martedì 15 febbraio 2022

Per la morte di Michele Merlo la perizia dei Nas indica che la condotta dei medici fu"superficiale"

Il prossimo 2 marzo si terrà l'incidente probatorio con i legali dell’unico medico indagato.

Prosegue l’inchiesta sul decesso del cantante, colpito da leucemia fulminante il 6 giugno scorso, a soli 28 anni.

La giovane promessa della musica italiana, aveva partecipato a X-Factor ed era ospite in quei giorni della fidanzata in Emilia quando, per un malore si recò al pronto soccorso per essere visitato e gli fu diagnosticata una tonsillite. In realtà si trattava di una leucemia fulminante che gli causò poi una ischemia cerebrale, responsabile della morte avvenuta pochi giorni dopo.

Merlo si era anche rivolto, solo una settimana prima al suo medico di Rosà in Veneto , con una vasta ecchimosi ad una coscia, trattata dal professionista come uno strappo muscolare.

Egli non tornò però al controllo fissato per qualche giorno dopo.

Per i Nas "emergono evidenti responsabilità" dei medici che "trattarono con superficialità i sintomi suggestivi di leucemia,  ritardando la diagnosi e compromettendo l'esito delle cure".

Tuttavia, scrivono anche nella perizia, "nessuna terapia somministrata il 2 giugno avrebbe evitato il decesso".

 

(Dubbio)

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