Più attenzione alla voce delle Associazioni di Categoria
«Basta
contrapposizioni politiche, si lavori per il bene della città». È questo
l’appello che Confesercenti Bologna rivolge all’Amministrazione comunale e alle
forze politiche operanti sotto le Due Torri, all’indomani della decisione del
Tar dell’Emilia-Romagna, che ha accolto il ricorso contro la delibera del
Comune di Bologna con cui, nel 2024, era stata istituita la “Città 30”, e alla
luce delle contromisure adottate e annunciate oggi da Palazzo d’Accursio.
Secondo Confesercenti, più che un provvedimento esteso
indistintamente a tutte le strade cittadine, sono necessarie scelte mirate e
condivise, con interventi concentrati nelle aree più critiche e vulnerabili. «È
quanto – precisano i vertici provinciali dell’associazione – è già stato fatto,
ad esempio, nel centro storico o in prossimità di scuole, ospedali e altri
luoghi sensibili».
Confesercenti ribadisce la propria disponibilità al dialogo con l’Amministrazione comunale. «Il nostro auspicio – sottolineano in via del Commercio Associato 30 – è che il sindaco Matteo Lepore, nella volontà di proseguire il progetto Città 30, scelga di ascoltare e coinvolgere maggiormente le Associazioni di Categoria, da sempre attente alle esigenze del territorio e della città».
Si puà dialogare con un dittatore? Sindaco di Bologna DIMISSIONI.
RispondiEliminaPerché dimissioni? Il popolo vota, non siamo in una dittatura.
EliminaTranquillo, solo per il bordello causato dai cantieri del Tram alle prossime elezioni manco si presenta.
RispondiEliminaTutte scuse per riempiere le casse, solita sinistra. Visti i 30kmh che hanno abbassato gli incidenti, non deve calare l’assicurazione? Di questo tema a Lepore non interessa… solo cassa e cittadini strizzati con multe
RispondiEliminaBisogna ammettere che Confesercenti propone un dialogo con indicazioni reali, non dimenticate che il Sindaco Lepore era un delfino di Merola ( col motto devo fare il sindaco ) sicuramente opposto a Maurizio Cevenini che era forte fuori e debole nel partito.
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