolognese'.


Di Alessandro Ori

La Scola con 'il trucco' invernale
Domenica prossima, 1 novembre, il Club Alpino Italiano di Bologna (C.A.I.), ha organizzato una passeggiata nella Valle del Reno, precisamente su Monte Montovolo, alla scoperta di alcuni dei borghi più belli dell'Appennino bolognese. Borghi che chi è bolognese non può non conoscere.

Il panorama che si gode dalla cima di Montovolo spazia sino al Corno alle Scale, al Cimone e alle cime dell'appennino pratese e offre la visione della valle Reno quasi completa, da Porretta a Casalecchio, quasi a chiudere la incantevole cartolina ambientale là in fondo il Santuario di San Luca.



Itinerario
Riola – La Scola – Campolo – Balzi di S. Caterina – Montovolo – Predolo – Cà Brunetti - Riola

Dislivello + 900 -900 metri circa
Tempo di percorrenza 7 ore circa
Lunghezza 13 km circa
Grado di difficoltà Medio
Pranzo Al sacco

DETTAGLI SUI TRASPORTI:
ANDATA:
Ritrovo: Bologna Centrale Piazzale Ovest h 6,50
Treno da Bologna Centrale Piazzale Ovest h 7,04
Arrivo a Riola h 8,01

RITORNO:
Treno da Riola h 17,33
Arrivo previsto Bologna Centrale h 18,32

BIGLIETTI:
Biglietto Andata Treno FS da Bologna a Riola € 4,60
Biglietto Ritorno Treno FS da Riola a Bologna € 4,60

Info cell. : 331 918 4640

Info Facebook:
www.facebook.com/Trekking-Col-Treno-1568854596663492/?fref=ts

Info Web:
trekkingcoltreno.it/it/gli-scalpellini-del-montovolo/


 
BORGO LA SCOLA


Il borgo La Scola è un ‘borgo magico’ che resiste miracolosamente al tempo. Già nel ‘200 sembra che fosse abitato, ma solo negli estimi del 1375 se ne parla e si nominano le famiglie che lo abitavano. Che radice ha il termine Scola? Per alcuni Skult dal tedesco, posto di guardia dei Longobardi di Pistoia che nel VI secolo tentarono di entrare nell’Esarcato che qui aveva fortificato i propri confini per impedire appunto l’intrusione dei Longobardi, per altri toponimo di origine greca con lo stesso significato di posto di guardia, vedetta. Luogo militare dunque e infatti di qui passava, come dice il Palmieri nella sua “Montagna bolognese nel medioevo” del 1929 , il limes che divideva l’Esarcato dalla Longobardia pistoiese. L’immagine di Scola che sopravvive oggi si è formata tra il 1300 e il 1500 in un momento di espansione e di sviluppo economico agrario, quando gli abitanti del contado si impossessarono delle terre di monasteri e di nobili che rientravano in città. Una rinnovata piccola proprietà fondiaria diede vita al sorgere di una edilizia che ebbe gli artefici nei Maestri Comacini che qui, come in tante altre parti d’Italia tra il ‘300 e il ‘500, lavorarono in gran numero: le vecchie torri si trasformarono in abitazioni civili e così case, fienili, essiccatoi si allargarono anche oltre le mura di difesa. Tanti sono i segni di quel tempo che ancora rimangono a tramandare la vita dei secoli passati. La Scola è tutta arroccata attorno alle sue torri e ai suoi due oratori, solo San Pietro vive ancora, ma anche tutto il territorio è ricco di presenze: Rio, Montione, Predolo di Vico, Ca’ Dorè di Vimignano, Riola vecchia, Montovolo, punto nodale di pellegrinaggio e di mercati ‘ da sempre’.

(da:
borgoscola.net/dettagli.htm)

 

SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DELLA CONSOLAZIONE DI MONTOVOLO


L’iscrizione sulla lunetta in arenaria del portale, A.D. MCCXI R.O. I. P, che Mario Fanti interpreta, incontestato, come Anno Domini 1211 Regnante Othone ImPeratore (cioè Ottone di Brunswick che regnò dal 1209 al 1218), pone una collocazione temporale precisa della Chiesa di S. Maria di Montovolo (l’intitolazione alla B.V. della Consolazione è documentata solo dal XIX secolo), la cui storia, però, è assai più antica.

