lunedì 17 ottobre 2011

Delusione per l’incontro Kemet.



‘Fumata nera … nerissima’ all’incontro che si è tenuto oggi in Regione per cercare un accordo sulla crisi Kemet.

La rappresentanza della multinazionale ha riconfermato la volontà di chiudere lo stabilimento di Monghidoro e di licenziare 212 dipendenti ritenuti in esubero, portando così la forza lavoro del gruppo italiano a poco più di 400 unità.

La determinazione della direzione aziendale ha reso subito il confronto piuttosto difficile anche perché margini di trattativa non ve ne erano. La rappresentanza sindacale ha infatti riconfermato la propria posizione che è quella della salvaguardia assoluta dell’occupazione con la richiesta all’azienda che onori l’impegno sottoscritto nel 2008 e cioè un organico aziendale pari a 695 occupati, la realizzazione del nuovo stabilimento a Borgonuovo, strutturato in modo da rendere snelle le lavorazioni, e il mantenimento del sito produttivo di Monghidoro.

La chiusura del confronto non ha portato ad altro che all’impegno di un nuovo incontro previsto per il prossimo 7 novembre, cui parteciperà anche il presidente della Kemet. Si spera che un confronto con la rappresentanza più qualificata della multinazionale porti a risultati migliori.

Domani 18 ottobre, nei due stabilimenti Kemet a Monghidoro e a Sasso Marconi si terranno assemblee nei vari turni di lavoro per fare il punto della situazione e valutare eventuali iniziative di sensibilizzazione-

I primi commenti hanno aggravato il colore grigio dell’incontro. Qualcuno ha borbottato deluso: “E’ ormai presumibile che la strategia aziendale sia quella di impoverire il settore produttivo italiano fino a renderlo inutile”.

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