mercoledì 23 settembre 2026

Gaggio Tech, la vertenza si chiude ma resta il nodo dei 79 lavoratori esclusi

Ex Saga Coffee, conclusa la procedura per Gaggio Tech. Resta un presidio industriale con circa 40 posti di lavoro, ma per chi è rimasto fuori dalla riorganizzazione il futuro è ancora incerto


di Emanuela Cioni


La procedura per Gaggio Tech si è formalmente conclusa, ma la chiusura della vertenza non coincide, per tutti, con la fine delle difficoltà. Nel percorso di riorganizzazione della ex Saga Coffee, infatti, circa 40 posti di lavoro sono stati salvaguardati, mentre 79 lavoratrici e lavoratori hanno perso il posto e altrettante famiglie si trovano ora a fare i conti con un futuro occupazionale incerto.

Il mantenimento di una parte dell’attività industriale a Gaggio Montano rappresenta certamente un elemento importante per il territorio. La definizione del piano di riequilibrio e l’impegno dei soggetti coinvolti hanno consentito di preservare un presidio produttivo sull’Appennino bolognese, seppure fortemente ridimensionato rispetto alla situazione originaria.

Ma parlare di “parziale salvataggio” non può far dimenticare ciò che è accaduto a chi non è rientrato nel nuovo assetto occupazionale. Dietro i numeri ci sono persone che per anni hanno lavorato nello stabilimento e che oggi devono affrontare la ricerca di una nuova occupazione in un territorio dove le opportunità non sono sempre facilmente accessibili.

È proprio su questo fronte che, una volta conclusa la fase della vertenza, dovrebbe concentrarsi l’attenzione delle istituzioni. Perché la chiusura formale di una procedura non significa necessariamente la soluzione dei problemi sociali e occupazionali che quella procedura ha lasciato sul territorio.

Per questo, sarebbe ora necessario che la Regione Emilia-Romagna passasse dalle dichiarazioni alle misure concrete, mettendo rapidamente in campo un intervento a sostegno del ricollocamento delle persone rimaste senza lavoro. Tra le ipotesi, quella di un bando che riconosca un incentivo di 15 mila euro alle aziende per ogni lavoratore disoccupato assunto potrebbe rappresentare uno strumento diretto per favorire nuove assunzioni e sostenere le imprese disponibili a investire in nuova occupazione.

Un incentivo di questo tipo, se adeguatamente strutturato, potrebbe contribuire a trasformare una situazione di crisi in un'opportunità di reinserimento lavorativo, sostenendo contemporaneamente le persone espulse dal processo di riorganizzazione e il tessuto produttivo locale.

L’Appennino bolognese non ha bisogno soltanto di comunicati che raccontino ciò che è stato salvato. Ha bisogno anche di politiche attive e risorse immediate per chi il lavoro lo ha perso, affinché il ridimensionamento di uno stabilimento non si trasformi in un impoverimento permanente del territorio.

La vicenda Gaggio Tech può dunque considerarsi chiusa sul piano procedurale, ma sul piano occupazionale resta ancora aperta. Per i 79 lavoratori rimasti fuori dal nuovo assetto, il problema non finisce con la chiusura della vertenza: comincia adesso.

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