Tralasciando le origini remote, che la individuano come probabile tempio pagano, ipotesi suffragata da rinvenimenti nei dintorni di reperti etruschi di varia natura, e limitandoci all’era cristiana, esse si possono far risalire al X – XI secolo, come attestato dai resti nella cosiddetta cripta, certamente di età proto-romanica.

Chiesa, questa primitiva, andata distrutta da un incendio definito “ab immissione Diabolica” sul documento con cui Ottaviano Ubaldini, arcidiacono del capitolo metropolitano di San Pietro, promosse una raccolta fondi presso tutti i parroci di città e del contado finalizzata alla sua ricostruzione. La Chiesa di Montovolo, infatti, apparteneva ai canonici della cattedrale bolognese fin dal 1054, anno in cui fu ad essi assegnata, con atto di donazione, dal vescovo Adalfredo.

Non è da escludersi, pertanto, che la ricostruzione della chiesa di Santa Maria di Montovolo si inserisca nel quadro della lotta che in quegli anni vede Bologna opporsi all’imperatore Federico II in difesa della propria autonomia comunale; lotta che vede in perfetta sintonia di intenti l’autorità cittadina e il proprio Vescovo, di cui il capitolo dei canonici è il braccio operativo. In tale ottica, pertanto, l’espressione più sopra riportata per identificare l’origine dolosa dell’incendio, assume i connotati della denuncia di un vero e proprio attacco armato della nobiltà ghibellina montana, legata all’imperatore, a un simbolo forte del comune bolognese, guelfo e anti – imperiale.

Alla logica della chiamata a raccolta contro l’imperatore scomunicato ed eretico, risponderebbe anche la regia dell’Ubaldini nella leggenda, dai più ritenuta di origine popolare, del martirio sul Montovolo di S. Acazio insieme a 10.000 componenti della sua schiera, crocifissi agli alberi perché convertiti alla fede cristiana.

0051.JPG (114249 byte)S. Acazio, vissuto al tempo dell’imperatore romano Adriano (117 – 138 d.C.) è il fratello di Santa Caterina d’Alessandria , cui è dedicata l’altra chiesa sul Montovolo, più esattamente un Oratorio, edificato nel medesimo periodo della ricostruzione di Santa Maria, ad una quota più alta di questa (940 m.). Non è dato sapere, infatti, se la data 1211 indichi l’inizio o la fine dei lavori di ricostruzione.

Di certo l’Oratorio di Santa Caterina fu edificato quale ex voto da crociati bolognesi di ritorno dalla crociata di Damietta. Circostanza, questa, che sta alla base dell’accreditamento di Montovolo come Sinai bolognese , avanzato per primo dal Rubbiani nel 1908: il complesso ecclesiale di Montovolo, cioè, dal secolo XIII comincia a richiamare il Monte Sinai allo stesso modo in cui la Sancta Jerusalem delle basiliche bolognesi stefaniane e di S. Giovanni in Monte richiama la città di Gerusalemme e il Santo Sepolcro.

Valutazione di ordine squisitamente spirituale che, tuttavia, torna a indiretta conferma, nel contesto del clima politico ducentesco bolognese cui si accennava, di una regia strategica del capitolo della cattedrale, e quindi dell’autorità Vescovile, per assicurare a Montovolo un carattere di santuario “nazionale” bolognese; ove, certamente, il termine nazionale non deve intendersi con l’accezione odierna, di eredità ottocentesca, ma semplicemente identitaria.

Carattere peraltro sottolineata anche negli statuti bolognesi del 1249 con la indizione, esentasse, delle grandi Fiere settembrine da svolgersi dal 8 al 14 settembre, in concomitanza con le feste religiose. Fiere che si sono continuate fino all’immediato secondo dopoguerra.

Questo carattere di centro devozionale bolognese per eccellenza si manterrà fino alla edificazione del santuario di San Luca; ed è comprovato dall’esservi sempre un rettore, in taluni periodi anche senza obbligo di residenza in loco, nominato dal Capitolo dei canonici della Cattedrale; nonché dalla circostanza che la fama del Santuario è ben diffusa in città e nella intera diocesi, nonostante l’assenza di eventi miracolosi ivi avvenuti.

