domenica 22 dicembre 2019

FINESTRE SULLA FILOSOFIA



di Marco Leoni

 

PLATONE : Il Fedone 
                e la vita come
preparazione alla morte.
               Immortalità dell'anima.


Riporto una lezione di Matteo Saudino fantastico prof. di filosofia

2° PARTE
Riprendo il dialogo sull’immortalità dell’anima contenuto nei dialoghi di
Platone.
Socrate, attraverso il racconto di Fedone, argomenta il perché l’anima è
immortale. Le argomentazioni erano passate attraverso il dialogo sulla
vita come preparazione alla morte e sul corpo inteso come prigione
dell’anima, ma soprattutto un dialogo che esalta la morte.
Come il nostro senso del vivere passi attraverso anche il morire:
soltanto se io parlo della morte, la interiorizzo, vivo dentro anche un
orizzonte in cui c’è la morte, posso dare un senso, un significato, al
vivere. In questo caso Platone è uno dei maestri, dirà anche Montaigne.
Non bisogna temere la morte per vivere da uomini liberi.
Ecco perché credo che anche il dibattito che c’è ancora oggi in Italia
sull’eutanasia ci parla di questo: poter scegliere di morire per dare una
dignità, un senso alla vita.
Abbiamo visto tutti l’appello al Presidente della Repubblica Mattarella
di quel dj che un incidente automobilistico ha reso paraplegico.
Appello affinchè in Italia si possa giungere a discutere sull’interruzione
volontaria della vita quando, in determinati casi di gravissima malattia,
di incidenti che portano all'immobilità, una persona possa voler
interrompere una vita che non è più vita, quindi morire per vivere,
morire per dare dignità alla vita, morire per dare un senso un significato
al vivere. Non morire come paura, come dramma, come abbandono ma
il morire come momento che dà compimento alla vita, momento in cui
si liberi la vita da una prigione invivibile.
Allora vediamo insieme alcuni passi del Fedone e qui troviamo le prime
argomentazioni:
Prima questione, l’anima è invisibile. L’anima è non percepita dai sensi,
dagli occhi, non la toccate. L’anima dunque è spiritualità.
Il Fedone è il dialogo più amato dalla filosofia cristiana. Il Platone del
Fedone è il Platone che verrà più cristianizzato. Ne ho già parlato
nell’introduzione: il cristianesimo, i filosofi cristiani, i primi filosofi come
ad esempio Agostino di Ippona presero Socrate e Platone, li
cristianizzarono, cioè usarono quelle filosofie, quelle speculazioni, per
dare un sostegno teorico alla loro nuova filosofia.
L’anima è immortale perché l’anima è invisibile, se è invisibile vuol
dire che non è materiale per cui sarà sicuramente spirituale.
L’anima, per qualche sua ricerca, si vale del corpo, che è visibile,
adoperando la vista, l’udito o altro senso qualunque. L’anima è allora
trascinata a cose che non sono mai costanti e va errando qua e là
e si conturba, barcolla come ebbra perché tali sono le cose a cui si
appiglia. L’anima e il corpo sono uniti perché l’anima è nel corpo e
quando l’anima interagisce con il corpo io vedo e ragiono: ragionare
è nell’anima, dice Platone. L’anima è poi la psiche che per i greci è
ubicata nel cervello ma anche nel cuore. E' la parte che ci porta a
ragionare e ci porta anche ad emozionarci.
Ecco i sensi, ecco le emozioni: l’anima si fa trascinare dal corpo quando
prova emozioni. Dunque se l’anima fosse pura sarebbe sempre in
equilibrio. Quando non c’è un equilibrio? quando ad esempio siamo
attratti dal cibo, lo desideriamo come il goloso o quando c'è
innamoramento come nel carnale passionale, l’anima è portata dal
corpo verso le forme di attrazione.
In Platone c’è già questa scissione tra anima e corpo, l’anima in una
dimensione spirituale pura sarebbe in equilibrio perfetto ma il corpo
la trascina con passioni, la trascina ovviamente verso anche la perdita
del controllo. Il Cristianesimo ha preso questi elementi del Platonismo
e li ha fatti propri. Questa condizione è ciò che diciamo intelligenza,
quando l'uomo riesce a governare il corpo, quando riesce ad essere in
equilibrio.
L’anima è simile, dice Platone per bocca di Socrate, a ciò che non può
mai variare, e cos’è che non può mai variare nella filosofia di Platone: le
idee.
Ma le idee sono mortali o immortali? Immortali. Prima dimostrazione
dell’immortalità dell’anima è la dimostrazione per somiglianza: siccome
l’anima è spirituale ed è simile a ciò che non varia mai, mentre i corpi
variano, sarà simile alle cose o alle idee?
Alle idee, perché l’anima è simile a ciò che non varia, all’invariabile e
all’immutabile. Ma cosa c’è di invariabile nel mondo iperuranico? Sono
le idee. E poiché l’anima è simile alle idee e poiché le Idee sono
immortali, conclusione anche l’anima è immortale. Prima
dimostrazione. È detta dimostrazione per somiglianza: l’anima poiché
assomiglia alle Idee è immortale come esse.
Non è un’argomentazione empirica perché io non faccio esperienza
dell’immortalità dell’anima, è un’argomentazione per associazione
metafisica.
(fine)

Con questa pagina termina il ciclo dedicato alla filosofia  per il 2019. 
Appuntamento quindi al 2020 per un'altra serie di temi filosofici. 

Auguri di Buon Natale da Marco Leoni   

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