martedì 26 marzo 2013

STORIA DELLA DITTA VENTURA DI SASSO MARCONI


Luigi Ventura 'Gigein'


Di Filippo Macchiavelli:

La ditta Ventura è nata nel 1928 ai Cinque Cerri, frazione di Sasso Marconi.
In quell’anno, su iniziativa di Luigi ‘Gigein’ Ventura, aprì i battenti infatti una piccola officina in cui si offriva il servizio di riparazione delle biciclette, che in quel periodo era uno dei mezzi di locomozione più diffusi fra la popolazione dell’Appennino.
L’idea di aprire questa attività venne a Luigi dopo un periodo di lavoro nelle Ferrovie dello Stato e dopo aver fatto pratica nell’arte della ciclistica presso alcuni conoscenti, nella ditta Serotti di Bologna (che allestiva cicli e carretti).
La attività prese subito piede e i clienti aumentarono di anno in anno, tantochè nel 1930 Luigi Ventura decise di spostare l’officina progressivamente sempre più verso il centro di Sasso Marconi. Inizialmente la nuova sede fu ricavata in una rimessa in via Ponte Albano e poi in un negozio più ampio di via Porrettana, alla altezza di via Castello. Gigi rilevò il negozio Pasquini che già da tempo commerciava in biciclette e macchine per cucire Singer.
Gruppo del corso meccanici moto NSU in Germania.
Romano è il 4° da destra in prima fila
Il lavoro artigianale di Luigi Ventura era conosciuto e rispettato in paese e il ‘servizio’  divenne un punto di riferimento per coloro che quotidianamente transitavano per l’importante via Porrettana.
Negli anni ’40, alla già ben solida attività di assistenza tecnica, Luigi Ventura, che da qualche anno era affiancato nel lavoro anche dal giovane figlio Romano e da 2 collaboratori di officina, decise di aggiungere la progettazione, la costruzione e l’assemblaggio di biciclette con proprio telaio e marchio.
I modelli dei ‘cicli Ventura’ iniziarono così a diffondersi in paese e a divenire oggetto di richiamo.
Via Castello: foto del 1937
che ritrae Romano piccolo,
il padre Luigi e un corridore con bici.
La produzione proseguì florida fino al 1944,  anno in cui la attività subì una brusca interruzione a causa dei bombardamenti alleati (l’edificio in cui aveva sede l’officina fu raso completamente al suolo).
La famiglia Ventura si trasferì allora a Bologna, dove cercò di proseguire la attività commerciale con le poche risorse rimaste a disposizione, all’interno di un garage con l’aiuto di alcuni conoscenti anch’essi sfollati.
Tornati poi a Sasso Marconi, nel biennio 1945/1946, in attesa della ricostruzione del paese, fu concesso alla famiglia Ventura dal Comune di Sasso Marconi uno scantinato in cui riprese la attività di produzione telai, di assemblaggio biciclette e di riparazione.
In questo periodo iniziò anche la vendita e la riparazione dei primi modelli di ciclomotori. Questo salto nella meccanica fu possibile  anche grazie alle conoscenze acquisite da Romano Ventura in materia, dopo un corso professionale seguito in Germania nella famosa fabbrica di moto NSU.
Dopo altri spostamenti di sede conseguenti alle vicende della ricostruzione, Luigi e Romano Ventura nel 1952 si trasferirono nel negozio di via Porrettana 200, rilevando lo spazio dalla attività di Anselmo Pedretti. Il negozio, all’imbocco della piazzetta Marconi, ora non esiste più. Fu abbattuto, con il mulino Zani, per fare posto all’attuale edificio sulla piazzetta.
Via Castello distrutta dai bombardamenti.
Rasi al suolo l’abitazione e l’officina Ventura.
In quegli  anni la produzione di telai e biciclette da corsa si intensificò notevolmente, anche per l’inizio di una storica collaborazione con la Società Ciclistica di Sasso Marconi (grazie all’allora presidente della società Lanzarini).
La ditta Ventura si occupava dell’allestimento di tutte le biciclette degli atleti della squadra, contribuendo ai successi della società, quali quelli di Luciano Veggetti, che diventò con i cicli Ventura campione emiliano. Si aggiudicò anche numerosi piazzamenti in gare nazionali.
La produzione di telai pregiati cessò negli anni ‘70, a causa della flessione del mercato. Proseguì la tradizionale attività di vendita e di riparazione .
In questi stessi anni la azienda acquisì il titolo di rivenditore ufficiale di marche prestigiose quali Benelli e Garelli.
Nel 1971 avvenne il cambio generazionale definitivo, con la cessione totale della gestione della attività da parte di Luigi al figlio Romano, che proseguì la direzione della azienda in collaborazione con la moglie Mara.
Si ampliò l’attività, con l’introduzione della vendita e dell’assistenza di piccoli elettrodomestici e piccoli attrezzi elettronici (radio/tv/hi-fi).
Nel 1982, per necessità di maggiori spazi da dedicare alla vendita e alla officina, la ditta Ventura si trasferì nella attuale sede di via del Mercato 2.
L’espansione della attività culminò con l’acquisto del titolo di rivenditore ufficiale di ulteriori prestigiosi marchi, quali Bianchi, Atala, Malaguti, Piaggio.
Nel 2008 cessò la vendita di ciclomotori nuovi, mentre si mantennero le altre attività puntando nuovamente sulla assistenza tecnica e sulla vendita di cicli e hi-fi.
Attualmente la attività della ditta Romano Ventura continua grazie al costante impegno del titolare e della moglie Mara e segue la tradizione di famiglia incentrata sulla indubbia qualità del lavoro artigianale.
Il riconoscimento ufficiale a coronamento della storica attività della ditta Ventura è arrivato il 6 febbraio 2013, con l’iscrizione nell’albo comunale delle botteghe storiche.

1 commento:

  1. Un grande pezzo di storia di Sasso che continua... Romano è veramente una gran Persona.

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