venerdì 16 luglio 2010

Monzuno e il cittadino Robert




“Quando guardo le vostre facce felici mi dico che Eugene non è morto per niente . E’ morto anche per voi e perché si potesse continuare a essere felici” E’ l’affermazione con cui Robert Eugene Anttila ha accolto l’attribuzione della cittadinanza onoraria di Monzuno. La cittadina ha voluto riconoscere il debito, non solo affettivo, con la famiglia Antilla, il cui componente Eugene, in forze all’esercito statunitense, perdette la vita nell’aprile del ’45 nello scontro che precedette la rottura della Linea Gotica e la presa di Bologna da parte degli alleati. Robert, per rimarcare il piacere di essere stato inserito nell’elenco dei cittadini di Monzuno, si è subito ribattezzato ‘Roberto’ al posto di Robert. Il neo cittadino monzunese è il nipote di Eugene. Racconta che la sua vita è stata segnata dalla perdita dello zio e soprattutto dall’aver assistito e partecipato all’inconsolabile dolore della nonna che non ha mai superato il distacco innaturale e crudele con il figlio. Robert, per saperne di più della fine dello zio, vent’anni fa partì dal Nord Minnesota senza alcuna preparazione e si presentò a Monzuno, e, riuscendo a superare le difficoltà della lingua, finì per incontrare le persone che lo hanno aiutato ad approfondire la storia dello zio e a individuare il luogo dove è rimasta ferito e dove fu ricoverato. “Il battaglione di Eugene Anttila “ si legge nella ricerca storica di Giancarlo Rivelli, fra i più attivi nell’aiutare Robert, “dopo aver resistito ad un mortale sbarramento di mortai e a un contrattacco tedesco accompagnato da altissime grida, conquistò una posizione sicura sulla cresta di Furcoli, nelle vicinanze di Monzuno, alle 10.30 del 16 aprile 1945. Nel combattimento Engene rimase gravemente ferito all’addome da una raffica di mitragliatrice. Trascinato dai commilitoni al riparo di una grotta ai piedi di Furcoli morì dopo alcuni minuti fra le braccia del sergente Clifford Nelson. Venne poi seppellito nel cimitero militare di Pietramala e nel dopoguerra trasferito in madre patria. L’attestato di cittadinanza onoraria è stato consegnato a Roberto dal sindaco di Monzuno Marco Mastacchi, con la presenza dell’ex sindaco Andrea Marchi che ha partecipato, quando ricopriva la carica di primo cittadino, alle ricerche di Robert a Monzuno.

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