sabato 28 novembre 2020

Covid: Emilia Romagna, 2.172 casi, ma calano i ricoveri

Fra le 71 vittime c'è anche un infermiere del Sant'Orsola

Per il secondo giorno consecutivo calano, in Emilia-Romagna, i ricoverati in terapia intensiva: una notizia positiva, sia per alleggerire la pressione sugli ospedali, sia per sperare, come auspicato ieri dal presidente Bonaccini, che i dati del prossimo monitoraggio possano portare il ministero della salute a riportare la regione in zona gialla.
    Con l'indice Rt in calo e il sistema di tracciamento che sta funzionando meglio che nelle altre regioni, il punto critico, per l'Emilia-Romagna, resta infatti l'affollamento degli ospedali.
    E' in discesa anche il numero dei casi attivi che passa a 68.773: il 95,8% dei casi è in isolamento domiciliare, perché non necessita cure particolari. I pazienti in terapia intensiva sono 245, cinque in meno di ieri, mentre quelli ricoverati negli altri reparti Covid restano, come ieri, 2.673 Il numero dei nuovi positivi rimane però alto: nelle ultime 24 ore sono stati 2.172, a fronte di 17.241 tamponi. Si registrano 71 morti: un numero in crescita, ma che tiene conto di alcune vittime di Forlì (che oggi sono 23), che non erano state conteggiate negli ultimi giorni. Continua a rimanere significativa la percentuale degli asintomatici, 1.009, poco meno della metà.
    Fra i morti a causa Covid c'è Sergio Bonazzi, 59 anni, infermiere del Policlinico Sant'Orsola di Bologna. E' la prima vittima fra gli operatori dell'ospedale da quando è cominciata la pandemia. La direzione ha annunciato che gli sarà intitolata la 'Covid Intensive Care', la nuova terapia intensiva del Padiglione 25, realizzata questa estate per fronteggiare la seconda ondata. Era stato ricoverato d'urgenza in terapia intensiva il 6 novembre scorso. Le sue condizioni, apparse subito gravi, hanno reso necessaria l'intubazione immediata e da allora è rimasto sempre in condizioni critiche, fino alla morte, avvenuta stamattina. (ANSA).

 

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