A tale proposito vale la pena ricordare che l’unico evento sopranaturale di cui si ha notizia in una cronaca risale al 1399 durante una delle tradizionali processioni che raggiungevano la cima del monte. In prossimità del balzo di Santa Caterina apparve una croce come di fuoco ed un giovane alla vista di essa cadde a terra e, dopo essersi rialzato, affermò che la Santa Vergine gli aveva chiesto di erigere in quel luogo una croce. Da qui l’edificazione della Edicola della Santa Croce, che ancora oggi vi si trova.

Come si diceva, l’ erezione di San Luca alle porte di Bologna, dà una spinta definitiva al passaggio in secondo piano, in epoca moderna, del Santuario di Montovolo, che diviene uno dei tanti di devozione Mariana della montagna, con un bacino di affluenza ben circoscritto.

Alterne, in questi secoli, sono le vicende di gestione e manutenzione del complesso ecclesiale che, ad esempio, lo vedranno anche completamente intonacato all’interno e verniciato a strisce alternate coi colori calce chiaro e scuro per imitare i marmi bicromi delle chiese romaniche toscane. In questo lasso di tempo il Santuario di Montovolo potrà anche annoverare come amministratore il Conte Cesare Mattei, eclettico edificatore della Rocchetta in quel di Riola,. A lui per primo si deve l’individuazione del ripristino della primitiva pseudo cripta come obiettivo prioritario da raggiungere. Cosa che avvenne nel 1925, essendo rettore Don Vito Pedrini,, parroco di Grizzana.

In quello stesso anno giubilare l’arcivescovo cardinale Nasalli Rocca elevò la chiesa alla dignità di Santuario arcivescovile.

Non è dato sapere se con tale titolo il Cardinale intendesse recuperare l’antico legame medievale di Santa Maria di Montovolo con la cattedrale di San Pietro in Bologna e il suo Vescovo.

Ci pare tuttavia di non andare oltre ciò che la prudenza suggerisce nell’auspicare che le celebrazioni per l’ VIII centenario del 2011 abbiano rinverdito, rinnovandolo secondo modalità contemporanee, quell’antico stretto vincolo del Santuario di Montovolo con il Capitolo Metropolitano di S. Pietro di Bologna.

Concludendo questa estrema sintesi storica, non si può non ricordare la premurosa, indomita e spesso solitaria sollecitudine di Don Annibale Sandri, rettore del Santuario dal 1943 al 2001, cui si deve non solo la salvaguardia dalle distruzioni belliche della statua della Madonna, ma anche la realizzazione della carreggiabile che negli anni cinquanta ha sostituito la vecchia mulattiera e che ha contribuito in maniera determinante a preservare il santuario di Montovolo da un completo oblio.

(da:
www.santuariomontovolo.it/pagine/notizie_storiche.htm)


Un'Altra Sasso, 'CONTRO OGNI BARRIERA'.

Riceviamo e pubblichiamo
La "libertà di movimento" e più in generale l'accesso a tutti quei servizi che sono messi a disposizioni della cittadinanza, fanno parte di quei diritti fondamentali del cittadino che ogni buon amministratore deve essere in grado di garantire e di tutelare.
UN'ALTRA SASSO, fin dalla sua nascita, ha messo il suo impegno nella lotta alle
barriere architettoniche di Sasso Marconi, spinto in questo da alcuni cittadini diversamente abili che chiedono che i loro diritti vengano finalmente riconosciuti.
Pensiamo che un territorio come il nostro, nel quale la qualità della vita è così elevata, debba impegnarsi e munirsi di tutti gli strumenti utili a provvedere che questo diritto venga difeso.
Per questo, in stretta collaborazione con chi vive queste situazioni sulla propria persona, abbiamo redatto un piano operativo e un elenco di situazioni che, attraverso un percorso pluriennale (non ci facciamo illusioni, sappiamo che i costi per questi interventi sono molti e alti e che questo richiederà tempo) ci permetta realmente di cancellare tutti quegli ostacoli che limitano la libertà dei nostri concittadini, rendendo Sasso Marconi una cittadina: SENZA PIÙ BARRIERE!
Siamo convinti che l'Amministrazione comunale sia sensibile a questo tema e sia disposta ad ascoltare il nostro invito, per questo, siamo disposti a mettere da parte ogni questione e a collaborare al fine di ottenere il risultato sperato.
Un ringraziamento infine dovuto, a Erika Muratori, una nostra giovane concittadina con un grande spirito d'iniziativa e una grande forza d'animo, per averci permesso, giorno dopo giorno, di renderci conto sul serio delle enormi difficoltà e degli enormi (a volte purtroppo insormontabili) ostacoli che si trova di fronte una persona inabile o diversamente abile.
A breve renderemo noto alla città il nostro piano e le nostre idee in modo che si apra una discussione, speriamo franca e costruttiva, sulla questione.



