domenica 27 ottobre 2019

Sasso Marconi. L'orologio storico di Lagune è di nuovo in servizio

L'orologio del campanile di Lagune ha ripreso servizio. Con diligenza segnala all'intera comunità l'ora e la mezz'ora e le campane traducono l'informazione con tanti rintocchi, quante sono le ore e se è la mezza ora, aggiunge un rintocco della 'piccola'. Per consentire il riposo indisturbato a chi ha scelto di vivere a Lagune per l'assoluta tranquillità che garantisce nelle ore notturne, le segnalazioni acustiche dell'orologio sono attive solo dal mattino al tramonto. Con il ritorno dell'orologio si riallaccia anche uno dei 'cordoni' della storia di Lagune, interrotta dalla perdita per guasto di uno degli elementi che caratterizzava la frazione e la distingueva: il caro 'amico' del campanile. L'orologio infatti è con molte probabilità 'il più vecchio' del comune, precedente persino a quello del Borgo. La torre civica di Sasso Marconi fu infatti realizzata nel 1882, mentre quella di Lagune è più datata e ciò è testimoniato dal fatto che dispone di una sola lancetta, quella delle ore. Era in funzione quindi quando l'approssimazione del tempo poteva essere anche di diversi minuti poichè la lancetta posizionata fra due ore era già un elemento molto utile. D'altronde Lagune, prima della realizzazione della Porrettana ( negli anni trenta dell'800), era un centro di rilievo. Da Lagune passava la viabilità principale per Porretta e Pistoia. La frazione disponeva dell'Ospitale, della bottega, di un falegname e di un fabbro (servizi primari per una economia rurale per il 95%) e su queste presenze contava l'intero circondario comprese le frazioni di Mongardino e Medelana. Proprio a colui che era il 'genio' della famiglia del fabbro, quella dei Mattioli ( tuttora residenti a Lagune, di cui l'ultima erede è ancora chiamata 'l'Anna di frab'), si deve l'opera d'arte. Realizzato in una prima versione con particolari in legno ( materia più facilmente addomesticabile alle lavorazioni, ma meno resistente all'usura dello sfregamento) fu poi tutto riconvertito al ferro. Merita far notare che gli ingranaggi, per avere una precisione affidabile da 'orologio', richiedono calcoli complicati, affidati allora a pochissimi abili artigiani con una capacità delle mani non comune. Molto pregevole quindi l'opera del Mattioli, il 'genio estroso' della comunità. Mi fa piacere ricordare che il grande problema dell'epoca (essendo gli orologi realizzati a forza di lima) spesso denunciavano 'svarioni' e venivano riallineati spesso. In quegli anni il segnale orario della radio non esisteva, non esistendo ancora la radio, per cui il compito veniva quindi affidato ai mercanti del luogo, i mitici 'Galli', i quali settimanalmente, al venerdì, si recavano a Bologna per i loro affari e regolavano in quell'occasione il loro orologio a quello del Palazzo del Podestà. Alla sera poi al rientro trovavano tutti i compaesani in possesso di orologio, compreso il campanaro o il parroco, con il proprio cipollone in mano in attesa dell'ora esatta alla quale tutti si allineavano. Altri tempi, in cui l'orologio era un vanto e un privilegio.

Ora è bello curare e gustare il servizio di uno strumento antico e risentire gli stessi rintocchi che organizzarono la vita dei nostri antenati. Un grazie quindi alla famiglia Mattioli che ha provveduto alla risistemazione, perchè non vada perso il lavoro del loro geniale antenato e per ricordare Marina, una delle figlie dell'Anna Mattioli, prematuramente scomparsa lasciando un grande vuoto non solo nei famigliari. I rintocchi dell'orologio faranno ancora pensare ai Mattioli, a Marina e al tempo che è trascorso non perchè dimenticassimo chi ci ha preceduto, ma perchè raccogliessimo, migliorandola, la loro eredità. 

 

2 commenti:

  1. Un grosso ringraziamento a Fabbriani che ci racconta il tempo che fu con le storie del passato.

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  2. L'orologio del campanile di Lagune, adesso, scandisce le ore attraverso un meccanismo a comado elettrico; i rintocchi sono registrati e diffusi per mezzo di altoparlanti a tromba. Lo storico bel meccanismo meccanico fu rubato e mai piü ricuperato circa cinque anni or sono, durante una sciagurata stagione di razzie simili.
    Maurizio Barilli

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