domenica 26 luglio 2026

Monte Belvedere, il veterano Joaquim Patrício verso i 108 anni: tra gli ultimi liberatori brasiliani ancora in vita



di Joao Luiz Pedróss


È uno degli ultimi testimoni viventi della Campagna d'Italia e della battaglia di Monte Belvedere. Joaquim Patrício de Araújo, veterano del Corpo di Spedizione Brasiliano (FEB), il prossimo 22 agosto compirà 108 anni ed è oggi il più anziano ex combattente brasiliano della Seconda guerra mondiale ancora in vita. Dei circa 25 mila militari della FEB che combatterono in Italia, ne restano ormai meno di una ventina.

Nei giorni scorsi, l'Associazione Nazionale dei Veterani del Corpo di Spedizione Brasiliano - Regione di Pernambuco (ANVFEB-PE) e il Campo di Addestramento Marechal Newton Cavalcanti (CIMNC) hanno reso omaggio al veterano con una visita istituzionale nella sua abitazione. Ad accogliere la delegazione sono stati lo stesso Joaquim Patrício e le figlie Maria José e Dulce, in un incontro all'insegna della gratitudine e del riconoscimento per il servizio reso al Brasile e alla causa della libertà.

Nel corso della cerimonia, il direttore del Campo di Addestramento Marechal Newton Cavalcanti, colonnello Mário Neto, ha consegnato al veterano una moneta commemorativa del CIMNC, simbolo dell'omaggio dell'Esercito brasiliano alla sua dedizione. L'ANVFEB-PE era rappresentata dal presidente Rigoberto Jr.

Nato nel villaggio di Angélica, nel comune di Vicência, nello Stato di Pernambuco, Joaquim Patrício si arruolò nell'esercito nel 1943. Dopo l'addestramento svolto nel luglio 1944 presso il campo Marechal Newton Cavalcanti, partì il 23 novembre 1944 a bordo della nave statunitense General Meigs diretto in Italia, dove fu assegnato allo storico 1° Reggimento di Fanteria "Reggimento Sampaio" del Corpo di Spedizione Brasiliano.

Il suo battesimo del fuoco avvenne proprio a Monte Belvedere, sull'Appennino bolognese, uno dei fronti più duri della campagna d'Italia. Qui combatté distinguendosi per coraggio, disciplina e spirito di sacrificio durante le operazioni che contribuirono alla liberazione del territorio dall'occupazione nazifascista.

Terminata la guerra, fece ritorno in Brasile, dove costruì una lunga vita dedicata al lavoro e alla famiglia. Sposato per 76 anni con Carmelita Alves de Araújo, è padre di quattro figlie, nonno di sei nipoti e bisnonno di quattro pronipoti.

A quasi 108 anni, Joaquim Patrício continua a rappresentare una preziosa memoria vivente della partecipazione brasiliana alla Campagna d'Italia. La visita dell'ANVFEB-PE e del CIMNC ha voluto ribadire l'impegno a custodire e tramandare il ricordo del sacrificio dei soldati della FEB, protagonisti della liberazione di località simbolo come Monte Belvedere e dell'Appennino bolognese.

Da un post di ‘Sei di Gaggio Montano se ….’

4 commenti:

  1. il brasile dichiarò guerra all'italia solo per accontentare gli stati uniti, l'argentina non aderì, il brasile inviò circa 25000 uomini male armati e divise estive e male addestrati, il comando americano dovette rivestirli, riarmarli e addestrarli, fanno gli eroi ma erano dei morti di fame.

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  2. Forse i nostri giovani mandati in Russia erano meglio equipaggiati?

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  3. @06:22 Male armati o no, morti di fame o no, in 25mila si presero dal loro tranquillo paese per venire qua in Italia a rischiare la vita (ed in tanti la persero) per liberarci dai nazifascisti. E questo basta per ricevere tutta la stima degli italiani tranne la tua e di qualche altro malinconico fan del Testone, che per inciso, era così un patriota che tentò la fuga come un coniglio travestito da tedesco. Lui si che fu un morto di fame! Viva il Brasile e grazie ai suoi ragazzi!

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  4. Grazie di cuore all'impegno di quel ragazzo di allora, che magari non sapeva neanche bene dov'era.

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