giovedì 26 ottobre 2023

Cosa sta ostacolando l’immediatezza dei rimborsi per i danni da maltempo?

Che fine ha fatto il ‘contributo di immediato sostegno’



di Letizia Rostagno  

 

Il 31 maggio scorso la Protezione Civile disponeva la prima 

misura economica di immediato sostegno per la popolazione colpita dall’alluvione in Emilia-Romagna, il CIS (Contributo di Immediato Sostegno). Finanziato attraverso le risorse del Fondo per le emergenze nazionali del Dipartimento nazionale, prevede un primo pagamento di 3mila euro, erogato in virtù dell’appartenenza alla zona rossa e che può arrivare a 5mila euro nel caso in cui le spese sostenute siano maggiori dell’acconto. Il contributo concorre alle prime spese necessarie al ripristino, fra le tante necessità,  della funzionalità degli immobili ad uso abitativo e copre le spese per la pulizia e la rimozione di acqua, fango e detriti. 

I cittadini lamentano però diverse contraddittorietà nella procedura, che ha portato a negare ad esempio l’ammissione del rimborso perché avendo acquistato una lavatrice a rate l’elettrodomestico non è stato ancora pagato per intero e pertanto non rimborsabile, né è possibile accedere a un fondo per estinguere il finanziamento acceso.

Pensato fin dall’inizio come una misura rapida, nella realtà in cinque mesi solo 101 beneficiari hanno ricevuto per intero quei 5mila euro a famiglia promessi e subito stanziati. La maggior parte delle pratiche di saldo langue, tra Comuni e Regione, a causa del tanto tempo necessario all’esame analitico della documentazione presentata dai cittadini: pile di scontrini, fatture, distinte di bonifico, etc.  Ma in questi 5 mesi i cittadini hanno speso i propri risparmi per cercare di rimettere in sesto le proprie case confidando anche in un altrettanto immediato rimborso. 

Il Consigliere Mastacchi ha chiesto alla Giunta quali sono i motivi che stanno ostacolando la "modalità innovativa" e la "procedura sperimentale" caratterizzata dalla celerità del flusso di cassa, così come sottolineata il 1° giugno dal Presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e dalla sua vice Irene Priolo e che tempi vengono stimati per il completamento delle procedure di rimborso di chi ha già presentato le domande e di chi le presenterà entro fine anno, considerato che ad oggi su 23.464 acconti per un totale di 70 milioni e 485mila euro, sono stati liquidati solo 101 saldi per 193.721,53 euro.

Risponde l’Assessore Priolo, chiarendo che La verifica da parte dei Comuni è aggravata, oltre dal gran numero di richieste, anche dal fatto che sono state rese ammissibili al rimborso anche voci quali abbigliamento e spese scolastiche, cosa mai fatta prima. A causa del grande lavoro si è deciso perciò di prorogare i termini per le richieste fino alla fine dell’anno. Anticipa poi che con le prossime ordinanze del Commissario Figliuolo ci saranno criteri più restrittivi e sarà prevista anche una perizia. Per quanto riguarda gli annessi, come i garage, sono da considerarsi solo se sede di impianti indispensabili all’abitabilità della casa (impianti elettrici, di riscaldamento, ecc.).  

Mastacchi replica evidenziando che considerato il carattere di urgenza del provvedimento, nonostante le difficoltà amministrative, il tempo di reazione sia troppo lungo. Bene invece per la proroga dei termini.

 

 

Sul tema ‘rimborsi, interviene anche la capogruppo di Fratelli D’Italia in Regione, Marta Evangelisti, che scrive:

 

Abbiamo presentato un’interrogazione per capire se la Regione manterrà l’impegno assunto con tutti i cittadini  di attivare la piattaforma Sfinge per le pratiche per l'alluvione entro il 15 novembre prossimo.

Da recenti articoli di stampa, poi, abbiamo appreso che anche il Presidente del Consiglio ha chiesto alla Regione diversi mesi fa, di avere una ricognizione sullo stato del reticolo idrografico della Romagna, oltre a numerosi cittadini: non risulta che la Regione abbia condiviso le informazioni richieste in premessa, tanto che esisterebbe anche un ricorso da parte dei cittadini al Tar, pronto a essere depositato.

Il Governo ha stanziato 830 milioni di euro per somma urgenza a seguito degli eventi calamitosi di maggio scorso, ma ad oggi risultano utilizzati solo 45 milioni, e questo nonostante i continui e ripetuti appelli della Regione che sostiene non avere ricevuto denaro a sufficienza, a fronte degli 830 milioni richiesti e stanziati. Per quanto riguarda la ricostruzione da parte dei privati, è stato dato il contributo fino a 5.000 euro più i costi delle perizie, corrispondenti a diverse decine di milioni di euro per diverse decine di migliaia di persone, ma ad oggi sono stati restituiti ai cittadini colpiti dall’alluvione solo 3000 euro. Infine, per quanto concerne la ricostruzione delle aziende, risulterebbe un ritardo dovuto all’indisponibilità, ad oggi, dell’ordinanza dedicata e al riadattamento della piattaforma regionale “Sfinge”, già utilizzata per le richieste relative al Sisma 2012, la cui apertura è prevista per il 15 novembre".

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