di Roberto Brusori
MONZUNO.
Un suggestivo concerto sotto le stelle, tra storia, memoria e grande musica. La
Banda "P. Bignardi" di Monzuno, ormai una vera e
propria orchestra per qualità e repertorio, ha regalato nella serata di martedì
28 luglio un'esibizione di grande fascino nella cornice della Torre
di Montorio, conosciuta anche come il Castello dei Cavalieri di
Santo Stefano.
La storica
torre, acquistata dalla famiglia Berti agli inizi
dell'Ottocento, intorno al 1806, per opera del dottor Paolo Policarpo
Berti, è ancora oggi di proprietà della stessa famiglia, che ha voluto
ospitare l'evento in uno scenario di straordinario valore storico e
paesaggistico.
Fondamentale
il contributo dei volontari della Protezione Civile di Monzuno,
impegnati nella gestione della viabilità e del parcheggio allestito nel campo
adiacente alla strada per Montorio, oltre che nell'illuminazione dell'area e
del percorso di accesso al castello, garantendo così sicurezza e accoglienza al
numeroso pubblico.
Prima
dell'inizio del concerto è intervenuto Andrea Marchi,
presidente del Comitato regionale per le Onoranze ai Caduti di
Marzabotto, che ha ricordato le tragiche vicende che colpirono questi
territori durante il passaggio delle truppe tedesche tra il 1944 e il 1945, con
particolare riferimento agli eccidi di Monte Sole e Marzabotto.
Un intervento dedicato al valore della memoria, definita un patrimonio da custodire
e trasmettere alle nuove generazioni.
Marchi
ha inoltre ricordato la figura dell'avvocato e partigiano Berti
Arnoaldi Veli, conosciuto con il nome di battaglia "Checco",
oggi sepolto nel cimitero di Montorio, accanto al castello.
Nel
suo saluto, il sindaco di Monzuno Bruno Pasquini ha condiviso
il significato delle parole di Andrea Marchi, ringraziando la famiglia Berti
per aver aperto la propria dimora storica a un evento culturale di grande
valore e rivolgendo un pensiero di gratitudine a tutti coloro che hanno
contribuito alla sua organizzazione.
Il
programma musicale ha proposto un viaggio attraverso i grandi compositori,
spaziando dai maestri dell'Ottocento, come Richard Wagner e Johann
Sebastian Bach, fino alle celebri colonne sonore di Ennio
Morricone. Gran finale con i bis richiesti dal pubblico, durante i
quali il maestro Alessandro Marchi, come da tradizione, ha
coinvolto gli spettatori nell'esecuzione de "Il pescatore"
di Fabrizio De André.
Un concerto intenso e partecipato, reso ancora più suggestivo dalla cornice della Torre di Montorio: sotto un cielo stellato, con il canto delle cicale a fare da sottofondo e la luna silenziosa spettatrice, la musica ha regalato una serata destinata a rimanere nella memoria dei presenti.
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