domenica 11 giugno 2023

Per saperne un po’ di più sulla situazione ‘frane’

 



Il tragico e devastante passaggio del maltempo nello scorso inizio di maggio ha devastato in modo profondo il territorio emiliano romagnolo. Coltivazioni sommerse e quindi perse,  Appennino franato in una misura tale che non ha precedenti a memoria d’uomo.  Il ritorno alla normalità e alla piena fruibilità richiederà anni. Molte le denunce sullo scarso controllo del territorio montano e collinare: in particolare sono criticati gli enti pubblici per la mancata regimentazione delle acque sulle strade e i consorzi sugli insufficienti controlli dei corsi d’acqua.


Fra coloro che non lesinano critiche,  il consigliere regionale Marco Mastacchi ( nella foto) che, quale ex sindaco di Monzuno e residente in questo comune, ben conosce la situazione di fatto. Mastacchi non manca di ripetere che il superamento delle Province a favore della Città Metropolitana ha creato un evidente disimpegno nella cura dell’Appennino le cui evidenze si sono palesate proprio in questo ultimo disastro. Il Ponte Leonardo da Vinci di Sasso Marconi ne è un altro esempio.  Il consigliere auspica la ricostituzione della Provincia, memore della cura del territorio collinare e montano che l’ente soppresso aveva. Ad alimentare poi la convinzione che i gestori della cosa pubblica non sono perfettamente al corrente della gravità della situazione, c’è l’elenco dei comuni considerati alluvionati e che avranno la possibilità di differire diversi pagamenti, dalle bollette dei servizi alle rate del mutuo. Diversi comuni ne sono esclusi. Fra questi,  Sasso Marconi se non per una minima parte, solo  Tignano e Mongardino: dimenticate le Ganzole dove la piena di un torrente ha devastato la frazione al punto che lo storico  ristorante che la identifica è stato dichiarato inagibile.

A Mastacchi abbiamo chiesto cosa si intende fare per alleviare il peso che ora grava sulle vittime del maltempo, e  la sensazione di abbandono che li opprime.

“Abbiamo costituito il tavolo delle urgenze di cui fanno parte tutti i capigruppo del Consiglio regionale, che si riunisce tutti i giovedì per affrontare con rapidità ogni istanza e dare risposte immediate anche a temi spiccioli”

Situazioni come quella tragica delle Ganzole di Sasso Marconi risultano sconosciute agli amministratori.

“Dal sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Davide  Baruffi,  abbiamo avuto l’impegno a implementare e rendere completa la conoscenza dell’area disastrata e l’elenco delle situazioni anomale da aggiornare. Anche Pianoro lamenta un caso simile a Le Ganzole. Le amministrazioni locali sono chiamate a chiarire la situazione e a sistemare le anomalie”. 

Gli aiuti per ritornare alla normalità ci saranno ?

“Con decreto sono stati previsti una serie di aiuti e a breve saranno disponibili ristori e risarcimenti. L’obiettivo è risarcire tutti al 100%. Così han detto, anche se l’affermazione mi pare un po’ azzardata. Non ci si sta ancora rendendo conto dell’entità del problema. Un primo intervento prevede sostegni fino a 5000 euro. Se sarà vera l’affermazione della  Presidente del Consiglio anche le automobili, rese inservibili per essere state sommerse da acqua, saranno risarcite. Però siamo in attesa di verifiche. Non ci sono ancora atti formali.”

Lei non risparmia accuse di negligenze ad enti pubblici

“Principalmente alla Città Metropolitana a cui si deve il danno maggiore per l’azzeramento della manutenzione di strade, dei fossi e dei rii. Inoltre per l’applicazione di freni operativi  voluti da un ambientalismo estremo che non consente di agire. Molte di queste cose sono il frutto di una pianificazione politica conseguente a una filosofia  e a una visione dell’Appennino che porta a questi risultati. Si vuole che in Appennino non si faccia nulla, la gente deve abitare in città. C’è una scuola di pensiero che vuole l’Appennino disabitato. Si tolgono servizi in Appennino per far si che la gente si demotivi e se ne vada.”

Si sta operando per una  risistemazione solamente nel pubblico. Si dice che i privati si debbono arrangiare. Si dimenticano persino le strade vicinali ad uso pubblico. E’ corretto ?

Moralmente il Comune è impegnato a 360 °. Se c’è una emergenza il Sindaco non può esimersi dal cercare una soluzione per tutto. Fa parte della sua responsabilità. Per le strade vicinali ad uso pubblico si tratta di capire l’approccio. La manutenzione è dei privati con l’apporto del 20% dell’ente pubblico”.  

4 commenti:

  1. Città metropolitana, la più grossa boiata che potevano fare i nostri "illuminati" amministratori. E i risultati si vedono.

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  2. Mastacchi lei che magari ha più possibilità di essere ascoltato, dovrebbe sollecitare chi di dovere perché ad esempio metta in sicurezza tutto il costato di strada da Vado a Rio Bacchio visto che anche ieri è franato tutto e purtroppo sarà così ad ogni temporale.

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  3. Anonimo 16:15 ci sono troppi pochi voti in quel tratto di strada, per fare si che si prenda a cuore la cosa.....

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  4. si certo ci pensa lonorevole Mastacchi a fare quello che manca che quando in regione uno parla per le varie questioni da risolvere lui sta comodamente al telefono e si fa i cavoli propi .la strada per roma ora è bella e asfaltata signr so tutto io.. la i cellulari prendono meglio e si sudaa ancora meno.

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