sabato 16 maggio 2026

Sasso Marconi riscopre la sua anima ciclistica

 Il passaggio del Giro d’Italia riporta alla luce la grande tradizione sportiva dell’Enal-Cral tra campioni, vittorie e memoria popolare



L’arrivo del Giro d’Italia nella valle del Reno, in programma domani, domenica 17 maggio, riaccende a Sasso Marconi il ricordo di una lunga e appassionata tradizione legata al ciclismo. Una storia fatta di sacrifici, entusiasmo popolare e successi sportivi che, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, trasformò il paese in uno dei punti di riferimento del ciclismo dilettantistico bolognese.

In quegli anni la bicicletta non rappresentava soltanto uno sport, ma un elemento profondamente radicato nella vita sociale della comunità. Gare, allenamenti e trasferte diventavano occasioni di incontro e partecipazione collettiva, alimentando un forte senso di appartenenza. Cuore di questa esperienza fu l’Enal-Cral – l’Ente Nazionale Assistenza Lavoratori – che attraverso la propria società ciclistica contribuì a formare generazioni di atleti e ad animare il tessuto sportivo locale.

Le testimonianze storiche e le fotografie dell’epoca restituiscono l’immagine di un ambiente vivace e partecipato, nel quale figure come Venturi, Sandri e Sancini divennero protagonisti delle competizioni provinciali e regionali, simboli di una stagione sportiva vissuta con entusiasmo autentico.


La società ciclistica del CRAL Sasso Marconi nacque ufficialmente nel 1950 grazie all’impegno di Aldo Degli Esposti, Giuseppe Lanzarini, Giuseppe Marini, Fernando Caroli e di altri appassionati ricordati con i cognomi Trento e Marchini. Iniziň il proprio percorso affiliandosi all’UISP, per poi approdare dal 1960 all’attività federale ufficiale.

I risultati arrivarono rapidamente: nel corso della sua storia la società conquistò oltre 170 vittorie e più di duecento coppe, diventando una delle realtà sportive più solide e rispettate del territorio.

Tra gli atleti più rappresentativi spiccano i fratelli Aurelio e Marcello Marzadori, autentici protagonisti del ciclismo sassese, capaci insieme di conquistare circa cinquanta vittorie. Accanto a loro si misero in evidenza Luciano Vegetti e Mario Checchi, laureatosi campione italiano UISP di ciclocross nel 1952.

Adriano Vignoli vince con netto distacco la Napoli – Bari
dopo una fuga di oltre 160km. Sbaraglia tutti gli avversari

Alle radici di questa tradizione sportiva vi è però anche il nome più celebre del ciclismo sassese: Adriano Vignoli (1907-1996), professionista degli anni Trenta e figura storica del ciclismo nazionale. Vignoli entrò nella storia per aver conquistato nel 1934 una tappa del Giro d’Italia, la Napoli-Bari, e nello stesso anno anche una vittoria di tappa al Tour de France, risultato che lo consacrò tra i corridori italiani più importanti della sua generazione.

Un posto speciale nella memoria sportiva locale appartiene inoltre ad Aldo Degli Esposti che, nel 1957, partecipò alla prestigiosa Berlino–Varsavia–Praga distinguendosi per il proprio valore atletico. Negli anni successivi emersero anche corridori come Alberto Rosa e Andrea Sozzi, contribuendo a mantenere viva la passione ciclistica sul territorio.

Gino Bartali al matrimonio dell’amico Elio Sandri con Adria Ventura

La storia del ciclismo a Sasso Marconi racconta così un’epoca in cui le società sportive erano luoghi di aggregazione, amicizia e crescita collettiva. Il passaggio del Giro d’Italia diventa quindi non soltanto una festa sportiva contemporanea, ma anche l’occasione per riscoprire una memoria fatta di strade percorse in salita, maglie sudate e passione autentica per la bicicletta.

Un patrimonio sportivo e umano che ancora oggi continua a rappresentare un motivo di orgoglio per tutta la comunità della valle del Reno.



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