ORIZZONTI 2027 – Rete Civica. Quarto appuntamento del ciclo: un anno di lavoro, un percorso che continua verso le comunali 2027
di
Letizia Rostagno
A chiusura della prima serie di incontri ORIZZONTI
2027 promossidal consigliere regionale Marco Mastacchi e dedicati
alle elezioni comunali di Bologna 2027,lo stesso Mastacchi traccia un
bilancio di questi primi dodici mesi di lavoro: dal primoincontro a
Villa Benni dell’8 giugno 2025, dedicato ai problemi della città
metropolitana, alconfronto di ottobre a Palazzo Pepoli Campogrande
sulla gestione strategica del territorio,fino all’Agorà di marzo
che ha raccolto i contributi delle realtà civiche sul tema
dellacandidatura unica.Al centro dell’intervento, ancora una volta,
il tema dell’astensionismo: alle comunali del2021 ha votato solo il
51% degli aventi diritto, un dato che per Mastacchi rappresenta
ilpunto di partenza di ogni riflessione politica seria. “Quando un
cittadino su due non va avotare per scegliere il proprio
amministratore per i successivi cinque anni, questa dovrebbeessere la
prima domanda che chi lavora in politica si pone”, ha sottolineato
il consigliereregionale.“L’obiettivo dichiarato all’inizio di
questo percorso era arrivare oggi ad annunciare che tutti
ipartecipanti avessero accolto l’invito a congelare le rispettive
candidature fino all’autunno,in modo da poter scegliere un
candidato sindaco unico con metodo condiviso e democratico.L’invito
non ha ancora trovato un’adesione esplicita da parte di tutti: ogni
forza politica eogni candidatura ha le proprie aspettative e i propri
tempi, e alcuni percorsi avviati più direcente richiedono margine
ulteriore per maturare e verificare la coerenza con le proposteche
verranno messe sul tavolo nelle prossime settimane.”
Aggiunge.Mastacchi ha scelto comunque di condividere pubblicamente
riflessioni e numeri chenormalmente restano riservati al confronto
tra segreterie di partito, rivolgendosidirettamente ai cittadini
bolognesi e in particolare a quella parte di elettorato –
dicentrosinistra come di centrodestra – che non si riconosce più
nell’attuale offerta politica.“Una proposta alternativa è una
proposta alternativa, non sono cinquanta propostealternative”, ha
dichiarato, ribadendo la necessità di superare la logica
dellacontrapposizione destra-sinistra per parlare di soluzioni
concrete alla città metropolitana.A sostegno della fattibilità del
progetto, Mastacchi ha richiamato alcuni casi amministratividella
provincia bolognese: Monzuno, amministrata da 17 anni da sindaci
civici; Monterenzio,governata sempre da un gruppo civico; Molinella,
con una proposta mista civico-politica; e,soprattutto, Castel
Maggiore e Pianoro, dove alle ultime elezioni hanno prevalso
candidaticivici trasversali in contesti storicamente considerati
appannaggio di uno schieramento.Tra gli spunti raccolti da Mastacchi
al termine dell’incontro, quello di Mauro Felicori che haindicato
un primo passo operativo per i prossimi mesi: il confronto e la messa
a terra di unprogramma ben definito. Su questa base, Mastacchi invita
ciascuna realtà coinvolta aindividuare un referente per il confronto
sui contenuti programmatici, in modo da arrivareall’appuntamento
d’autunno con una base di lavoro già condivisa. A raccogliere per
primo,pubblicamente, l’invito di Mastacchi è stato Giovanni Favia,
tra i candidati alle prossime elezioni,
che si è dichiarato disponibile a mettersi a disposizione del
percorso comune e acongelare la propria candidatura.Il lavoro
riprenderà dopo la pausa estiva, con l’obiettivo di arrivare in
autunno a un metodocondiviso per la scelta del candidato sindaco
unico e a una piattaforma programmaticacomune, in vista dell’avvio
della campagna elettorale per le comunali di Bologna 2027
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