lunedì 30 settembre 2019

Grano duro: Investire nella ricerca genetica per mettere a disposizione degli agricoltori sementi sempre più adatte alle caratteristiche pedoclimatiche.

Aumentare la capacità produttiva e ridurre le importazioni. Serve una visione più ampia, un piano europeo.

Riceviamo:
 
«Bisogna aumentare la capacità produttiva di frumento duro per rispondere alle richieste dell’industria e ridurre le importazioni. Occorre investire nella ricerca genetica per mettere a disposizione degli agricoltori sementi sempre più adatte alle caratteristiche pedoclimatiche delle nostre zone, soprattutto dopo l’annata 2019 oltremodo anomala, che ha visto ridurre drasticamente le rese produttive sul territorio regionale a causa del cambiamento climatico in atto». Questa è la posizione espressa da Confagricoltura Emilia Romagna a margine del convegno , a Bologna, dal titolo “Grano duro in Emilia Romagna: oltre la campagna 2019”, organizzato dalla Regione Emilia-Romagna.

Confagricoltura sottolinea inoltre «la necessità di imprimere una forte accelerazione sulla diffusione di innovazioni tecnologiche e sulla capacità di stoccaggio con il ritiro separato dei diversi prodotti, per valorizzarne la qualità. Soltanto così possiamo arrivare – prosegue l’associazione degli imprenditori agricoli - a nuovi modelli di contrattazione con le industrie del comparto». 

L’impegno del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, intende proiettarsi anche a livello europeo, «affinché la nuova Commissione Europea possa varare in tempi stretti un piano per aumentare la produzione di cereali - e proteine vegetali - per ridurre sia le importazioni da paesi terzi che l’eccessiva esposizione alla volatilità dei prezzi». A tal proposito si rimarca infine che l’Ue è il primo esportatore di prodotti agroalimentari.

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