lunedì 30 settembre 2019

Ferrovia Direttissima, i disservizi continuano anche dopo gli interventi manutentivi.

I sindaci della Val di Setta manifestano le loro preoccupazioni. C'è parecchia preoccupazione per le segnalazioni indignate dei viaggiatori


La Direttissima a Pian di Setta
I sindaci dei comuni della Val di Setta, Bruno Pasquini di Monzuno, Franco Rubini di Grizzana Morandi, Alessandro Santoni di San Benedetto Val di Sambro e Maurizio Fabbri di Castiglione dei Pepoli, denunciano i disservizi sulla linea ferroviaria Direttissima Bologna-Prato che i viaggiatori lamentano con grande disagio.

Era noto che la prima settimana di riapertura, dopo i lavori svolti ad agosto, sarebbe stata un rodaggio, visti i tanti cantieri aperti. Tuttavia i disagi continuano anche dopo tre settimane: la certezza di arrivare in orario è minata da soppressioni di diversi treni regionali, porte che non si aprono nelle stazioni costringendo i viaggiatori a prolungare il proprio viaggio fino alla stazione successiva, tempi di percorrenza sempre più lunghi che costringono a partire prima per percorrere gli stessi chilometri, ritardi e cancellazioni.

Non bastano le giustificazioni del gestore, perché ciò che preme ai primi cittadini è ricordare che i viaggiatori devono rispettare un orario di scuola o di lavoro, senza trascurare le legittime esigenze familiari: anche per il rientro a casa non c'è mai certezza di quale sarà l'effettivo orario di arrivo.

Il Comitato Pendolari ha scritto più volte alle imprese ferroviarie e alle Regioni Committenti del servizio, ma secondo i quattro amministratori le risposte da parte di Ferrovie dello Stato finora non sempre sono state sufficienti: è soprattutto il ripetersi del disservizio lamentato a preoccupare. I viaggiatori della linea Direttissima si mettono in viaggio ogni giorno con l’ansia di dover ricorrere al mezzo privato per non giungere in ritardo a causa di una soppressione, aggiungendo al costo dell'abbonamento mensile o annuale anche le spese di carburante, autostrada e parcheggio.

Ciò che i sindaci chiedono è «un adeguato livello di qualità del servizio, anche alla luce dei progetti di rilancio del territorio che vedono nel servizio ferroviario proprio uno dei punti di forza».





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