martedì 27 ottobre 2015

Vergato. Con la salute non si scherza.

Una assemblea molto partecipata si è riunita ieri sera al teatro comunale di Vergato nella speranza, ma anche nel timore, di sapere il futuro dell'ospedale di Vergato, viste le continue allarmate voci sulla possibilità di trasferire altrove, probabilmente all'ospedale di Porretta, il reparto di Ortopedia. E che non sia un argomento poco sentito lo testimoniano anche le presenze tra il pubblico di diversi amministratori e cittadini di comuni vicini. Infatti il trasferimento si teme vada ad incidere pesantemente sul futuro della sanità in montagna.
Dai relatori, tra i quali amministratori regionali di vari schieramenti politici coinvolti nella gestione della materia, sono arrivate rassicurazioni poiché la decisione non può essere presa senza il coinvolgimento degli enti locali e territoriali. Quello che però è sembrato il protagonista della serata era il 'fantasma' del Piano di Riorganizzazione e Riordino della Sanità Regionale del quale da mesi viene annunciata l'imminenza della presentazione, ma che ancora è una misteriosa entità. Solo da questo piano, quindi dalle decisioni nero su bianco, si potrà capire concretamente che fine faranno i due presidi sanitari di Porretta e Vergato e quindi quale potrà essere il futuro della sanità in montagna.
Dopo avere chiarito che i due ospedali sono in realtà un unico ospedale su due presidi e quindi vanno superati i campanilismi che portano solo danni, il presidente del distretto socio sanitario di Porretta Terme Marco Mastacchi, sindaco di Monzuno, ha aggiunto : “Negli ultimi mesi siamo stati di nuovo rassicurati sul mantenimento di ortopedia a Vergato. Se a sorpresa venisse comunicato il trasferimento senza aver prima coinvolto le realtà locali, si romperebbe un 'patto' che cambierebbe le modalità di rapporto con l'Azienda Sanitaria”. Il sindaco di Vergato, Gnudi, ha detto che l'ospedale di Vergato è una realtà importante, fornendo anche le cifre di visite e interventi e ponendo l'accento sul fatto che la Tac, fondamentale aiuto diagnostico, sta avviandosi al pieno utilizzo.
Il timore di un impoverimento dei servizi sanitari in montagna è emerso comunque da tutti gli interventi. “ Il pericolo è quello di un continuo depauperamento dei servizi fino a declassare gli ospedali a semplici hospice”.
Anche il pubblico, piuttosto preoccupato, è intervenuto dando un contributo al confronto. C'è chi ha attribuito l'eccessiva spesa per la sanità non al personale sanitario, ma alla presenza sempre più numerosa di figure organizzative ricoperte da politici, “Che poi non ci sono mai quando vengono fuori i problemi. Mentre quando questo ruolo era affidato ai primari l'intervento risolutivo era immediato”.
Questa accusa della incostante presenza dei politici è parsa trovare conferma anche nella sottolineatura fatta da Raffaella Sensoli, vicepresidente della commissione regionale per la Sanità, che ha denunciato l'assenza agli incontri della commissione dell'assessore regionale competente.


Incisivo anche l'intervento del vicepresidente del 'comitato ospedale di Porretta', Brunetti: “La sanità purtroppo ragiona con la logica di mercato che ha portato ad esempio alla chiusura del punto nascita a Porretta. Questo non poteva essere chiuso poiché faceva parte di un esperimento voluto dall'ASL e quindi fuori dalla logica dei 500 parti minimi all'anno. C'è un ricorso in atto”.


