mercoledì 29 gennaio 2020

Il Comitato Permanente per la salvaguardia dell’Ospedale di Porretta condannato a pagare le spese legali per il ricorso al Tar contro la Chiusura dei Punti Nascita.

Porretta. Punto nascita, FDI: “Inammissibile che il comitato sia condannato a pagare spese legali”


di Marta Evangelisti
Consigliere della Città metropolitana di Bologna

Il 4 aprile 2014, come noto, il Comitato Permanente per la salvaguardia dell’Ospedale Costa di Porretta Terme, a seguito della chiusura del Punto nascita di Porretta Terme avvenuta il 14 febbraio 2014, propose ricorso al TAR Emilia Romagna. Altro ricorso fu promosso dai Comuni di Porretta Terme, Granaglione, Lizzano in Belvedere, Camugnano, Castel di Casio e Gaggio Montano. Nel maggio 2014 i ricorsi vennero rigettati con una ordinanza tutta “politica”, visto che si uniformava alle direttive superiori, ivi comprese quelle regionali in merito alla soglia dei 500 parti/anno. Il Comitato condannato anche al pagamento delle spese legali per oltre 4.000,00 euro.
 
Il 23 gennaio 2020, proprio quasi giunti al termine della campagna elettorale, il Governatore Bonaccini decide la riapertura sperimentale dei Punti nascita chiusi in Regione, fra cui quello di Porretta Terme. Rivedendo così magicamente i parametri utilizzati per la chiusura e forte - dice lui - delle rassicurazioni di revisione legislativa nel merito da parte del Ministro della Salute Speranza che proprio qualche settimana prima era venuto a Porretta. Giova a tutti ricordare che il Punto nascita chiuso nel 2014 era “sperimentale” sul parto fisiologico.
 
Accade poi che il giorno 28 gennaio, due giorni dopo la sua rielezione, arriva al Comitato, ed a coloro che hanno sottoscritto il ricorso una Raccomandata da parte dell’Azienda Usl di Bologna in cui si sollecita il pagamento entro 15 giorni delle spese legali di 4.377,36 euro. Ritengo l'accaduto ingiusto e profondamente grave.
 
Il Comitato, le Amministrazioni e quindi i Cittadini hanno sostenuto con forza le ragioni sia sanitarie che politiche, sulla base delle quali oggi la Regione stessa, pare abbia ha rivisto le proprie posizioni di allora, ammettendo quindi il proprio errore.
Per quale motivo i Cittadini vessati e penalizzati dovrebbero pagare? Forse dovrebbe essere la Regione e magari lo stesso Presidente rieletto, colui che prima chiuse e poi dice di riaprire, a dover risarcire le nostre famiglie, le nostre mamme, tutte quelle che hanno vissuto con angoscia quei 9 mesi che dovrebbero essere trascorsi in assoluta serenità, tutte quelle che si sono trovate ad andare a partorire magari nella vicina Pistoia, ma soprattutto quelle che hanno partorito in ambulanza lungo la strada Porrettana.
 
Ancor più grave che la richiesta di pagamento arrivi adesso: ad elezioni concluse e vinte sbandierando una possibile riapertura e dopo sei anni da quella sentenza. E i Sindaci, quelli che ci sono ancora, quelli dei Comuni che hanno sottoscritto il ricorso, quelli che hanno firmato l'appello a sostegno di Bonaccini, cosa dicono e cosa faranno adesso? Ancora una volta, oltre al danno la beffa. Aspettiamo risposte immediate dalla Regione. E invitiamo anche il sindaco metropolitano a intervenire per fermare questa assurda richiesta avanzata dall’Asl.


6 commenti:

  1. E' UNA VERA AUTENTICA VERGOGNA!!!

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  2. Leggo: " Ancor più grave che la richiesta di pagamento arrivi adesso: ad elezioni concluse e vinte sbandierando una possibile riapertura"

    Cosa vi aspettavate dall'arroganza della sinistra! E i beccaccioni ci cascano sempre.

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  3. caro anonimo: cosa sarebbe cambiato se avessero vinto gli altri? niente. la richiesta era già partita.

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  4. Chi perde paga le spese legali, funziona cosi...

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  5. Anonimo31 gennaio 2020 17:27:

    ...da' fastidio? Tagliala via!

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