sabato 26 settembre 2020

Unioni dei Comuni, enti costosi e malfunzionanti ?

Come richiesto pubblichiamo  l'intervento del consigliere Marta Evangelisti nel consiglio metropolitano di mercoledì 23 settembre nella discussione del punto "unioni enti di secondo grado costose e ad oggi mal funzionanti"


Marta Evangelisti

Le Unioni sono un flop e chi governa abbia il coraggio di fare basta ” lo affermo in questo consesso perchè il tema del riordino istituzionale è tema caro a questo Ente perchè da quella legge ha tratto origine la nuova versione della nostra Provincia ed in particolare, nelle maglie della legge 56, la nostra Città metropolitana ha cercato in qualche modo non la propria legittimazione ma sicuramente una affermazione e lo ha fatto promuovendo anche progetti mirati.

Nel novero di questi si è inserito " metropoli strategiche", una sorta di analisi dello stato delle nostre Unioni, che già dimostrava come della natura, finalità e possibilità delle stesse ne avevano poca contezza, in alcuni casi di più in altre di meno, sia gli amministratori che il personale lì dislocato.

E di ciò non penso dobbiamo farcene meraviglia, se proprio oggi, nella capigruppo appena svolta, non uno, ma alcuni, hanno affermato che noi consiglieri di un ente di secondo grado, non essendo stati eletti direttamente, non dobbiamo rispondere ai Cittadini, bensì agli amministratori che ci hanno votato, a dimostrazione di ignorare proprio che il fatto di costruire gli organi di governo delle province come organi rappresentativi “di secondo grado” non priva affatto quegli organi di un collegamento con le loro popolazioni di riferimento e appare invece piuttosto discutibile, nella sua meccanicità, la tesi secondo cui la «rappresentatività» di un organo debba sempre indefettibilmente coincidere con la sua elezione a suffragio universale diretto, almeno così ha affermato più volte la corte costituzionale quando, chiamata a pronunciarsi in merito.

La legge prevede che l'elettorato attivo per l'elezione dei consiglieri metropolitani sia attribuita a tutti i consiglieri della provincia stessa ciascuno dei quali è stato indiscutibilmente oggetto di elezione diretta a suffragio universale da parte dei cittadini del proprio comune, i quali sono anche cittadini della provincia.

E quindi consiglierei un bel ripasso ed altresì lo stesso zelo utilizzato per valutare le spese eventualmente impiegate dalla Città Metropolitana per la sanificazione degli ambienti, il cui costo pare così esorbitante da contribuire anch'esso a giustificare la mancata ripresa della attività in presenza, dicevo, lo stesso zelo, per valutare e riferire ai Cittadini quanto stanno costando e soprattutto costeranno loro i servizi gestiti dalle Unioni.

Perchè, vede sig. Sindaco, abbiamo preso atto in questi mesi di una “Unione Terre d’Acqua" nel caos con il presidente già sfiduciato, un bilancio che faticava a trovare la sua approvazione e comuni che vogliono abbandonare servizi quali la polizia municipale e la gestione delle attività di Protezione civile e poi lo hanno fatto.

Non va certo meglio l’Unione dell’Appennino bolognese, in cui i Comuni avocano a se i servizi scolastici e pare vi sia un problema di mancato pagamento dei fornitori, oltre che di personale con molteplici incarichi, preso in carico dalla Unione, e poi comandato agli enti di riferimento e dove, il Comune di Alto Reno Terme si prende la libertà di non entrare in Unione.

E addirittura, proprio lo scorso mese, la vice Sindaco di quel comune, ha rivendicato con forza la bontà della loro decisione, quasi che gli altri amministratori non avessero compreso bene quale fosse la direzione corretta.

Peccato che quella vice Sindaco, sia anche Assessore da Lei nominata nel Comune di Bologna e, personalmente, come capogruppo di una delle opposizioni nel mio comune, nulla ho da eccepire in merito alla scelta del Sindaco in riferimento alla Unione bolognese, in quanto anni fa, assieme a lui, sottoscrissi il ricorso al Tar per impugnare la legge regionale di riordino territoriale: no alle fusioni, no alle Unioni e lì, io sono rimasta.

