A Medelana, frazione del comune di Marzabotto, la Pasqua assume un significato che
va oltre la tradizione religiosa. Qui, tra le pieghe dell’Appennino bolognese,
la celebrazione della Resurrezione si intreccia con un’altra rinascita: quella
di un territorio che prova a contrastare lo spopolamento e l’abbandono.
In occasione della Messa pasquale officiata da don Oreste, nella chiesa locale ancora in fase di recupero, si è respirata un’atmosfera di rinnovata speranza. Il luogo di culto, grazie all’impegno di un gruppo di attivisti — spesso eredi di storiche famiglie del posto — è stato progressivamente riportato a nuova vita. I lavori sono ormai prossimi alla conclusione e guardano già oltre: il campanile, dotato di un pregevole concerto di campane, è destinato a ospitare una futura scuola campanaria, contribuendo a ridare centralità e vitalità all’intero borgo.
La storia della chiesa racconta molto
del territorio. Nell’Ottocento fu ampliata per accogliere una comunità in
crescita, con l’allungamento dell’edificio e il riposizionamento dell’altare.
Ma nel tempo, tra cedimenti del terreno e le ferite lasciate dall’ultimo sisma
che ha colpito questa parte dell’Appennino bolognese, una porzione della
struttura si era separata dal nucleo originario. Il progressivo spopolamento
sembrava averne segnato il destino, prospettando la chiusura definitiva.
A questa ipotesi si sono però opposti
con determinazione i residenti, la cui caparbietà ha prodotto risultati
concreti e oggi visibili. L’obiettivo, ora, è più ambizioso: riportare persone
e vita sulla collina, attirando l’attenzione anche dei bolognesi su un
patrimonio prezioso a pochi chilometri dalle Due Torri. Il sogno è quello di
rivedere il sagrato animarsi, con le voci dei bambini a restituire continuità e
futuro a questi luoghi.
Tra i segni di un’apertura al presente,
anche l’omelia di don Oreste ha offerto uno spunto significativo. Durante la
celebrazione, il sacerdote ha fatto uso del telefono cellulare per consultare e
citare alcuni brani del Vangelo, perfettamente in linea con il tema affrontato.
Un gesto semplice ma emblematico, che suggerisce la volontà di coniugare
tradizione e contemporaneità, guardando con fiducia al futuro.
Un futuro che passa anche attraverso altri progetti di recupero, come quelli del “Casamento” e del “Castello Mercatelli”, primi segnali di una possibile e più ampia rigenerazione del territorio. A Medelana, la rinascita non è più soltanto un’idea: è un processo già in atto.
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