giovedì 21 aprile 2016

La Regione per i celiaci

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire l'impegno per la dematerializzazione dei moduli per i prodotti specificamente formulati per i celiaci e a portare all'attenzione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome anche la questione relativa all'allineamento tra i sessi del valore dei buoni. A firma dei Consiglieri: Pettazzoni, Rontini, Caliandro, Sensoli, Taruffi, Torri, Aimi, Bignami, Foti, Campedelli, Serri, Sabattini

L’Assemblea legislativa della Regione.

Premesso che le persone che hanno un’intolleranza permanente al glutine (celiachia) devono alimentarsi con prodotti dietetici specifici privi di glutine; 
la Regione Emilia-Romagna ha messo in atto un programma che permette alle persone affette da celiachia di rifornirsi dei prodotti alimentari senza glutine, a carico del Servizio sanitario regionale, anche in negozi convenzionati, e non solo nelle farmacie, su tutto il territorio regionale; 
le persone con celiachia hanno a disposizione 4 buoni spesa al mese che vengono inviati a domicilio dall’Azienda Usl di residenza, ciascun buono ha un valore pari ad un quarto del contributo mensile di spesa e il suo valore varia in funzione del sesso e dell’età del cittadino; 
al 31/12/2014 sono stati accertati in Emilia-Romagna circa 14.000 cittadini celiaci, che ricevono in un anno buoni di prelievo per i prodotti dietoterapeutici del valore di 16 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti altri 204.000 euro di spese di spedizione; 
i buoni vengono inviati per posta ai cittadini celiaci in un’unica soluzione o attraverso spedizioni trimestrali e quadrimestrali, mentre in alcune province sono gli stessi cittadini che devono recarsi fisicamente presso gli sportelli della propria AUSL per ritirare i buoni; 
nel caso un cittadino non si trovi in casa al momento della consegna dei buoni, deve andare a ritirarli presso l’ufficio postale di competenza tramite la ricevuta lasciata nella buchetta delle lettere dal postino, una situazione che crea ulteriori disagi; 
ogni cittadino celiaco in Emilia-Romagna riceve mensilmente un buono di 140 euro per gli uomini e di 99 euro per le donne, divisi rispettivamente in 4 fogli di 35 euro per gli uomini e di 24,75 euro per le donne. Il valore di ogni singolo foglio non è frazionabile, per cui il soggetto celiaco è costretto a spendere la cifra indicata (35 o 24,75 euro) in un’unica soluzione. 
Rilevato che 
una dematerializzazione dei moduli per i prodotti senza glutine inviati ai celiaci, i cui costi di realizzazione vengono stimati in circa 30.000 euro, consentirebbe di eliminare le spese di imbustamento, affrancatura, risorse umane e gestione delle ricevute di consegna a carico delle AUSL provinciali e di risparmiare disagi agli utenti che in alcuni casi devono recarsi a ritirarli ai relativi sportelli; 
attraverso un software collegato al sistema sanitario regionale - in Emilia-Romagna esiste già la piattaforma SOLE (Sanità Online della Regione ER) che mette in rete la struttura sanitaria con il personale medico e i pazienti - si consentirebbe all’utente di eliminare il lungo processo burocratico, accedere direttamente ai propri buoni, visualizzare il credito disponibile sulla propria tessera sanitaria e utilizzarlo subito per i propri acquisti quando si reca nei punti vendita convenzionati (farmacia, negozi, g.d.o.) anche frazionandolo; 
alcune Regioni come Lombardia ed Umbria hanno già adottato tale sistema di dematerializzazione dei moduli per i prodotti senza glutine dedicati ai soggetti celiaci, mentre nella Regione Puglia tale procedura sarebbe in fase di realizzazione. 
Rilevato inoltre che 
il progetto di dematerializzazione dei buoni per l’acquisto di alimenti senza glutine, erogabili a carico del Servizio sanitario regionale è coerente con l’obiettivo di semplificazione dei percorsi assistenziali ed al contenimento dei costi di gestione dei servizi erogati; 
risponde a questi intenti il recapito dei buoni per la celiachia sul Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) del cittadino, che consente da un lato di conseguire importanti efficienze gestionali e il contenimento dei costi per il Servizio sanitario regionale e dall’altro offre al cittadino un accesso facilitato alla prestazione consentendogli la stampa dei buoni direttamente al proprio domicilio, evitandogli spostamenti, per il loro ritiro, verso gli uffici aziendali; 
tale modalità di consegna è già attiva nella nostra regione nei territori di Modena, Bologna e Cesena. Entro l’estate è prevista l’implementazione di tale servizio nei restanti territori regionali. 
Valutato che 
sarebbe opportuno eliminare la disparità tra uomini e donne, equiparando il valore mensile dei buoni spendibili per i prodotti senza glutine. 
Impegna la Giunta regionale 
a proseguire l’impegno per la dematerializzazione dei moduli per i prodotti specificamente formulati per celiaci che consentirebbe: a) di frazionare e visualizzare il valore dei singoli buoni tramite la tessera sanitaria; b) di risparmiare sulle spese di stampa e di spedizione dei moduli; c) di eliminare disagi e perdite di tempo agli utenti; 
a portare all’attenzione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome - per il tramite della Commissione Salute - sia la questione relativa all’allineamento tra i sessi del valore dei buoni per l’acquisto di prodotti specificamente formulati per celiaci, che la dematerializzazione del buono per l’acquisto cartaceo proponendo che, ai soggetti affetti da celiachia, l’Azienda sanitaria locale di residenza rilasci un codice personale valido su tutto il territorio nazionale da inserire elettronicamente nella tessera sanitaria congiuntamente al limite massimo di spesa così come stabilito con decreto del Ministero della salute 4 maggio 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio 2006. 
Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta antimeridiana del 23 marzo 2016

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