Vorrei sapere invece se la posizione del Sindaco di Bologna, Sindaco Metropolitano, è cambiata o cambierà.

Infatti, se il Sindaco della ex Provincia, aderisce al progetto “Metropoli strategiche”, con cui promuove la federazione di comuni che la città metropolitana rappresenta ed in cui le Unioni hanno appunto rilevanza strategica - tanto da essere oggetto di apposito studio - e con comunicato stampa del 25 Ottobre “Un tour nelle Unioni per formare gli 850 amministratori dei Comuni della città metropolitana” proprio egli stesso affermava: "Rafforziamo l'Ufficio di Presidenza dei sindaci, i Comuni che rimangono fuori dalle Unioni esclusi dalla governance", chiedo quali siano oggi le mutate condizioni, in forza delle quali legittima ed approva le affermazioni della neo nominata assessora.


Cioè, a Bologna si deve stare in Unione e ad Alto Reno Terme si può affermare l’esatto contrario?

Il tema del riordino istituzionale e territoriale, sapete bene, è uno dei più seri e va affrontato con competenza e coerenza, proprio per evitare anche i disastri .


Perchè io ne ho citate due, poc'anzi.


Ma non sta indietro neppure la Unione Reno Galliera che pare non funzionare proprio a dovere, con debiti, servizi sociali territoriali non soddisfacenti compreso il sistema delle assegnazioni alloggi in graduatoria ERS che dovrebbe essere ripensato per evitare assegnazioni “sbilanciate”.
E non si fanno mancare nulla nemmeno nelle Unioni Savena Reno e Reno Samoggia, con il recente problema del disboscamento di Monte Capra con ciò che ne consegue e una forte crisi economica industriale, la seconda con anche S. Lazzaro, altrettanti problemi di bilancio, disomogeneità territoriale e servizi carenti.
Infine anche Terre di Pianura non trova pace ed è ormai alla ribalta, ma in negativo, sulla cronaca locale, per i servizi del settore personale, informatica e statistica.


Seguiamo ormai da tempo il tema del riordino territoriale, dalla legge Delrio in avanti, denunciandone da sempre il fallimento sia a livello ideologico - trattandosi per noi di un’idea perdente sotto il profilo istituzionale e della equità – sia nella declinazione territoriale, a partire dalle fusioni fino appunto alle unioni, i cui dati oggi parlano chiaro.
Lo stesso Bonaccini pare aver preso atto del fallimento delle fusioni, arrestandone il processo che doveva far diminuire il numero dei Comuni, faccia lo stesso con le Unioni. Il ruolo che riveste nell’ambito della conferenza stato - regioni gli permetterebbe infatti di prendere una posizione netta e decisa in ordine alla revisione della legge nazionale prima e di quella regionale dopo.


Anche la Città metropolitana dovrebbe/potrebbe fare la propria parte, perchè proprio dallo studio di Metropoli , è emersa la forte fragilità di queste sovrastrutture.


Vi esorto ad esaminare bilanci e servizi,secondo quel paradigma benefici - costi che piace tanto quando si tratta di opere o servizi per la Provincia, riproponendo la modifica della legge sul riordino istituzionale territoriale, affinché vi siano istituzioni presenti sul territorio, servizi efficienti e risparmi veri, a discapito di nomine e ruoli.


Perchè oggi apprendiamo dalla cronaca locale che tre sindaci, coscienziosi, capaci e coraggiosi, me lo permetta, cercano di venire a capo nella ricostruzione delle mancate entrate, tradotto, chi ha pagato e chi no, per non compromettere, almeno momentaneamente i servizi, ma non è detto che vi riescano da soli.


Ed allora il rischio è che per salvare la facciata politica, qualcuno chieda a Stato e Regione di intervenire con ulteriori iniezioni di milioni di euro, a detrimento dei servizi essenziali e comunque facendo poi pagare sempre i cittadini e questo, sarebbe davvero grave ed ingiustificabile, soprattutto se venisse mascherato con la locuzione" ADOZIONE DI BUONE PRATICHE O AFFIANCAMENTO DI UN MANAGER", così come ho sentito riferire questa mattina dall'Assessore Regionale preposto.


Provate a pensarci prima finchè siete in tempo.

















 

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