Dopo la
tragedia avvenuta nei giorni scorsi lungo il fiume Reno, il Comune di
Marzabotto rinnova l’appello alla prudenza e ricorda che le acque dei fiumi non
sono destinate alla balneazione.
Martedì
scorso ha perso la vita il giovane Amandeep Singh, scivolato nel fiume
Reno in un tratto particolarmente profondo nei pressi della Ponticella. La
sindaca ha seguito personalmente le operazioni di soccorso e l’Amministrazione
comunale è rimasta vicina agli amici che si trovavano con lui nel pomeriggio
dell’incidente.
«Ci
stringiamo ai suoi familiari e ai suoi amici», si legge nel messaggio diffuso
dal Comune.
L’Amministrazione
ricorda che è possibile sostare lungo le rive dei corsi d’acqua per trovare
refrigerio durante le giornate più calde, ma sottolinea che, in tutta
l’Emilia-Romagna, fiumi, torrenti, canali e laghi non sono destinati alla
balneazione, anche nei punti in cui non siano presenti specifici cartelli di
divieto.
A differenza
delle località marine, infatti, in questi specchi d’acqua non sono presenti
servizi di salvataggio e non viene effettuato il monitoraggio della qualità
batteriologica delle acque da parte di Arpae.
Nel corso
degli accertamenti svolti per ricostruire l’accaduto, il Comune è inoltre
venuto a conoscenza di episodi, non collegati all’incidente mortale, che
vedrebbero alcune persone tuffarsi dalla Ponticella. In rete circolerebbero
anche video che documentano tali comportamenti, confermati da diverse
testimonianze.
L’Amministrazione
annuncia che la zona sarà oggetto di controlli e invita i cittadini a segnalare
alle forze dell’ordine o agli uffici comunali eventuali comportamenti pericolosi.
«Ringraziamo tutti per la collaborazione e chiediamo l’impegno di ciascuno per contribuire alla sicurezza collettiva», conclude la nota del Comune.
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