martedì 17 febbraio 2026

L’agricoltura rigenerativa per salvaguardare suolo, biodiversità e territori



di Lorenzo Bonazzi


Un modello agricolo capace di coniugare produttività, tutela ambientale e sviluppo rurale. È questo il focus del convegno nazionale “Suoli, agricoltura rigenerativa e sviluppo rurale: un’integrazione possibile?”, in programma venerdì 20 febbraio dalle ore 9 nell’Aula “20 maggio 2012” della Regione Emilia-Romagna (viale della Fiera 8, Bologna).

L’iniziativa riunisce alcuni tra i principali esperti e studiosi del settore provenienti dall’Università di Bologna, dall’Università di Torino, dall’Università degli Studi di Milano, dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, oltre a rappresentanti della Regione Emilia-Romagna e della Federazione italiana dei Dottori agronomi e forestali. Obiettivo dell’incontro è fare il punto sullo stato dell’arte dell’agricoltura rigenerativa in Italia e approfondirne le prospettive nei campi della sostenibilità ambientale, della riduzione dell’impatto delle produzioni agricole, del contrasto al dissesto idrogeologico, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e della valorizzazione dei prodotti agli occhi dei consumatori.

In Italia coinvolti 200 aziende e 4.500 agricoltori

Secondo i dati dell’Associazione nazionale produttori per l’agricoltura organica e rigenerativa, nel nostro Paese sono circa 200 le aziende agricole e 4.500 gli agricoltori che adottano pratiche riconducibili all’agricoltura rigenerativa. Un approccio che non si limita alla produzione alimentare, ma mira al ripristino della salute del suolo, alla conservazione della biodiversità, alla mitigazione dei cambiamenti climatici e alla rigenerazione delle comunità locali, favorendo anche lo scambio di competenze e saperi.

Il ruolo centrale del suolo

Al centro di questo modello vi è il suolo, considerato una risorsa strategica. Attraverso pratiche volte ad aumentarne la fertilità, la dotazione di carbonio organico e l’attività biologica, il terreno può diventare uno strumento chiave per affrontare sfide che vanno oltre la dimensione strettamente agricola.

In aree collinari e montane, ad esempio, l’adozione di tecniche che limitano l’erosione e migliorano la struttura del suolo contribuisce a ridurre il rischio di dissesto idrogeologico. Allo stesso tempo, l’incremento della capacità di sequestro del carbonio e una gestione più efficiente di risorse come acqua, aria e suolo favoriscono la tutela della biodiversità e la valorizzazione dei servizi ecosistemici.

In questo scenario, l’agricoltura rigenerativa si propone come un’opportunità concreta per conciliare la redditività delle imprese agricole con una sostenibilità a 360 gradi, fondata sul miglioramento delle caratteristiche chimico-fisiche e biologiche dei suoli.

Informazioni utili

Il convegno si terrà venerdì 20 febbraio alle ore 9, presso l’Aula “20 maggio 2012” della Regione Emilia-Romagna (viale della Fiera 8, Bologna). L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Sarà possibile seguire l’evento anche online: tutte le informazioni sono disponibili sul sito dell’Accademia Nazionale di Agricoltura.

6 commenti:

  1. Sarebbe bello crederci, ma costantemente, il suolo viene avvelenato, l'erba cresce carente, gli alberi muoiono, le radici si ritirano, questo è per il costante avvelenamento che avviene nei nostri cieli di cui non si può parlare, e che ricade sui suoli seminando sostanza che uccidono il suolo, non sarà possibile rigenerare niente se non si ferma la geoingegneria, il risultato sarà perdita di produzione alimentare, crisi e carestia alimentare, mancanza di cibo, depopolazione. Certe iniziative sono specchietti per le allodole.

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    1. @10:40 Ma il disegno di questa "geoingegneria" quale sarebbe? Vogliono uccidere lentamente tutta la popolazione mondiale? A quale pro? Sono gli alieni che vogliono impossessarsi del pianeta terra? Quando c'è un delitto c'è sempre un movente ma in questa ipotesi francamente non lo vedo. Puoi spiegarci? grazie

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    2. No, ti arrangi, sei grande e vaccinato, sopratutto, vaccinato, cie la puoi fare

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    3. @23:57 Come sospettavo, il nulla corsmico... Sei meglio di Napalm 51, la caricatura di Crozza ahahahah, troppo forte! "Cie" la farai...

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  2. Dopo tanto tempo che se parla, se fai domande del genere, vuole dire che fino a oggi hai creduto a chi nega questo fenomeno criminale o chi lo ha coperto. Allarga la tua conoscenza sull'argomento, facendo la fatica che serve, senza cibarti di notizie provenienti da fonti main stream.

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    1. @14:15 Oh ma più bello che chiedere direttamente a chi lo sa già?? Abbiamo la fortuna di avere qua nel blog qualcuno che le cose le sa. Chiedo nuovamente: qual'è il progetto di questo avvelenamento mondiale a rilascio lentissimo??? Altrimenti viene da pensare che sono baggianate sparate ad minchiam per vedere l'effetto che fa...

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