lunedì 28 febbraio 2022

Le valli del Reno e del Setta soffrono troppo: si cerca di reagire


 La valle del Reno s’è desta e dell’elmo di carta s’è cinta la testa. 
Pare proprio che la frase si addica appieno per fotografare ciò che sta avvenendo in questi giorni nella Valle del Reno. Infatti, dopo oltre un anno di inerzia generale, finalmente ci si è accorti che il ponte Leonardo da Vinci è chiuso, che intere vallate ne soffrono e le economie locali ne pagano il prezzo.

Una interrogazione in Regione, finalizzata probabilmente a ottenere ristori per le attività economiche sofferenti, ricorda che la chiusura del ponte ha peggiorato la viabilità nella Valle del Reno e del Setta, che dopo un anno di blocco,  i lavori di ripristino del ponte  sembrano essere fermi (N. d. r., i lavori sono fermi, siamo ancora alle ‘carte’), ricorda che è entrato in campo ‘il commissario straordinario’, che i costi per il recupero sono lievitati a 13 milioni di euro e che, per la primaria importanza della infrastruttura, è inaccettabile l'inerzia è l'incapacità delle istituzioni nell'eseguire in maniera celere e corretta i lavori previsti. (Una indiretta confessione che le istituzioni non vi danno il peso dovuto)

 

Seguono le domande alla dirigenza regionale:  la prima, se gli interrogati sono a conoscenza della difficile situazione ( se non lo fossero saremmo al ridicolo). La seconda, se si ritenga utile attivarsi per verificare lo stato del progetto dei lavori di ripristino del ponte ( utile senz’altro, ma anche questa è una denuncia di indifferenza).


Recentemente una assemblea, molto affollata, degli operatori economici ha rilevato lo stato di disagio economico, ambientale e viario delle vallate e la conclusione è stata la minaccia di gravi conseguenze se entro sessanta giorni non saranno forniti dati certi sull'avvio dei lavori. Minaccia resa più pesante  da quella che sarebbero entrati in azione anche i sindaci dei comuni coinvolti dal tappo viario di Sasso Marconi.


Ci auguriamo che la denuncia e la minaccia abbiano gli effetti sperati e che si acceleri verso l’avvio dei lavori nei tempi richiesti. 

Alcune considerazione ‘escono comunque spontanee’, come diceva un bravo conduttore televisivo: ‘questi non mantengono neppure gli annunci di inizio lavori dati da loro, immaginiamo quelli imposti da altri. E i sindaci? fino ad ora sembra siano stati abbastanza quieti.

  

In conclusione,  siamo probabilmente ancora alla carta e alle formalità.  Ma alla carta siamo ormai abituati . 

Comunque seguiremo e comunicheremo le risultanze delle  proposte e delle minacce.

Certo che sessanta giorni per chi soffre da tempo potrebbero essere una eternità.

 

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