giovedì 1 ottobre 2026

Sciopero generale del 2 ottobre, stop a treni, scuola e sanità: tutti i settori coinvolti

 Domani, venerdì 2 ottobre 2026, è in programma uno sciopero generale plurisettoriale di 24 ore. La mobilitazione, indetta dalla Confederazione Sindacale Lavoratori Europei (Csle) con l’adesione della FI-SI, interesserà numerosi comparti pubblici e privati, dalla scuola alla sanità, passando per trasporti, enti locali e metalmeccanici. Al centro della protesta le richieste contro il caro vita e per l’adeguamento degli stipendi.



Sarà una giornata di possibili disagi per lavoratori e cittadini quella di domani,  venerdì 2 ottobre, quando è previsto lo sciopero generale plurisettoriale della durata di 24 ore. La mobilitazione nazionale coinvolgerà diversi settori, tra cui scuola, sanità, forze dell’ordine, enti locali, vigilanza privata, marittimi, agricoltura e metalmeccanici.

Alla base della protesta ci sono le rivendicazioni economiche delle organizzazioni sindacali, che chiedono interventi contro il caro vita, una riduzione dei prezzi dei carburanti e dei beni alimentari di prima necessità e un adeguamento generalizzato degli stipendi.

Scuola, possibili variazioni nelle lezioni

Tra i comparti maggiormente interessati dallo sciopero c’è quello dell’istruzione e della ricerca. L’astensione dal lavoro è prevista per l’intera giornata e potrebbe determinare sospensioni o riduzioni dell’attività didattica in tutti gli ordini di scuola.

Gli istituti stanno raccogliendo le preadesioni del personale docente e ATA, così da poter informare le famiglie sulle eventuali modifiche all’attività scolastica e sugli orari di ingresso e uscita degli studenti.

Treni, sciopero dalle 11 alle 14

Per il personale ferroviario la mobilitazione avrà invece una durata più limitata: l’astensione dal lavoro è prevista per tre ore, dalle 11 alle 14.

Trenitalia garantirà la circolazione dei treni a lunga percorrenza inseriti nelle tabelle dei servizi indispensabili. Le ripercussioni maggiori potrebbero tuttavia riguardare il trasporto ferroviario regionale, considerando che le fasce di garanzia previste per i pendolari non coprono la fascia centrale interessata dallo sciopero.

Sanità, coinvolta anche l’Ausl di Bologna

Lo sciopero interesserà anche il settore sanitario. Nel territorio dell’Azienda Usl di Bologna potranno aderire alla mobilitazione gli operatori del comparto, tra cui infermieri, operatori sociosanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi.

La protesta riguarderà inoltre il personale della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria, così come quello della dirigenza non sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa.

In vista della giornata di mobilitazione, l’Ausl di Bologna ha attivato le procedure previste dalla normativa per garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali e assicurare la presenza dei contingenti minimi di personale.

1 commento:

  1. Chissà com'è che quando al governo non ci sono quelli del PD gli scioperi si sprecano!
    Tanto ci rimette il lavoratore con meno paga a fine mese e riduzione dalla futura pensione delle giornate lavorative.

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