mercoledì 21 gennaio 2026

CITTÀ 30, BASTA CONTRAPPOSIZIONI POLITICHE

 Più attenzione alla voce delle Associazioni di Categoria


«Basta contrapposizioni politiche, si lavori per il bene della città». È questo l’appello che Confesercenti Bologna rivolge all’Amministrazione comunale e alle forze politiche operanti sotto le Due Torri, all’indomani della decisione del Tar dell’Emilia-Romagna, che ha accolto il ricorso contro la delibera del Comune di Bologna con cui, nel 2024, era stata istituita la “Città 30”, e alla luce delle contromisure adottate e annunciate oggi da Palazzo d’Accursio.

Secondo Confesercenti, più che un provvedimento esteso indistintamente a tutte le strade cittadine, sono necessarie scelte mirate e condivise, con interventi concentrati nelle aree più critiche e vulnerabili. «È quanto – precisano i vertici provinciali dell’associazione – è già stato fatto, ad esempio, nel centro storico o in prossimità di scuole, ospedali e altri luoghi sensibili».

Confesercenti ribadisce la propria disponibilità al dialogo con l’Amministrazione comunale. «Il nostro auspicio – sottolineano in via del Commercio Associato 30 – è che il sindaco Matteo Lepore, nella volontà di proseguire il progetto Città 30, scelga di ascoltare e coinvolgere maggiormente le Associazioni di Categoria, da sempre attente alle esigenze del territorio e della città». 

5 commenti:

  1. Si puà dialogare con un dittatore? Sindaco di Bologna DIMISSIONI.

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    1. Perché dimissioni? Il popolo vota, non siamo in una dittatura.

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  2. Tranquillo, solo per il bordello causato dai cantieri del Tram alle prossime elezioni manco si presenta.

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  3. Tutte scuse per riempiere le casse, solita sinistra. Visti i 30kmh che hanno abbassato gli incidenti, non deve calare l’assicurazione? Di questo tema a Lepore non interessa… solo cassa e cittadini strizzati con multe

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  4. Bisogna ammettere che Confesercenti propone un dialogo con indicazioni reali, non dimenticate che il Sindaco Lepore era un delfino di Merola ( col motto devo fare il sindaco ) sicuramente opposto a Maurizio Cevenini che era forte fuori e debole nel partito.

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