giovedì 5 febbraio 2026

Disservizi senza fine sulla linea Porrettana: l’ennesimo schiaffo ai cittadini dell’Appennino bolognese



di Valerio Giusti


Ancora una giornata nera per la linea ferroviaria Porrettana. Gli ennesimi inconvenienti tecnici hanno causato ritardi e cancellazioni a catena, alimentando rabbia, esasperazione e un profondo senso di abbandono tra i pendolari della vallata.

Il primo guasto della giornata si è registrato già in mattinata: il treno 17670 delle 9.32 da Porretta ha accumulato un ritardo di 24 minuti, mentre sono stati cancellati il treno 17747 delle 9.47 da Marzabotto a Bologna e il treno 17672 delle 10.36 da Bologna a Marzabotto. Un antipasto di disagi che ha anticipato un pomeriggio ancor più critico.

Nel corso del secondo inconveniente tecnico, la circolazione ferroviaria è stata pesantemente compromessa.
Da Bologna, si segnalano ritardi per i treni 17773 delle 16.17 (+6 minuti) e 17775 delle 16.47 (+8 minuti), la cancellazione del treno 17779 delle 17.47 verso Casalecchio, oltre a ulteriori rallentamenti per i convogli serali: il 17781 delle 18.17 (+10 minuti), il 17789 delle 20.17 (+5 minuti) e il 17793 delle 21.17 (+6 minuti).

Situazione non meno grave da Porretta, dove il treno 17694 delle 15.32, in ritardo di 30 minuti, è stato cancellato nella tratta Casalecchio–Bologna. A seguire, il treno 17700 delle 16.32 ha registrato un ritardo di 35 minuti, mentre sono stati soppressi i treni 17698 delle 16.36 e 17702 delle 17.36 nella tratta Marzabotto–Bologna. Anche i convogli successivi hanno subito disagi: il 17708 delle 18.32 (+9 minuti) e il 17712 delle 19.32 (+28 minuti).

«Non si può vivere ogni giorno con l’ansia di non arrivare puntuali al lavoro e con il timore di non riuscire a rientrare a casa la sera», ci scrivono alcuni pendolari. Altri pongono una domanda tanto semplice quanto dolorosa: che fine hanno fatto i nostri politici e i nostri sindaci?

Il silenzio delle istituzioni risuona come un ulteriore schiaffo ai cittadini dell’Appennino bolognese, già costretti a fare i conti con un servizio ferroviario inaffidabile e imprevedibile. Un territorio che chiede solo dignità, mobilità e rispetto non può più tollerare questo incessante stillicidio di disservizi.

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