Fra i partecipanti c'è stato chi ha inviato una considerazione ( amara) che riportiamo:

In relazione all'assemblea tenutasi questa sera è venuto fuori da un Consigliere Regionale che il progetto dello spostamento di Ortopedia esiste ma che è congelato.

Che l'Assessore alla Sanità latita

Che il Patto per la salute deve essere ancora sfornato

che il terzo piano dell'ospedale di Vergato è vuoto

che nello stesso si potrebbe creare un reparto di fisioterapia e riabilitazione in costanza di presenza del Reparto di Ortopedia

Che alla domanda del Signor Gamberi di esporre il nome del Responsabile di questa situazione sarebbe opportuno che venga fatto ma che alla fine dell'assemblea questo nome non è uscito.

che qui in montagna potrebbe esserci un Hospice

quello che dovrebbe venire fuori dovrebbe essere quando la casa della salute sarà operativa nelle 24 ore con la turnazione dei medici di famiglia.

l'Hospice, per esempio, lo si potrebbe realizzare nella palazzina che sta cadendo a pezzi posta di fronte alla casa della salute di Vergato.

Mi ha colpito ma non sorpreso l'arroganza del vergatese Venturi visionando il trailer andato in onda prima del dibattito.

Vedremo a fine mese cosa risponderà il Venturi all'interrogazione presentata dal consigliere Bignami

http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/monitor.php?vi=all&st=doc&dl=f38143a5-a622-b713-2016-560a9debf9bb&dl_t=html&dl_a=y&dl_id=2&ul=1&ev=1&bk=1

da paura immettere la parola ortopedia nel motore di ricerca e scoprire che florilegio sta accadendo in giro per la Regione

http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/monitor.php?vi=all&st=query&xq=q18





Sasso Marconi. Il mondo della 'Porziola' è pulito.



Anche Sasso Marconi ha fatto la sua parte per ‘pulire il mondo’ dai rifiuti. E' stato setacciato e ripulito il Reno nel tratto di San Lorenzo.

C'era anche il sindaco Stefano Mazzetti a pulire i laghetti della Porziola dalla grande quantità di rifiuti lasciati da ignoti 'delinquenti ambientali'. A fargli compagnia anche il consigliere di opposizione Eugenio Salamone: la tutela dell'ambiente non ha colore politico.


Sasso Marconi ha aderito infatti alla bella iniziativa di Legambiente 'Puliamo il Mondo e sabato scorso 24 ottobre ha organizzato una mattinata ecologica per ripulire gli argini del fiume Reno dai rifiuti abbandonati.

Alle operazioni hanno partecipato volontari di Legambiente (Circolo SettaSamoggiaReno), dell’Associazione Nazionale Alpini (sezione Sasso/Casalecchio) e del Gruppo escursionismo CSI Sasso Marconi, gli operatori dell’Ufficio Ambiente del Comune di Sasso Marconi, alcuni volenterosi cittadini e quattro studenti dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente “B. Ferrarini”, impegnati in uno stage formativo presso il Comune di Sasso Marconi: in tutto, una quarantina di persone.

Le operazioni si sono concentrate sul lungofiume nella zona di via Gamberi: i partecipanti si sono dati appuntamento di buon mattino e, attrezzati di sacchi e pinze, hanno ripulito un’area di 1,5 Km, raccogliendo un centinaio di sacchi di rifiuti (circa 700 kg.) e alcuni quintali di ingombranti (pneumatici, poltrone, materassi, pezzi metallici ecc.).


Rimane sempre inspiegabile l'azione insensata di chi abbandona rifiuti di ogni genere lungo le strade o i corsi d'acqua. Ogni comune ha ormai un sito, un'oasi o una stazione ecologica che accoglie rifiuti anche ingombranti, se non quelli pericolosi.
Non si capisce quindi perchè preferire strade appartate o sponde di fiumi. Qualcuno spiega queste azioni inaccettabili imputandole agli 'irregolari': essendo gli autori degli scarichi dei 'clandestini' non possono essere accreditati alle consegne nelle isole ecologiche. Se così fosse di irregolari a Sasso Marconi ce ne sarebbero migliaia. E' da credere invece che si tratti di semplice maleducazione che andrebbe perseguita severamente.