sabato 10 agosto 2013

L’auto solare italiana 'Emilia III', che parteciperà al World Solar Challenge, ha fra i padri anche Francesco Cassarini di Catiglione dei Pepoli.



Di Paola Ciani.

E’ ‘targata anche Castiglione dei Pepoli’ l'auto solare, Emilia III, che parteciperà al confronto mondiale in Australia ‘Word Solar Challenger’ in calendario dal 6 al 13 ottobre.

Il veicolo, che dà lustro all’Alto Appenino bolognese, per le capacità dei suoi figli, è già stato  presentato al Museo Ferrari di Maranello il 6 agosto  e l'  ingegner  Francesco Cassarini, di Castiglione dei Pepoli, responsabile della componente elettronica e  accumulatori del progetto, ha dimostrato per la qualità della proposta progettuale di aver portato a ‘frutto’ la sua esperienza, accumulata sia per aver partecipato all'edizione 2011 con Emilia 2,  sia per aver collaborato alla progettazione, costruzione e collaudo della nuova Emilia 3 quale membro del dipartimento di ingegneria Elettrica UNIBO.

Il presidente e vicepresidente del ‘Cavallino’, Luca Cordero di Montezemolo e Piero Ferrari, hanno  ammirato il  prototipo per la proposta futurista che contiene e hanno  inviato il proprio ‘in bocca al lupo’ al team ‘Onda Solare’ che parteciperà con questo veicolo al World Solar Challenge australiano 2013, competizione biennale per prototipi automobilistici alimentati esclusivamente a energia fotovoltaica. La sfida consiste nel percorrere i 3.021 km che separano Darwin da Adelaide attraversando le aree interne più remote, semi-desertiche, del continente australiano. Onda Solare è l’unico team italiano iscritto all’evento.
Tanti i padri putativi del prototipo che ha ‘sollecitato’ la nota capacità inventiva, organizzativa e produttiva emiliana: un  imprenditore di Reggio Emilia ha progettato e realizzato (e regalato) gli innovativi motori ruota originali per Emilia 3.
Un lungo elenco di ditte piccole e grandi ha offerto materiali e componenti tecnologici. Così è nata e ha preso forma Emilia 3, un’auto solare nuova, di grande valore economico e tecnologico. Indubbiamente un vanto per l’Emilia Romagna.
Nella ditta Grafite Compositi di Castel San Pietro Terme (BO) poi dopo il normale orario di lavoro da mesi e mesi un gruppo di volontari (operai, artigiani, tecnici, ingegneri, imprenditori, impiegati) ha disegnato, progettato, laminato, tagliato, cotto e incollato fibre di carbonio...

Al progetto hanno collaborato dipartimenti della facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna  e  studenti e docenti del corso prototipi dell’Istituto scolastico  Ipsia ‘Ferrari’ di Maranello.



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